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Cinque motivazioni per cogliere le opportunità rappresentate dall’obbligazionario high yield

Le preoccupazioni riguardo alla crescita globale, l’inizio di una politica monetaria restrittiva da parte delle Banche Centrali e la mancanza di liquidità sono tutti fattori che, negli ultimi tre mesi, hanno contribuito al deprezzamento dei titoli high yield.

di Redazione Soldionline 27 nov 2014 ore 12:19

A cura di Western Asset (gruppo Legg Mason)

Le preoccupazioni riguardo alla crescita globale, l’inizio di una politica monetaria restrittiva da parte delle Banche Centrali e la mancanza di liquidità sono tutti fattori che, negli ultimi tre mesi, hanno contribuito al deprezzamento dei titoli high yield.

Secondo Western Asset, affiliata di Legg Mason, il settore ha attraversato il terzo trimestre peggiore degli ultimi tre anni, poiché gli investitori hanno preferito concentrare i propri risparmi nei Treasury USA ed altri titoli governativi.

Come conseguenza, questa manovra di sell-off ha implicato un rimbalzo degli spread del segmento high yield statunitense, rispetto ai Treasury, da circa 340bp nel mese di Giugno fino a 500bp in Settembre.

Michael Buchanan, Head of Global Credit presso Western Asset, ritiene che un movimento di tale ampiezza in un lasso temporale così ridotto abbia reso l’area dei titoli high yield una delle più interessanti nell’attuale panorama obbligazionario.

Di seguito, illustriamo le cinque motivazioni che, secondo Buchanan dovrebbero indurre gli investitori oggi a considerare con interesse questa asset class:

grafico2_8Rendimenti superiori al 6% sono molto interessanti
“In un contesto in cui i tassi d’interesse si attestano complessivamente su livelli molto bassi, i rendimenti intorno al 6%, o più elevati, offerti da alcuni titoli obbligazionari high yield hanno catturato l’attenzione degli investitori. A nostro avviso, in questo momento gli spread sono molto allettanti; se a ciò si aggiungono i rendimenti elevati e le cedole offerte dai titoli high yield, siamo di fronte ad un asset class che può veramente offrire forti opportunità, interessanti rispetto ad altre dell’universo fixed income”.

Il contesto, a livello di politiche monetarie, rimane accomodante
“Anche se ci si aspetta che la Federal Reserve interverrà al rialzo dei tassi, presto o tardi, noi riteniamo che questi eventuali aumenti saranno quasi certamente marginali, ossia che il quadro monetario rimarrà sostanzialmente accomodante. Abbiamo goduto in questi anni di un enorme supporto da parte della Fed, che intende ora procedere con grande cautela ed infatti, a nostro avviso, la Fed continuerà a svolgere un ruolo importante a sostegno dell’economia, pur abbandonando la recente linea estremamente accomodante. Questo fattore rappresenta sicuramente un elemento positivo per gli investitori, poiché quando il movimento dei tassi non rappresenta una grande minaccia, l’obbligazionario in generale ed il settore del credito in particolare ne traggono sicuramente beneficio”.

Rischi di default ancora molto contenuti
“I rischi di default nel segmento high yield rimangono vicini ai minimi storici, proseguendo con un trend iniziato nel 2010. Nonostante un lieve rialzo rispetto al 2013, a nostro avviso il tasso d’insolvenza continuerà probabilmente a mantenersi sugli attuali livelli molto bassi o comunque varierà di poco, visto l’orientamento delle Banche Centrali”.

I recenti sell-off hanno allontanato i timori legati alla possibilità del manifestarsi di una bolla
“Conosco le caratteristiche di una bolla nel segmento high-yield ed il mercato attualmente non presenta i sintomi di nessuna di queste . Gli investitori devono quindi confrontare i rendimenti di questa asset class con quelli di altri prodotti obbligazionari ed a seguito della recente ondata di vendite, questi spread sono favorevoli”
 
I fondamentali sono solidi

“Nonostante siano leggermente peggiorati negli ultimi anni, i fondamentali dei titoli high-yield statunitensi appaiono ancora alquanto solidi. Sia che si parli di interest rate coverage, di leva finanziaria, di rischio di default, di capacità di generare free cash flow, tutti questi elementi sono ampiamente a favore del segmento dei titoli high-yield e ciò non è affatto cambiato”.

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