Continua la discesa dei rendimenti dei Bot e dei Ctz
Il tasso lordo relativo alla scadenza a sei mesi continua ad avvicinarsi all’1%. La domanda per i titoli di stato a breve è rimasta sostenuta. Le richieste totali per i Bot nell’asta odierna sono state quasi il doppio rispetto all'ammontare dei titoli offerti.
di Edoardo Fagnani 26 mag 2009 ore 15:42Sulla stessa lunghezza d’onda il rendimento dei Ctz 31 marzo 2011, in calo anche quest’asta, dopo essere stato fissato all’1,845% a fine aprile e al 2,083% di fine marzo.
Nel dettaglio, La Banca d’Italia ha comunicato che nell’asta di oggi dei Bot con scadenza 31 agosto 2009 il rendimento lordo è stato pari allo 0,932%, equivalente a un prezzo di aggiudicazione di 99,757. Il rendimento è leggermente superiore a quello fissato per i titoli con scadenza a tre mesi nell’asta di metà maggio. In contrazione il saggio offerto dai Bot con scadenza 30 novembre 2009. Il rendimento lordo per questi titoli è stato pari all’1,023% equivalente a un prezzo di aggiudicazione di 99,477. Si tratta del livello minimo assoluto per i Bot con questa scadenza da quando le aste hanno una frequenza determinata.
In discesa flessione anche il rendimento dei Ctz, dopo la puntata al 2,083% di fine marzo. Il prezzo di aggiudicazione dei titoli con scadenza a marzo 2011 è stato fissato a 96,94, pari a un rendimento lordo dell’1,705%, anche in questo caso il minimo assoluto per questa categoria di titoli.
Il risultato dell’asta odierna non sorprende, in particolare se si guarda alla politica monetaria adottata dalla Banca Centrale Europea. Nell’ultima riunione di giovedì 7 maggio, infatti, la BCE aveva sforbiciato il saggio di riferimento, portandolo dall’1,25% all’1%. Ma l’indicazione più importante è arrivata dal numero uno dell’istituto, Jean Claude Trichet, il quale non ha chiuso completamente la porta a un nuovo taglio dei tassi. Il banchiere, infatti, ha dichiarato che il tasso di interesse all’1% potrebbe anche non essere il livello minimo stabilito dalla BCE. Di conseguenza, i rendimenti dei titoli di stato a breve, quelli che seguono maggiormente le indicazioni di politica monetaria, hanno continuato a ridursi, scontando la probabilità di un’ulteriore sforbiciata ai tassi.
La domanda per i titoli di stato a breve è rimasta sostenuta, confermando il boom di richieste nell’asta di fine aprile e in quella di metà maggio per i titoli con scadenza trimestrale e annuale. Le richieste totali per i Bot nell’asta odierna sono state superiori ai 23,4 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto ai 12 miliardi di euro offerti.
In particolare, la domanda è stata sostenuta per i Bot con scadenza agosto 2009. Per questi titoli la richiesta è stata pari a oltre 5,7 miliardi di euro, un livello più che doppio rispetto all’ammontare offerto dal ministero dell’Economia e delle Finanze (2,5 miliardi di euro).
Molto buona anche la domanda per i Bot semestrali, anche se in leggera contrazione rispetto all’asta di fine aprile. La richiesta per questa tipologia di titoli è stata pari a circa 17,7 miliardi di euro, rispetto a un’offerta di 9,5 miliardi di euro predisposta dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Tuttavia, nella precedente asta dei Bot semestrali del 27 aprile le richieste erano state pari a poco più di 18,1 miliardi di euro, su un ammontare offerto fissato anche in quell’occasione a 9,5 miliardi.
Addirittura in aumento la domanda per i Ctz. La richiesta per i titoli con scadenza 31 marzo 2011 è stata superiore ai 5 miliardi di euro, contro un ammontare offerto dal ministero dell’Economia e delle Finanze di 3 miliardi. Nella precedente asta di fine aprile la richiesta di titoli era stata di circa 4,7 miliardi di euro, rispetto a un’offerta di 3 miliardi.
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