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Crolla il prezzo di Facebook: è il momento di comprare?

Dall’IPO le azioni Facebook sono crollate e, in autunno, l’arrivo delle azioni degli insider potrebbe provocare un ulteriore calo. Ma è il momento di pensare di acquistare?

di Redazione Soldionline 14 ago 2012 ore 14:30

a cura di Peter Bo Kiaer Strategist & Equity Analyst di Saxo Bank

Dall’IPO del 18 maggio, le azioni Facebook (NASDAQ:FB) sono crollate dal prezzo iniziale di 38 USD a 21 USD e, in autunno, l’arrivo di un’altra ondata di azioni – provenienti dai primi investitori e dagli insider – potrebbe provocare un ulteriore calo nel medio periodo.
Per molto tempo sono stato negativo su Facebook, ma inizio a pensare che ci stiamo avvicinando a prezzi per i quali il rischio assunto dagli investitori potrebbe essere premiato.

La mia analisi si basa su ipotesi relative alla crescita degli utenti nei prossimi cinque anni, un periodo di tempo abbastanza lungo per un’azienda come Facebook, per cui 3 o 6 mesi possono fare una grande differenza.

ARPU – l’indicatore chiave chi investe su Facebook
La rendita media per utente (Average Revenue per User – ARPU) è un indicatore chiave per coloro che hanno intenzione di acquistare azioni Facebook e include i profitti per utente e il consumo totale per utente.
L’ARPU è calato nella prima metà del 2012, dal momento è stata registrata una crescita del numero di utenti in Asia e nel resto del mondo non occidentale. Utenti che, per il momento, non generano tanti profitti quanto le loro controparti europee e americane. Nella colonna di destra della tabella, si può notare come gli utenti USA e canadesi abbiano un livello di ARPU di 3.2 USD, mentre la cifra per l’Asia e il resto del mondo sia ferma a soli 0.5 USD.
La tabella mostra anche che l’ARPU di Facebook a livello globale è aumentato fino alla fine del 2011 e poi è sceso da 1.38 USD a 1.21 USD. Se da una parte il dato è positivo, perché significa che la base di utenti Facebook è aumentata, esso indica anche che nel medio termine i guadagni non saranno in grado di crescere in modo proporzionale al numero di utenti.

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L’ARPU nel futuro
In generale, ci sono limiti su ciò che ci possiamo aspettare dalle varie regioni. Il PIL e il reddito disponibile in USA e Canada rimangono molto più alti rispetto a quelli di Asia e resto del mondo e, nonostante la crescita dei mercati emergenti, non sarebbe saggio prevedere gli stessi livelli di ARPU fra cinque anni.
Il mio target, abbastanza arbitrario, per le regioni asiatiche e quelle del resto del mondo è di un ARPU pari al 40% rispetto a quello di Canada e USA nel 2017. Gli utenti Facebook di Asia e resto del mondo sono probabilmente di classe media o superiore per poter avere accesso ad uno smartphone o a un PC, quindi ho stimato che i loro livelli di reddito siano leggermente più alti rispetto a quelli medi dei loro paesi.
Faccio un’ipotesi ragionata anche quando suppongo che l’ARPU in Europa si allineerà a quello degli USA e del Canada nel 2017. Ci sono molte somiglianze tra l’Europa e i cugini nordamericani, dalla cultura, al reddito, al PIL, ma il livello di ARPU di Facebook in Europa è solo di 1.43 USD contro 3.20 USD in USA e Canada. Mi aspetto che questa differenza sparisca nei prossimi cinque anni.
Infine, l’ARPU di USA e Canada è l’àncora di quello delle altre aree (Asia, resto del mondo e Europa). Ho ipotizzato una crescita dell’1% a trimestre per l’ARPU di USA e Canada, quindi non molto di più della crescita del PIL, cosa che sembra un buon benchmark.
Il risultato: io vedo l’ARPU di Facebook a livello globale a circa 2.47 USD tra cinque anni – paragonato a 1.28 USD della fine del 2012.

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Analizziamo i numeri da un punto di vista grafico. Nel grafico ho tracciato sia lo sviluppo storico che i numeri stimati. Dall’alto (in azzurro) si può vedere l’ARPU di USA e Canada che tende a salire. La crescita di quello europeo (in nero) diventa abbastanza aggressiva, poiché raggiunge i livelli di USA e Canada. Nella parte inferiore del grafico abbiamo l’Asia e resto del mondo (in grigio). Il loro ARPU cresce del 40% rispetto a USA e Canada. In generale, questo porta alla crescita globale mostrata in rosso.

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I nuovi utenti
Nella tabella sottostante è rappresentata la crescita degli utenti medi mensili (Monthly Average Users – MAU) negli ultimi tre anni. Asia e resto del mondo sono diventate aree molto importanti per Facebook: più del 55% dei suoi utenti provengono da queste regioni.

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Nel fare previsioni per il futuro, ho assunto una posizione abbastanza prudente sull’arrivo di nuovi utenti da USA, Canada e Europa, perché in questi mercati maturi c’è meno spazio per un ulteriore sviluppo. Se Facebook farà registrare performance migliori, sarò positivamente sorpreso.

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Invece, vedo una forte crescita futura per Asia e resto del mondo, come quella registrata negli ultimi trimestri. Ho previsto una crescita dell’AUM per queste regioni di 10 milioni di utenti a trimestre, che è comunque un numero prudente. Se la ricchezza crescerà in Asia e nel resto del mondo, lo stesso succederà per gli utenti potenziali.
Tutte queste ipotesi implicano 1175 milioni di utenti Facebook tra cinque anni. È un numero stupefacente, e potrebbe essere raggiunto e superato facilmente se Facebook riuscisse a mantenere il ritmo degli ultimi anni.

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Conclusione
I profitti registrati da Facebook nel Q2 del 2012 sono stati di 1,184 milioni di USD. Anche facendo ipotesi abbastanza prudenti, questo suggerisce che nel Q4 del 2017 si raggiungeranno molto probabilmente i 3 miliardi di USD. Per l’intero 2017, le rendite saranno di 11 miliardi. È abbastanza per rendere Facebook un investimento solido? È difficile dirlo. Di certo, se prima di oggi pensavamo che il 18 maggio i compratori sarebbero andati incontro ad un rischio altissimo, ora le cose sono cambiate.

Tutti gli articoli su: facebook , wall street Quotazioni: Facebook Inc
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