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Btp, rendimenti in altalena

I titoli con scadenza a medio-lungo termine hanno seguito il trend registrato nel mese in corso dai BOT e dai CTZ. Domanda sempre elevata

di Edoardo Fagnani 28 gen 2011 ore 15:03
Rendimenti tra alti e bassi per i Btp (Quotazioni Btp) nelle aste di gennaio. I titoli con scadenza a medio-lungo termine hanno seguito il trend registrato nel mese in corso dai BOT (Quotazioni BOT) e dai CTZ (Quotazioni Ctz).

Nella giornata odierna il ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato un Btp triennale e un Btp con scadenza a 10 anni.
Nel dettaglio, il rendimento lordo della settima tranche del Btp con scadenza 1° novembre 2013 e cedola del 2,25% (codice ISIN: IT0004653108) è stato fissato al 3,12%. Nella precedente asta del mese di dicembre il saggio lordo per questo titolo era stato determinato al 3,25%. Secondo i calcoli elaborati da Assiom-Forex, il rendimento netto è stato pari al 2,819%. Il saggio lordo dell’undicesima tranche dei Btp 1° marzo 2021 e cedola del 3,75% (codice ISIN: IT0004634132), invece, è risultato pari al 4,73%, saggio che si confronta con il 4,8% dell’offerta di fine dicembre. Il rendimento offerto equivale a un saggio netto del 4,219%, stando alle elaborazioni di Assiom-Forex.
Il 13 gennaio il ministero dell’Economia e delle Finanze aveva collocato altri due Btp. In quell'occasione i rendimenti avevano registrato un incremento. Il rendimento lordo del Btp 1° novembre 2015 e cedola del 3% (codice ISIN: IT0004656275) era stato fissato al 3,67%. Nell’asta di novembre, il saggio lordo di questo titolo era risultato pari al 3,24%. Il rendimento lordo della quarta tranche dei Btp 1° marzo 2026 e cedola del 4,5% (codice ISIN: IT0004644735) era cresciuto dal 4,81% dell’asta di novembre al 5,06%.
Ieri il ministero dell’Economia e delle Finanze aveva collocato la prima tranche dei Btp settembre 2016 indicizzati all’inflazione (codice ISIN: IT0004682107), fissando un rendimento lordo del 2,21%.

La domanda per i titoli di stato italiani resta elevata anche sulle scadenze medio-lunghe.
Nel dettaglio, con riferimento al Btp 1° novembre 2013 sono stati collocati titoli per un ammontare di 3,5 miliardi di euro, rispetto a una richiesta di circa 4,9 miliardi. Il rapporto di copertura (rapporto tra titoli richiesti e titoli offerti) è stato pari a 1,4, lo stesso livello dell’asta di fine dicembre. Con riferimento al Btp 1° marzo 2021 sono stati collocati titoli per un ammontare di 3,25 miliardi di euro. La richiesta dei titoli è stata di oltre 4,72 miliardi, per un rapporto di copertura di 1,45, in crescita rispetto all’1,29 dell’asta di dicembre.
Tutto esaurito anche nell’asta dei Btp di metà gennaio. In quell’occasione erano stati collocati Btp 1° novembre 2015 per un ammontare di 3 miliardi di euro, rispetto a una richiesta di titoli di circa 4,24 miliardi. Il tasso di copertura era stato pari a 1,41, lo stesso livello dell’asta di metà novembre. Con riferimento al Btp 1° marzo 2026 erano stati collocati titoli per un ammontare di 3 miliardi di euro. La richiesta di titoli era stata di 4,26 miliardi di euro, pari a un tasso di copertura dell’1,42, in aumento rispetto all’1,3 dell’asta di metà novembre.
Buone anche le richieste per i Btp settembre 2016 indicizzati all’inflazione, che ha avuto richieste per circa 4,1 miliardi di euro, in rapporto a un’offerta di 2,76 miliardi. Il tasso di copertura è stato di 1,47.

Nella seduta odierna il ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato anche un CCTeu.
Il rendimento lordo della settima tranche dei CCTeu 15 ottobre 2017 (codice ISIN: IT0004652175) è stato fissato al 2,55%, pari a un prezzo di aggiudicazione di 96,6. Nella precedente asta di fine dicembre il rendimento era stato del 2,92%. Secondo i calcoli elaborati da Assiom-Forex, il rendimento netto è stato pari al 2,342%. Buona la domanda per il titolo, che ha ottenuto richieste per circa 2,34 miliardi di euro, in rapporto a un ammontare offerto di 1,4 miliardi.




TAG: btp , ccteu

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