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Henderson Global Investors: Outlook 2013

Come abbiamo più volte sottolineato, il comparto azionario potrebbe subire venti contrari, non ultime le previsioni di utili del 2013, che al momento sono così positive che ci si chiede cosa gli analisti sell-side effettivamente analizzino

di Redazione Soldionline 27 dic 2012 ore 15:01

Articolo a cura di Henderson Global Investors

Mercato del credito

Stephen Thariyan, Responsabile del Credito (Co-manager dei Fondi Henderson Horizon Euro Corporate Bond e Henderson Horizon Euro High Yield Bond)
Dunque, ci siamo divertiti, abbiamo avuto i nostri ritorni a due cifre e la nostra buona parte di volatilità. Gli spread – sia dei bond sovrani sia dei corporate – sembra siano impazziti e poi arrivati a termine tutti nello stesso anno...e ora? Possiamo sperimentare tutti i possibili “sapori” del mercato del credito all’interno di una generica asset class ma, guardando al futuro, potrebbero risultare tutti uguali.
A questi ritorni a due cifre non ne seguiranno altri. Lungo la strada ci sono ostacoli e un inaspettato precipizio (“cliff” in inglese), ma con crescita o bassa o a zero e i rendimenti che ne conseguono, vedremo probabilmente i cercatori di profitti andare sempre più short sulla nostra asset class. High Yield, absolute return e gestione attiva: questi sono gli elementi che influenzeranno di più le performance 2013. Non siamo più in grado di mantenere un andamento regolare nei prezzi dei bond da quando la crisi del credito si è trasformata in quella dei debiti sovrani. Insomma, niente sarà facile il prossimo anno ma potrebbe essere relativamente più tranquillo.
Mario Draghi ha fatto promesse, Obama è stato rieletto e la Banca d’Inghilterra ha fatto come altri importanti istituti e ha chiesto un prestito a Goldman. Ciò potrebbe ridurre la volatilità, anche se ancora non siamo oltre il guado e le aziende spingono per avere previsioni sul futuro. In ogni caso daremo credito solo alle migliori e allo stesso tempo continueremo a setacciare l’intero universo corporate, considerando rating, liquidità e mercati derivati prima di mettere qualsiasi firma.

Azionario europeo
John Bennett, Director of European Equities (manager of the Henderson European Selected Opportunities Fund)
Come abbiamo più volte sottolineato, il comparto azionario potrebbe subire venti contrari, non ultime le previsioni di utili del 2013, che al momento sono così positive che ci si chiede cosa gli analisti sell-side effettivamente analizzino. Tuttavia, un po’ come per le innumerevoli preoccupazioni macroeconomiche che sembra porteranno gli investitori istituzionali, e anche retail, ad adottare l’approccio “ABE”, Anything but Equity (tutto tranne le azioni), questi timori, nel caso dell’Europa, sono ben noti e ben consolidati. Se sono ben noti, si rifletteranno probabilmente nel prezzo. E questo può essere affermato con fiducia solo se si adotta un appropriato orizzonte di investimento: che questo mercato bear finisca il prossimo anno o nei prossimi due anni, rimaniamo comunque convinti che chi sarà disposto a valutare una prospettiva a cinque anni o più sull’azionario europeo sarà ricompensato da ritorni più che accettabili provenienti da questa asset class – che è sì acciaccata ma che rimane comunque estremamente interessante.

Fondamentali economici
Simon Ward, Chief Economist di Henderson L’economia globale segue l’andamento della moneta reale (aggiustata sull’inflazione) con uno scarto di circa sei mesi – una semplice regola “monetaria” che negli ultimi anni ha superato le previsioni del consensus. La crescita della moneta reale globale ha avuto un picco nella seconda metà del 2012, facendo prevedere una più rapida espansione economica nel 2013. Ancora più importante, l’espansione monetaria riflette il miglioramento della situazione in Europa e Cina così come il crescente ottimismo negli Stati Uniti. Il rischio principale, ovviamente, è che la politica statunitense non riesca a trovare un accordo sulla stretta fiscale in previsione da gennaio. In tal caso, l’economia USA crollerebbe all’inizio del 2013, anche se un accordo tardivo e ulteriori alleggerimenti da parte della Federal Reserve risulterebbero probabilmente in una ripresa a V a partire dalla primavera.
La crescita globale potrebbe riservare delle sorprese positive per il prossimo anno, ma la previsione per quanto riguarda l’inflazione sembra meno promettente, sulla base della seconda regola monetaria secondo la quale la creazione di nuova moneta guida i prezzi per due anni. L’espansione della moneta globale è aumentata nel 2011, facendo prevedere un innalzamento dell’inflazione nel 2013.

I prezzi più stabili delle materie prime potrebbero rivelarsi un driver fondamentale, perché le aziende globali in crescita e le ulteriori iniezioni di liquidità delle banche incoraggiano acquisti speculativi. I mercati in generale dovrebbero godere di una buona liquidità all’inizio del 2013 ma è bene che gli investitori tengano presente il gap esistente tra l’espansione della moneta reale e l’incremento della produzione industriale. Attualmente il rapporto è positivo, il che implica un “eccesso” di liquidità, ma potrebbe tornare negativo nel corso del 2013 se l’economia dovesse riprendersi – uno sviluppo che storicamente è sempre stato un campanello d’allarme per il comparto azionario.

Phil Apel
Responsabile Interest Rates Strategy
Gli sforzi messi in campo negli ultimi anni da governi e banche centrali di tutto il mondo hanno in un certo senso eliminato il rischio immediato di eventi estremi (il cosiddetto tail-risk); tuttavia, una soluzione duratura che affrontasse il problema di una crescita economica debole è rimasta una specie di chimera. Ogni anno riserva un margine d’imprevedibilità, ma per il prossimo riteniamo che la crescita si farà sempre più strada anche in Europa e sarà maggiore nel Regno Unito e negli Stati Uniti, e che ciò porterà i bund tedeschi a superare i Treasuries americani e i Gilts britannici. Crediamo inoltre che, nel 2013, la curva dei rendimenti prodotti dai bond sovrani continuerà a essere più ripida di quanto si aspettino attualmente i mercati. Questo è dovuto ai tassi di interesse che sono stati mantenuti bassi per molto tempo, mentre le attese di inflazione crescente fanno aumentare i rendimenti di lungo termine. Inoltre, il permanere di una certa incertezza può comunque condurre alla scomoda possibilità di eventi estremi. La prospettiva di un grave tail-risk, termine tecnico per definire gli effetti di un evento raro ed estremo, come può essere sia l’inflazione che la deflazione, rimarrà una fonte di preoccupazione per i mercati nel 2013.

Comparto azionario asiatico
Mike Kerley, gestore del Fondo Henderson Horizon Asian Dividend Income La previsione per l’Asia è positiva: le valutazioni sono interessanti, i fondamentali delle aziende rimangono solidi e i bilanci sono stabili. Certo rimane sullo sfondo una certa incertezza a livello macroeconomico e, almeno nel breve termine, non sarà facile per i mercati asiatici distanziarsi da ciò che sta accadendo a livello globale. Tuttavia, nonostante abbia registrato performance inferiori agli Stati Uniti, i fondamentali di base vanno a favore di una crescita asiatica piuttosto che di una statunitense. Rimaniamo convinti che questo sia un momento molto interessante per investire in Asia con prospettive a medio e lungo termine. La nostra previsione è che le aziende diventeranno sempre più ottimiste circa il loro futuro dal momento che le prospettive di crescita della regione sono destinate a migliorare nel corso del 2013. Per quanto riguarda le opportunità offerte, la Cina è il mercato più interessante sia in termini di valutazioni sia considerando la sua posizione nel ciclo di crescita. I rendimenti sono più ricchi e le opportunità sui titoli growth sono diventate sempre più interessanti. Nonostante ciò, permane un certo rischio. Se si verificasse un picco d’inflazione, i tassi di interesse domestici potrebbero salire vertiginosamente e l’esecutivo potrebbe diventare meno propenso ad adottare misure volte a stimolare la crescita. Guardando oltre la regione Asia Pacifico, un peggioramento della situazione in Europa potrebbe creare qualche problema. Tuttavia, i titoli che abbiamo in portfolio sono in grado di generare buoni flussi di cassa, aziende stabili che forniscono un profilo naturalmente difensivo nel caso di verificasse un nuovo scivolone dell’economia globale.

Settore tecnologico
Stuart O’Gorman, Responsabile Technology Equities (co-manager del fondo Henderson Horizon Global Technology) I mercati globali continuano a essere dominati da fattori macroeconomici, che si uniscono alle preoccupazioni riguardanti la domanda in Europa e nei mercati emergenti a cui ora si aggiungono i timori sul fiscal cliff americano. La spesa per la tecnologia è di solito la prima a riflettere i mutamenti del sentiment delle aziende. A dimostrazione di ciò, i risultati e i prezzi per azione delle aziende tecnologiche si sono rivelati piuttosto deludenti nel terzo trimestre. Riteniamo che il settore tecnologico sia attualmente valutato all’interno di uno scenario economico peggiore rispetto al resto del mercato, quindi qualunque sia il clima economico riteniamo probabile che le azioni del settore possano superare le altre. Allo stesso tempo, riteniamo che, in generale, indirizzare gli investimenti verso aziende storicamente in crescita dovrebbe difendere i nostri portfolii dalle oscillazioni dell’economia e del sentiment degli investitori. Queste caratteristiche, assieme al graduale aumento della spesa in tecnologia a livello globale, offrono agli investitori un profilo rischio/rendimento stabile rispetto al resto del mercato azionario.

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