Politica monetaria e investimenti in oro
Gli Stati Uniti hanno proposto un nuovo QE come soluzione obbligata per stimolare la crescita interna
di Redazione Soldionline 23 nov 2010 ore 14:00Gli Stati Uniti hanno proposto un nuovo QE come soluzione obbligata per stimolare la crescita interna. L’alleggerimento quantitativo, aumentando la base monetaria favorisce l’inflazione e accelera la velocità del denaro, persuadendo i consumatori a spendere, piuttosto che risparmiare per un ritorno pari a zero nei propri conti bancari. Se controllato con successo, ridarà vigore all’economia americana, ma alle spese del valore del dollaro. I timori che la FED ne saranno capaci però è palpabile sui mercati, e sono in molti ad avere timori di deflazione. Altri invece temono che la FED non sarà in grado di contenere la pressione inflazionistica di tanto denaro messo in circolo.
D’altro canto la Cina sa che per mantenere l’ordine sociale interno deve tener basso lo yuan in modo da mantenere il settore manifatturiero sotto controllo.
Ogni stato sviluppa quindi una politica monetaria tesa a mantenere la stabilità di prezzi all’interno del paese, in modo che l’occupazione ne giovi.
Anche all’interno dell’Eurozona c’è uno scontro di interessi nazionali. Gli stati più ricchi, specialmente la Germania, hanno vantaggi dallo stare nell’euro perché vivono di esportazioni effettuate sia in Europa che fuori da essa. Prima dell'euro, il marco veniva periodicamente rivalutato per riflettere la forza economica della nazione. Con la moneta unica, un cambio fisso e un solo tasso d’interesse le esportazioni tedesche possono dominare i mercati grazie alla loro alta qualità. La Germania non è quindi più minacciata da una continua rivalutazione della propria valuta: così come la Cina sta prosciugando la ricchezza dell’Occidente, all’interno dell’area euro è la Germania che raccoglie i capitali grazie ai profitti nelle esportazioni.
Portogallo e Spagna affrontano invece l’altra faccia della medaglia. Con economie basate non tanto sulla produzione quanto su turismo e rendite da proprietà, l’insorgere di crisi legate al debito nazionale sarebbe stato solo una questione di tempo. La crisi irlandese rischia di espandersi a Spagna e Portogallo, e il Fondo di Stabilità del FMI richia di non essere sufficiente. Come risultato, l’esistenza stessa dell’euro viene messa in discussione.
In che modo tutto ciò influisce sugli investimenti in oro e argento?
I mercati hanno l’abitudine di andare dove vogliono. Se non c’è stabilità nei mercati monetari, né una valuta riconosciuta come affidabile a livello internazionale, verranno scelti asset differenti. Per essere riconosciuto a livello internazionale, un asset deve avere caratteristiche di mobilità ed essere libero da restrizioni legate alle diverse giurisdizioni. Storicamente, solo l’oro fisico ha potuto svolgere questo compito. Con alcuni svantaggi: soppesando pro e contro le valute avranno sempre la meglio sull’oro in periodi di crescita economica, stabilità monetaria e stretto controllo sull’emissione di nuova valuta.
Quando le circostanze sono altre, di crisi o di conflitto, l’oro ha sempre dimostrato di svolgere un ruolo fondamentale: l’oro non ha valore se non quello che gli è stato dato sopratutto nei momenti di incertezza. È proprio per un sentore di tempi peggiori che banche centrali conservano le proprie riserve d’oro nonostante tutto.
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