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Il tasso di crescita economica in Germania e Francia

Settembre sarà un mese particolarmente critico. Tra le scadenze di rilievo la sentenza della Corte costituzionale tedesca sulla legittimità del meccanismo europeo di stabilità (ESM)

di Redazione Soldionline 16 ago 2012 ore 14:57
A cura di Chris Bullock, co-manager del fondo Henderson Horizon Euro Corporate Bond.

I dati del PIL recentemente pubblicati sono stati moderatamente positivi per Germania e Francia (rispettivamente +0,30% e situazione invariata rispetto al trimestre precedente), ma è opportuno ricordare che questi numeri si riferiscono al passato e non al futuro: gli investitori faranno bene a seguire con attenzione alcuni eventi incombenti da settembre in poi. Ci troviamo già a metà del terzo trimestre e nei mesi scorsi gli indicatori di tendenza non sono stati propizi. I dati dell’indagine condotta tra i responsabili degli acquisti del settore manifatturiero segnalano il costante calo della produzione, che perfino in Francia e Germania è scesa ai minimi tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009. I dati della rilevazione eseguita dal Zentrum für Europäische Wirtschaftsforschung (Centro di ricerca sull’economia europea), pubblicati oggi, indicano il costante deterioramento del clima economico in Germania. Inoltre la conferma del calo dello 0,20% su base annua del PIL dell’eurozona aumenta le probabilità che entro la fine dell’anno venga riconosciuto ufficialmente l’ingresso in recessione tecnica.

Settembre sarà un mese particolarmente critico: tra le scadenze di rilievo ricordiamo la sentenza della Corte costituzionale tedesca sulla legittimità del meccanismo europeo di stabilità (ESM), le elezioni politiche nei Paesi Bassi, l’inizio della campagna elettorale in Italia, la presentazione del bilancio previsionale del 2013 in Francia, l’esito della verifica indipendente sul sistema bancario spagnolo e il ritorno ad Atene della Troika che dovrà decidere se erogare altri fondi alla Grecia. L’impegno di Mario Draghi di fare “tutto il necessario” ha rinfrancato i mercati, tuttavia i provvedimenti della BCE sono subordinati al rispetto di rigide regole e qualsiasi intervento dovrà essere preceduto da richieste formali di sostegno finanziario da parte della Spagna o degli altri paesi nella stessa situazione. Poiché è facile immaginare la riluttanza dei governi di Spagna e Italia ad accettare condizioni onerose, probabilmente dovremo assistere a numerosi colpi di scena e vicissitudini prima di giungere a una conclusione.

Continuiamo a operare in un contesto caratterizzato da tassi d’interesse bassissimi ma da una crescita economica ancora più bassa, mentre prosegue il lento percorso verso la riduzione dell’indebitamento. In questo quadro, la probabile permanenza a livelli elevati della domanda di titoli a reddito fisso creerà condizioni propizie sia agli emittenti di obbligazioni societarie sia agli investitori.
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