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Il Bot a 12 mesi rende lo 0,921%

I 6 miliardi di euro di Bot annuali offerti dal Tesoro sono andati letteralmente a ruba

di Edoardo Fagnani 12 ott 2009 ore 17:01
Torna a salire il rendimento offerto dai Bot, dopo i minimi toccati nell’asta di settembre. Tuttavia, il saggio lordo fissato nell’asta odierna per i titoli con durata annuale si è confermato al di sotto del punto percentuale. L’asta di oggi non prevedeva la consueta emissione del titolo con scadenza trimestrale. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha precisato che questa scelta è dovuta all'assenza di specifiche esigenze di cassa. Il tasso offerto dal Bot annuale si riduce ulteriormente, se dal saggio lordo si tolgono anche le imposte e le commissioni di acquisto.
Più nel dettaglio, la Banca d’Italia ha comunicato che nell’asta di oggi dei Bot con scadenza 15 ottobre 2010 il rendimento lordo è stato fissato allo 0,921%. Il prezzo di aggiudicazione è stato indicato a 99,075. Nell’asta di metà settembre il rendimento era stato fissato allo 0,741%, il livello minimo assoluto per questi titoli da quando le aste hanno una frequenza determinata.

Il risultato dell’asta resta allineata alla politica monetaria adottata dalla Banca Centrale Europea, che nella riunione dell’8 ottobre aveva nuovamente confermato all’1% il tasso di interesse di riferimento. Secondo gli esperti di IntesaSanpaolo, un’azione sul tasso di rifinanziamento “rimane altamente improbabile per un lungo periodo di tempo, anche qualora dovesse essere confermato lo scenario di consenso che vede una crescita dell’area euro intorno all’1,0% (più forte delle ultime stime BCE)”.
Il rendimento dei Bot resta coerente con l’andamento dell’Euribor, che si mantiene vicino ai minimi assoluti, anche se in leggero recupero rispetto ai valori delle scorse settimane. Il tasso a un mese è pari allo 0,431%, mentre l'Euribor a tre mesi si è attestato allo 0,743%. Il tasso a sei mesi e per quello a un anno valgono rispettivamente l'1,023% e l'1,247%. A titolo di confronto, lo scorso anno nel mese di ottobre l’Euribor sulle principali scadenze oscillava ancora tra il 5,2% e il 5,5%, vale a dire i massimi di sempre.

La richiesta di Bot resta sostenuta. La domanda arriva principalmente dagli investitori istituzionali, i quali sono convinti che la sicurezza garantita da questa tipologia di titoli valga ancora il basso rendimento offerto.
In pratica, i 6 miliardi di euro di Bot annuali offerti dal ministero dell’Economia e delle Finanze sono andati letteralmente a ruba. La domanda per questi titoli, infatti, è stata pari a oltre 11 miliardi di euro. Il rapporto di copertura (rapporto tra ammontare richiesto e quantitativo offerto) è stato di 1,85. Nell’asta di metà settembre le richieste per il Bot annuale erano state pari a oltre 12,9 miliardi di euro, su un ammontare offerto di 7,5 miliardi. Di conseguenza, il rapporto di copertura era stato pari all’1,72.

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