Spazio alle Banche Centrali
Dando uno sguardo alle price action mostrate negli ultimi giorni da parte di EurUsd e GbpUsd, possiamo affermare che il mercato non si attenda grosse sorprese
di Redazione Soldionline 4 feb 2010 ore 08:17Dando uno sguardo alle price action mostrate negli ultimi giorni da parte di EurUsd e GbpUsd, ci sembra di poter affermare con relativa certezza che il mercato non si attende delle grosse sorprese derivanti dai meeting cui assisteremo oggi in giornata: 12.00 GMT Bank of England e 13.30 GMT conferenza stampa del presidente Trichet. Entrambe le banche manterranno i tassi di interesse invariati, ma come al solito sarà importante prestare attenzione alle dichiarazioni che verranno rilasciate3 circa i piani futuri dei due istituti. I problemi di maggiore attualità saranno, per la BoE il QE, per la BCE i Paesi PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) ed i loro problemi fiscali.
Dando uno sguardo alle ultime due riunioni della BoE, il suggerimento che possiamo trarre è che ciò cui occorrerà davvero prestare molta attenzione sarà il Quarterly Inflation Report che verrà rilasciato il prossimo 10 febbraio. Noi ci aspettiamo che oggi, in base ai recenti miglioramenti dei dati macro, non venga modificato il programma di QE. Da tenere presente però il fatto che lo statement potrebbe risultare più dovish delle attese in quanto potrebbero infittirsi le preoccupazioni circa lo stato occupazionale e del GDP.
Per quanto concerne la BCE invece, nonostante i recenti miglioramenti dei dati dell’eurozona, esistono ancora molte incertezze, soprattutto riguardanti i balance fiscali dei Paesi sopracitati. Essi saranno probabilmente spinti ad aumentare la pressione fiscale e a diminuire la spesa pubblica, e sarà importante capire se e come queste realtà andranno a cambiare l’outlook di medio periodo della Banca Centrale. Ricordiamo che durante l’ultimo meeting i toni sono stati di cauto ottimismo, ed allo stato dell’arte attuale non vediamo ragioni che potrebbero farlo cambiare. Qualsiasi tono più smorzato di ciò che il mercato si attende peserebbe sull’euro, già in fase di debolezza strutturale in queste ultime settimane.
Il dato davvero importante però, lo avremo in pubblicazione domani: stiamo parlando naturalmente dei NFP, che ci daranno un’idea più precisa della situazione del mercato del lavoro americano.
Il sentiment è che l’America sia lì lì per rialzare la testa e ricominciare a macinare qualcosa di buono a livello di ripresa economica, vedremo se si comincerà a creare dei posti di lavoro, vera discriminante per poter dire che il peggio è davvero lasciato alle spalle.

EurUsd – Grafico 60 min
Ha ripreso nuovamente la propria tendenza ribassista l’euro, avvicinandosi pericolosamente, già nella notte, al livello di supporto di 1.3850 (il minimo incontrato tra la notte di domenica e lunedì). Appare a questo punto chiaro come i prossimi livelli di attenzione possano essere ritrovati al supporto di cui abbiamo parlato sopra, al secondo livello di arrivo, che continuiamo a credere possa essere 1.3750, ma soprattutto a 1.4020, che osservando un grafico orario rende l’idea di come sia ora da considerare come resistenza ad un’eventuale risalita.
Non c’è molto da aggiungere, oltre a quanto già detto i giorni scorsi, per il UsdJpy. Siamo in un momento di grande stabilità, sempre però all’interno di una tendenza ribassista di lungo periodo. Come idea di breve si potrebbe valutare la tenuta del supporto fornito dalla trendline rialzista che congiunge i minimi crescenti da mercoledì scorso. Il supporto di giornata è così individuabile a 90.30, mente non ci stanchiamo di confermare in 92.50-60 la resistenza da oltrepassare.
Al pari dell’eurodollaro, abbiamo assistito ad una decisa inversione della ripresa del cable, vista nei due giorni passati, successivamente al doppio minimo a 1.5840. Siamo praticamente quasi ritornati esattamente al punto di partenza con un ritracciamento quasi totale di 200 punti in una giornata. Consideriamo ancora il doppio minimo come livello chiave di supporto, oltre al quale ipotizziamo un’estensione sino a toccare quel 1.5720, minimo di ottobre e degli ultimi otto mesi di trading.
Molto preciso il test del livello di supporto a 1.05 del cambio UsdChf. Questo non fa che rafforzare l’idea, dopo quello che in gergo è detto “pullback”, di una risalita del cambio sino alla resistenza precedente di 1.0630 e oltre. I livelli sono ambiziosi e transitano da 1.07 figura sino a quello che appare come più solido, 1.1080.
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