Idee di investimento: Taiwan
L’indice azionario di Taiwan è una idea di investimento che JC & Associati porta avanti da tempo. Un report del 26 gennaio 2006 si intitolava infatti “Equity Asia: interessanti opportunità a Taiwan nel 2006”. Numerosi erano infatti già allora i positives dell’indice sia a livello qualitativo che quantitativo, nonostante una situazione politica abbastanza complessa con la Cina.
di La redazione di Soldionline 27 giu 2008 ore 10:33
Nel contempo la situazione si è notevolmente evoluta in termini positivi e il rapporto rischio-rendimento dell'indice, nonostante una performance positiva in termini relativi nel periodo, rimane molto favorevole.
Nel presente report ripercorriamo gli eventi socio-politici-economici più rilevanti degli ultimi anni, evidenziando quelli che riteniamo i fattori in grado di influenzare ancora positivamente l'indice di Taiwan nel triennio 2008-2010.

Il grafico mostra la performance a 10 anni del Dow Jones Total Market Taiwan Index in valuta locale.
Il successivo grafico mostra invece in termini percentuali a performance del Dow Jones Total Market Taiwan Index in valuta locale dal primo gennaio 2006, evidenziando una crescita sensibilmente positiva (circa 30%) nonostante mercati azionari abbastanza complessi.
Nel periodo la performance dell'indice azionario di Taiwan è stata superiore sia in termini assoluti che di rischio rispetto ad indici come l'S&P500 e l'Eurostoxx.
Quali erano i punti più importanti evidenziati nel report?
Tra le considerazioni qualitative:
•1) la mancanza di collegamenti diretti con la Cina, sia di carattere commerciale che passeggeri.
•2) Il tasso di immigrazione era pari a zero a fronte del tasso di crescita della popolazione più basso dell'area.
•3) Riforme del mercato dei capitali e fiscali in arrivo.
Tra le considerazioni quantitative:
•1) nel 2004 e nel 2005 l'indice aveva sensibilmente sottoperformato gli altri indici asiatici. La performance complessiva dei 2 anni era stata circa il 10% contro crescite molto più elevate degli altri indici.
•2) L'indice taiwanese è di fatto un proxi del Nasdaq data una elevata componente tecnologica. La correlazione tuttavia non era elevata a cinque anni (circa 0,5) e la volatilità inferiore. Il che si traduceva in un'esposizione sulla tecnologia con rischi tutto sommato contenuti.
•3) I multipli prospettici dell'indice erano sensibilmente inferiori alle medie a 5 e 10 anni.
In realtà l'indice azionario di Taiwan soffriva la tensione con la vicina Cina che non ne riconosceva l'autonomia.
Più volte infatti la Cina aveva minacciato un intervento militare.
Se tuttavia da un lato si poteva ipotizzare ci sarebbe stata la difesa della sovranità di Taiwan da parte delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti, dall'altro molti osservatori neutrali sostenevano che in realtà i rapporti "ufficiosi" tra i due paesi erano molto più distesi rispetto a quelli "ufficiali".
Le recenti elezioni presidenziali (22 marzo 2008), con un notevole supporto in termini percentuali al candidato appoggiato dalla Cina sembrano avere definitivamente risolto per il momento l'annosa questione politica.
E' partita quindi l'implementazione di aerei passeggeri e di cargo commerciali che dovrebbero favorire da un lato l'afflusso di turismo, dall'altro il passaggio di merci.
Gli effetti positivi per Taiwan sarebbero innegabili. Basti pensare l'impatto positivo per il PIL derivante dal potenziale arrivo di milioni di cittadini cinesi (il flusso turistico cinese verso Macao supera ad esempio i 10 milioni ogni anno)
Anche la possibile ripresa di un flusso migratorio, sebbene controllato, potrebbe avere un impatto positivo migliorando le dinamiche demografiche (è dimostrata nel lungo termine la relazione tra le dinamiche demografiche e il PIL. Il rallentamento della crescita demografica e l'aumento dell'età media sono infatti le cause del declino del Giappone).
A livello qualitativo la risoluzione della tensione con la Cina migliora drammaticamente le prospettive a lungo termine di Taiwan.
L'implementazione di un flusso turistico e commerciale, incominciato solo recentemente, richiederà tempo per essere portato ai livelli voluti ma garantirà da un lato una minore cicilcità del PIL, dall'altro migliori condizioni produttive per le aziende che decideranno di delocalizzare in Cina.
Infine analizziamo i multipli del 2006, i multipli attuali e quelli scontati dal mercato per il triennio 2008-2010.
Nel 2006 il p/e medio atteso era circa 12.2x, a fronte di una range storico tra 15 e 19x.
Le condizioni ancora difficili a livello politico e lo scenario molto competitivo per la tecnologia (pensiamo ai semiconduttori di cui Taiwan è leader) non hanno tuttavia permesso la crescita degli utili stimata, per cui i multipli attuali risultano più elevati di quanto si sarebbe potuto stimare nel 2006.
Il p/e medio dell'indice generale al 2007 risulta infatti essere 14,8x.
I dati I/B/E/S di consensus stimano nel triennio 2008-2010 una crescita degli utili rispettivamente del 2.4%, del 12.3%, del 5,8% che si tradurrebbero in p/e attesi di 14,4x per il 2008, di 12,7x per il 2009 e di 11,83x per il 2010.
Tali multipli non sono elevati in termini generali rispetto agli altri indici né rispetto alla media storica di Taiwan, ma forse potrebbero addirittura sottostimare il potenziale di crescita.
E' vero che la produzione tecnologica soffre una crescente competizione e che la congiuntura economica sta rallentando a livello mondiale, ma è vero anche che il nuovo rapporto con la Cina potrebbe innescare dinamiche positive che al momento potrebbero non essere pienamente stimate dagli analisti e dal mercato.
Concludendo
I numerosi elementi che rendevano l'indice azionario di Taiwan una interessante storia di investimento, nonostante alcuni trimestri di ritardo rispetto alle attese, si stanno finalmente cominciando a manifestare.
Nel periodo la performance dell'indice è stata tuttavia interessante sia in termini assoluti che, rispetto a quella di indici più rilevanti come l'S&P500 e l'EuroStoxx.
Il catalyst positivo per ritornare a ipotizzare per i prossimi anni ancora una performance positiva è stato la recente elezione presidenziale con la netta vittoria dell'opposizione filo-cinese.
Il cambio al vertice e la svolta politica segnano così un definitivo allentamento delle tensioni tra Taiwan e la Cina e la ripresa di un rapporto turistico e commerciale.
A multipli tutto sommato non alti e comunque ancora sensibilmente inferiori alla media storica si accompagnano così dinamiche interne che, continueranno a migliorare il rapporto rischio-rendimento degli indici azionari di Taiwan.
a cura di JC&Associati
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