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Cai alza bandiera bianca!

Cai, la cordata guidata da Colaninno, ha annunciato ufficialmente il ritiro dell'offerta per rilevare il controllo di Alitalia. La decisione è stata presa con il voto unanime dei componenti della cordata. Sono falliti tutti i tentativi di mediazione susseguitisi nel corso della settimana. Milano Finanza fa il punto sull’attuale situazione economica dell’Argentina.

di Edoardo Fagnani 19 set 2008 ore 14:30

Gentili lettori,
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- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.


Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:


Alitalia
Cai, la cordata guidata da Colaninno, ha annunciato ufficialmente il ritiro dell'offerta per rilevare il controllo di Alitalia. La decisione è stata presa con il voto unanime dei componenti della cordata.
Colaninno ha svelato che Cai sarebbe stata disposta a investire un miliardo di euro nel progetto, che prevedeva l’integrazione tra Alitalia e AirOne. Gli esuberi sarebbero stati complessivamente tra i 3mila e i 3,5mila, anche se il numero avrebbe potuto scendere, attraverso la ricollocazione di parte del personale. Inoltre, il piano prevedeva l’acquisto di 60 nuovi aerei e il ritorno al pareggio entro un massimo di tre anni. Infine, parte dell’utile realizzato da Alitalia (un ammontare nell’ordine del 7%) sarebbe finito nelle tasche dei dipendenti.
Sono falliti tutti i tentativi di mediazione susseguitisi nel corso della settimana. Lunedì 15 settembre Cai, il governo e i sindacati di Cgil, Cisl, Uil e Ugl avevano raggiunto un accordo sul piano industriale e il nuovo contratto di settore che sarebbe stato sottoposto alle associazioni dei lavoratori della compagnia. Cai aveva ribadito che la propria offerta era subordinata al raggiungimento dell’accordo con i sindacati.
Secondo alcune indiscrezioni il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, avrebbe escluso la possibilità di procedere con una nuova nazionalizzazione di Alitalia.
Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha dichiarato che da lunedì 15 settembre i voli degli aerei della compagnia italiana non saranno più garantiti, in seguito ai problemi nel pagamento del carburante. Secondo quanto riportato da MF di venerdì 19 settembre Alitalia avrebbe liquidità per supportare l’attività operativa solo per i prossimi 10-15 giorni. Inoltre, i fornitori esteri avrebbero iniziato a fare pressione per ottenere i pagamenti delle forniture.
L’Enac ha avvertito Alitalia che è a rischio la licenza di volo provvisoria assegnata a inizio mese se la compagnia area non riuscirà a risolvere gli attuali problemi finanziari. Secondo quanto scritto su MF di venerdì 19 settembre, Alitalia rischia di non volare più a partire da giovedì 2 ottobre. L’Enac dovrà decidere lunedì 22 settembre se aprire o meno una istruttoria su Alitalia, dopo i recenti sviluppi di ieri.
Secondo il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, il partner straniero ideale per la nuova Alitalia sarebbe la tedesca Lufthansa. Tuttavia, Berlusconi ha precisato che non c’è alcuna preclusione su un’eventuale partecipazione di AirFrance-KLM. Infine, secondo il premier, l’unica alternativa alla cordata italiana per rilevare il controllo della compagnia aerea italiana e il fallimento della stessa. Secondo quanto scritto su La Repubblica di venerdì 19 settembre Lufthansa resterebbe in pista, dopo il fallimento delle trattative con Cai. I vertici di AirFrance-KLM preferiscono non commentare la vicenda, mentre British Airways ha ribadito di non essere interessata a rilevare nemmeno una quota minima di Alitalia.
Intanto, si fanno più aggressivi i rappresentanti dei lavoratori. Il sindacato degli stessi ha sollecitato Augusto Fantozzi a proporre una nuova gara per cedere il controllo di Alitalia e a chiedere un nuovo prestito alle banche, per garantire l’operatività dell’azienda.
Il Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha ammesso Alitalia Express, Volare, Alitalia Airport e Alitalia Servizi alla procedura di amministrazione straordinaria. Le quattro società sono controllate da Alitalia. Augusto Fantozzi sarà il commissario straordinario anche di queste aziende.
Lo stesso Fantozzi, ha comunicato di aver ricevuto un’offerta da Investimenti e Sviluppo Mediterraneo (società quotata a Piazza Affari) per rilevare le attività di Atitech, la società che gestisce le attività di manutenzione pesante di Alitalia. Inoltre, Fantozzi avrebbe ricevuto un’altra offerta da ItAli Airlines per rilevare gli aerei e il relativo personale navigante e tecnico in esubero.
Martedì 16 settembre la Guardia di Finanza è entrata nella sede di Alitalia per acquisire alcuni documenti, che saranno utilizzati nell’inchiesta aperta dalla procura di Roma sull’insolvenza della compagnia aerea. I militari avrebbero acquisito i bilanci consolidati del gruppo e delle società collegate, relativi agli ultimi dieci esercizi.

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