Usa, la crescita delle scorte mette le ali al Pil: +5,7%
di Marco Delugan 29 gen 2010 ore 16:33Le attese degli economisti erano per una crescita del 5,4%.
Nel terzo trimestre il prodotto interno lordo era cresciuto del 2,2%. Ma, nonostante l’andamento positivo del secondo semestre, nel 2009 il Pil è calato del 2,4%, la flessione peggiore dal 1946 (-10,9%).
Debole il contributo dei consumi (+2%) e degli investimenti delle aziende (2,9%). Gli investimenti residenziali sono aumentati del 5,7%, secondo incremento trimestrale consecutivo, dopo 14 segni meno consecutivi. Segnali positivi anche dal commercio con l’estero. Le esportazioni sono infatti cresciute del 18,1%, l’incremento maggiore negli ultimi due anni. Con le importazioni salite del 10,5%, il commercio con l’estero ha contribuito con 0,5 punti percentuali alla crescita.
La spesa del governo è invece calata dello 0,2%.
Secondo alcuni commentatori il tasso di crescita registrato nel quarto trimestre 2009 sarà difficilmente sostenibile nel 2010. Probabile una flessione ad un ritmo di crescita vicino al 3%. E questo soprattutto per via della debolezza del mercato del lavoro, che non potrà quindi aiutare la crescita dei consumi, voce che conta per circa il 70% del prodotto interno lordo.
Altre indicazioni positive dal settore manifatturiero dell’area di Chicago, ancora in crescita in gennaio, e dalla fiducia dei consumatori, salita al livello massimo degli ultimi due anni.
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