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Consumatori statunitensi schiacciati dall'inflazione

Ogni speranza di un progressivo recupero dell'economia degli Stati Uniti è fortemente dipendente da come i consumatori statunitensi sosterranno la crescita futura, dato che la loro spesa conta per oltre il 60% del PIL

di Redazione Soldionline 6 giu 2011 ore 14:08
A cura di Jonathan Assia, CEO di eToro

Ogni speranza di un progressivo recupero dell'economia degli Stati Uniti è fortemente dipendente da come i consumatori statunitensi sosterranno la crescita futura, dato che la loro spesa conta per oltre il 60% del PIL.  Secondo i dati rilasciati recentemente dall'Ufficio di Analisi Economica del Dipartimento del Commercio la spesa personale dei consumatori (PCE, personal consumer expenditures) è scesa ad aprile al 0,4%, cifra inferiore alle previsioni dello 0,5% effettuate precedentemente dagli economisti.  I dati PCE relativi al mese prima si erano attestati al 0,6%, rivisti rispetto allo 0,5% previsto.
Separatamente, l'Ufficio ha riportato che il reddito personale ad aprile è diminuito dello 0,4%, visto che i dati di marzo erano stati rettificati al rialzo dallo 0,4% allo 0,5%.

A tutti gli effetti, i numeri potrebbero essere peggiori; gli individui che compongono le classi di reddito medio-basse (vale a dire oltre il 90% della popolazione) continuano a lottare per pagare il debito esistente e a preoccuparsi delle proprie prospettive di occupazione. Mentre i livelli di fiducia dei consumatori sono stati di crescita e dovrebbero mostrare un miglioramento in occasione del prossimo rilascio della rilevazione Reuters/Michigan Consumer Sentiment, i consumatori restano cauti e stringono pertanto i cordoni della loro borsa.

La Federal Reserve Bank ha ben manifestato che monitorerà costantemente gli andamenti economici per valutare la necessità di una stretta monetaria; ci sono pochi dubbi sul fatto che i dati  PCE  sono attentamente in esame.  La Fed considera la PCE un forte indicatore di futuri tendenze inflazionistiche, come qualsiasi incremento della spesa personale stimola probabilmente ulteriori pressioni inflazionistiche.  E ciò metterebbe ulteriore pressione sulla banca centrale verso un rialzo dei tassi di interesse.

I dati odierni sono l'ulteriore conferma della fragilità dell'economia americana ma mostrano anche un'eventualità molto più inquietante. E' vero, la ripresa economica statunitense è in pericolo, ma ci saranno non poche conseguenze per il consumatore americano che rischia di annegare. In parole povere, prezzi più alti e redditi in caduta equivalgono a un numero crescente di consumatori in pericolo di trovarsi sott'acqua.

Ciò diventa chiaro quando si guarda ai dati recentemente rilasciati sulle case in vendita che sono crollate di oltre l'11% dal mese scorso. Siccome stanno sprofondando sott'acqua,  i consumatori trascinano con loro il mercato immobiliare americano. Proprio esaminando l'esposizione delle banche USA nei confronti del settore immobiliare, è chiaro che pure il credito soffrirà. E indovinate un po' , quando il credito si prosciuga, i consumatori affondano sempre più in basso. Quindi è evidente che la ripresa americana è come una “crosta” sottile, con profonde buche sotto di sé e tali buche sono i consumatori.

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