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L'Europa, prima delle "vacanze"

Gli europei sono famosi nel mondo per le vacanze di luglio-agosto, ma ora qualsiasi pausa vacanziera sembra o troppo costosa o addirittura annullata a causa dell'extra lavoro necessario per sopravvivere

di Redazione Soldionline 7 ago 2012 ore 14:00
A cura di Tim Stevenson, gestore del Fondo Henderson Horizon pan European Equity

Gli europei sono famosi nel mondo per le vacanze di luglio-agosto, ma ora qualsiasi pausa vacanziera sembra o difficile da affrontare (si legga troppo costosa) o addirittura annullata a causa dell'extra lavoro necessario per sopravvivere. Nel Regno Unito, le vacanze estive risultano piuttosto confuse a causa delle Olimpiadi, oppure per le piogge torrenziali e ormai quasi perenni. Ci sono alcune regioni in cui si teme che questo rallentamento dell'attività economica possa causare una riduzione delle visite, mentre rimane imperativo riuscire a mantenere una grande flessibilità nei costi di produzione.

Quindi cosa sta succedendo?
Innanzitutto stiamo per entrare nel periodo delle seconde trimestrali dell'anno,  e con una crescita così debole e la prospettiva economica di breve termine che non segnala alcun miglioramento, bisognerà aspettarsi una grande cautela da parte delle aziende. Anzi - le stime di Bloomberg sul consensus per il mercato azionario europeo sono crollate dell'8,2% nel 2012 fino a quota 3,2% e da 10,2% a 6,2% nel 2013. In secondo luogo, gli ultimi dati economici sono stati - nei casi migliori - contrastanti, in tutti i mercati globali. Particolarmente interessante è il dato sulla produzione industriale tedesca che di recente è sceso sotto la soglia critica dei 50 punti.

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Figura: il PMI Manifatturieto tedesco

Ci sono quindi molte ragioni per ipotizzare che ancora per molto tempo vedremo un mondo a crescita limitata e bassa inflazione. Di conseguenza, il prossimo rischio - o comunque elemento di preoccupazione - è se le economie hanno o meno raggiunto la "velocità di stallo" (dove i punti di riferimento convenzionali non possono aiutare) e il solo fatto che questo rischio esista ci fa ritenere con certezza che i "poteri che contano" stiano iniziando a pensare a ulteriori misure di stimolo.

Questo ci porta direttamente alla situazione europea
. Il progetto Euro è a un punto di svolta: cresce e diventa sempre più condiviso, o incomincia a sfaldarsi perché i leader europei falliscono nel convincere i loro elettorati nazionali della bontà di continuare con quello che fin qui si è rivelato un progetto controverso. Uno dei problemi che si riscontrano con i mercati azionari è la loro incredibile mancanza di pazienza per tutto ciò che ci impiega più di un nanosecondo ad accadere. Alla base ci sono probabilmente questi anni di delusioni e aspettative disattese, ma ciò non significa che il progetto Euro sia mai stato davvero semplice. In ogni caso il recente vertice (vedi sopra - è stato il 19esimo dall'inizio della crisi) ha rappresentato in qualche modo un altro passo nella direzione di una più stretta integrazione tra i paesi europei. Inoltre, il fatto di rompere il legame tra le banche e gli stati sovrani aiuterà forse gli investitori a capire che, "a partire da ora" (vale a dire ignorando il debito costruito negli anni dai governi precedenti), la gran parte degli stati membri è abbastanza in salute.

Il dibattito è anche andato oltre - lontano dall'ossessione per l'"austerity" (la parola probabilmente più fuorviante inventata negli ultimi cinque anni), verso una maggiore attenzione alla crescita. La questione qui è che la crescita non può "venire dal nulla", benché i governi continuino evidentemente a spendere somme significative (nel Regno Unito, il debito dell'apparentemente austera coalizione Conservatrice è maggiore di quello accumulato dal dissoluto governo Laburista precedente), e benché la maggior parte di questi fondi siano stanziati per le infrastrutture.

Pertanto, l'immagine che ci resta delle economie europee è incerta e, qualsiasi cosa accada, rimane comunque un periodo di bassa crescita. In uno scenario di questo tipo continuiamo a favorire un investimento, paziente, su aziende che possano diventare parte della soluzione: aziende che supportano altre aziende nel migliorare l'efficienza, come la software company SAP, lo specialista della logistica Deutsche Post DHL o la società di servizi UK Capita. 

Gli ultimi risultati della società di trasporto e logistica Kuehne + Nagel hanno dimostrato quanto sia non solo interessante ma anche vero che, come penso, in questo scenario economico così difficile il forte diventerà più forte e il debole più debole (oppure moriranno entrambi). I risultati in sé erano deludenti con un incremento del fatturato del +2,8% e un calo dell'EBITDA del 9,6%. Questo mostra due cose: primo, che in generale il mercato dei trasporti via terra e via mare è debole (il che non ci sorprende considerando il clima economico dominante) e secondo, che l'azienda sta aumentando le proprie quote di mercato. Il settore dei trasporti è molto frammentato e presenta un gran numero di player minori: al momento gli acquirenti possono arrivare a contrattare prezzi interessanti, alle proprie condizioni, e le società minori stanno lottando per soddisfarne le esigenze. Si unisca il tutto a un programma di riduzione dei costi che sta per essere varato dai vertici dall'azienda, e riteniamo si potrà avere un buon winnernel lungo termine. Questa dinamica non vale solo nel settore del trasporto ma anche in altri business. Ecco perché stiamo concentrando i nostri investimenti su leader di mercato, che spesso giustificano le valutazioni superiori.

Nella pausa estiva, per alcuni tra i titoli più trascurati e con le minori valutazioni potrebbe verificarsi un andamento a rally, ma a meno che non si verifichi un'evoluzione significativa nella struttura di alcune di queste aziende, è probabile che ciascuna oscillazione si riveli poco più che una copertura di posizioni short.
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