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Le sequenze della crisi

Le modalità di gestione della crisi stanno paradossalmente facendo emergere una sequenza relativamente regolare di quattro fasi. Ora siamo nella fase di "miglioramento"

di Redazione Soldionline 13 ago 2012 ore 14:36
Articolo a cura di JCAssociati.it

La crisi europea è mossa da continui colpi di scena sia positivi che negativi, determinati di volta in volta da: dichiarazioni più o meno estemporanee di esponenti politici, vertici notturni con epiloghi immancabilmente trionfalistici, notizie o agenzie legate alla sorte di istituti bancari europei in difficoltà, abbassamento dei rating, ecc. ecc.
In un certo senso quindi i mercati, soprattutto quelli obbligazionari dei paesi c.d. “periferici”, sono estremamente volatili e imprevedibili, tuttavia ci sembra che le modalità di gestione della crisi stanno paradossalmente facendo emergere una sequenza relativamente regolare di quattro fasi, che possono mitigare l’ambito di assoluta incertezza nel quale sono costretti gli investitori.

In sintesi la sequenza è la seguente:
1-Crisi: Nella fase di crisi i mercati penalizzano fortemente le obbligazioni periferiche dell’Area Euro, mettendo in discussione la mera esistenza della Valuta Unica e dell’Unione Economica costruita negli ultimi 40 anni. In questa fase è fondamentale evitare qualsiasi investimento obbligazionario considerato “a rischio”.
2-Reazione: Costretti dai mercati finanziari, i politici e le autorità sia a livello nazionale che europeo predispongono delle contromisure atte a contrastare la sfiducia degli investitori. La credibilità e l’impatto variano di volta in volta ma, almeno fono ad ora, se le prime contromisure non sono sufficienti, le autorità tornano sulle proprie decisioni adottando provvedimenti più “impegnativi” e di maggior impatto sui mercati finanziari. In questa fase gli investitori possono cominciare ad accumulare obbligazioni considerate “a rischio” e legate alla sorte dei paesi periferici dell’Area Euro (p.es. azioni e obbligazioni bancarie e titoli di stato dei c.d. PIIGS)
3-Miglioramento: Successivamente ai provvedimenti adottati, gli indici e  i mercati finanziari registrano un miglioramento ipotizzando (fino ad ora erroneamente) che: o i provvedimenti adottati siano risolutivi, o essi rappresentino l’inizio di una tendenza verso riforme più significative e (veramente) risolutive. In questa fase è importante per gli investitori non farsi prendere dall’”euforia” dei mercati.
4-Rilassamento: Senza la pressione dei mercati, la spinta a provvedimenti veramente risolutivi viene meno e le autorità nazionali ed europee “vivono di rendita” per qualche settimana o mese, finché non scoppia la crisi successiva. In questa fase gli investitori devono liberarsi delle obbligazioni “a rischio” e alleggerire o eliminare l’esposizione nei paesi europei più direttamente coinvolti dalla crisi.
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