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Taglio di 50 punti al costo dei dollari

Se andate su internet e scrivete “swap banche centrali” trovate davvero tantissime notizie che riguardano la mossa effettuata ieri da 6 banche centrali in maniera coordinata

di Redazione Soldionline 1 dic 2011 ore 10:36
Articolo a cura di FXCM.it

Se andate su internet e scrivete “swap banche centrali” trovate davvero tantissime notizie che riguardano la mossa effettuata ieri da 6 banche centrali in maniera coordinata. Sono stati modificati gli accordi di swap tra la BCE, la Fed, la BoC, la BoE, la BoJ e la SNB in modo tale da fornire liquidità in dollari al sistema bancario mondiale, così da, come comunicato dai diversi istituti, alleviare le tensioni che si stanno acuendo sui mercati finanziari. La modifica principale riguarda il taglio dello spread da applicare all’OIS (overnight index swap), che è passato da 100 bp a 50 bp. Oltre a questo, la BCE, la BoE, la BoJ e la SNB continueranno ad offrire operazioni di rifinanziamento a tre mesi (sfruttabili dal mondo bancario) fino a nuovo ordine ed in maniera precauzionale sono stati pensati accordi di swap bilaterali tra tutti gli istituti coinvolti, per fornire liquidità nella propria divisa a chi ne dovesse aver bisogno, sempre se dovessero verificarsi le condizioni per questo tipo di domanda (attualmente non sono presenti  tensioni particolari sulla liquidità diversa da euro e dollaro, ma vale la pena di mettere la mani avanti in modo tale da essere veloci qualora si rendesse necessario esserlo). In soldoni cos’è successo? Si è praticamente abbassato il costo di reperimento del denaro per il sistema interbancario. Le Banche Centrali prendono a prestito dollari dalla Federal Reserve andando a pagare il tasso OIS + 50 punti base, anziché 100, ed il tutto è trasferito a catena al mondo interbancario, facendo sì che la situazione di liquidità a livello globale migliori. Migliori, non si risolva, sia chiaro. Già, perché i mercati hanno reagito in maniera spavalda a questa notizia, andando subito a smobilizzare posizione lunghe di dollaro americano e di Treasury per girarsi su asset a più alto rendimento, non rendendosi forse conto della gravità della situazione? La risposta è chiaramente “no”. Si sa, per lo meno ai piani che contano, che quello che è successo ieri è l’ennesimo tentativo di mettere una toppa alla situazione che peggiora giorno dopo giorno (il che fa capire agli operatori che la gravità e l’urgenza della situazione), ma questo non importa, il mercato da qualche parte deve andare e tutti aspettano notizie del genere per far partire movimenti dettati soltanto dal fattore risk on/risk off.

usdjpy_21
UsdJpy – grafico orario

Se ci spostiamo in Cina abbiamo visto un taglio di 50 punti base sulla quota di capitale che le banche devono tenere a riserva, anche qui per migliorare la situazione di liquidità nell’economia, soltanto che hanno preso questa decisione, stranamente, soltanto guardando i propri interessi (e noi italiani continuiamo a vendere le nostre attività a questi bravi signori che arrivano con valige piene di cash…). Citiamo il Beige Book soltanto perché è stato pubblicato, ma come previsto gli effetti sui mercati non si sono minimamente sentiti (qui il link per chi volesse formarsi un’idea propria sulla pubblicazione: http://www.federalreserve.gov/fomc/beigebook/2011/default.htm) mentre domani avremo i Non Farm Payrolls ad aggiungere un po’ di volatilità al mercato..

La volatilità che si è venuta a creare ieri, sulla scia della notizia vista sopra, ha mutato la condizione di buona parte dei cambi che analizziamo ogni mattina.
Il cambio eurodollaro, quando sembrava essere stata imboccata la strada in calo (in mattinata, con la rottura ribassista della flag passante a 1.33) ha subito un’accelerazione di più di 200 punti in meno di un’ora. Questa forte oscillazione complica un po’ l’analisi di oggi, anche perché non sono stati raggiunti livelli precedenti di interesse. Ciò che è però certo, a questo punto, è stata la definitiva rottura a rialzo della tendenza di lungo periodo che insisteva da un mese esatto. Questo dovrebbe portare la moneta unica ad apprezzarsi, anche se onestamente non se ne comprende la ragione (ma dobbiamo scegliere se guardare i grafici o l’analisi fondamentale) sino al primo livello chiave, e di conferma di un’inversione in atto: 1.3615, livello indicato dalla prima delle percentuali di ritracciamento di Fibonacci del movimento in calo, interrotto ieri con decisone, compreso fra 1.4250 e 1.3220.

Il movimento del cambio UsdJpy, sulla notizia dell’azione congiunta delle banche centrali, è risultato in calo. Dall’area di consolidamento prossima a 78, siamo giunti 70 pip al di sotto. Anche in questo caso il movimento inatteso ha portato ad una maggior confusione sui grafici, nonostante in questo caso specifico ci si trovi ancora sul livello di equilibrio prossimo a 78. Per le prossime evoluzioni potremmo spostare la nostra analisi su un timeframe inferiore all’orario e sfruttare quella tendenza rialzista che si è venuta a creare dal minimo di ieri a 77.27 e che indica in 77.55 il supporto dinamico di oggi.

Il cambio EurJpy è risultato più equilibrato durante i movimenti visti ieri, questo poiché è stato visto un movimento contrario dei due cambi che lo compongono: EurUsd e UsdJpy. Il movimento a rialzo ha riportato i prezzi in territorio positivo, dato che per la prima volta da tre settimane abbiamo notato il superamento di 104.30, livello di resistenza statica confermato in diverse occasioni. Il target di questo movimento a rialzo potrebbe risultare essere 104.90, dove transita la media a 200 periodi su grafico orario e dove abbiamo visto il cambio trovare un’ottima area di supporto sino da metà ottobre.

Passiamo ad osservare il cable, in netta ripresa anch’esso ieri. Ciò che è risultato interessante, sino dal mattino, è stato il rimbalzo dei prezzi sul livello di supporto dinamico che abbiamo potuto incontrare in area 1.5520, grazie alla trendline rialzista in atto da venerdì di settimana scorsa. Il movimento in ripresa ha portato il cambio al di sopra del primo livello di ritracciamento di Fibonacci, 1,5690, e solamente di pochi pip al di sopra del secondo, 1.5765, che diviene a questo punto la resistenza più interessante.

Concludiamo con il cambio AudUsd. Abbiamo avuto un forte allontanamento a rialzo dal livello di attenzione della parità e un avvicinamento quasi perfetto al precedente picco di massimo di riferimento: pensiamo a 1.0340, visto il 13 novembre scorso e livello mancato per una manciata di pip ieri. Come livello di supporto a questa idea troviamo 1.0080, dove possiamo notare due livelli di massimo perfettamente eseguiti ieri, oltre ad essere il livello di transito della prima delle percentuali di Fibonacci se dovessimo assistere ad una correzione del movimento rialzista evidenziato nell’ultima settimana.

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