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Oro: un punto forte negli investimenti

Poco meno di 12 mesi fa le grosse istituzioni e i grossi investitori finanziari si sono resi conto di non riuscire a convertire in denaro 1,3 miliardi di dollari delle loro attività.

La redazione di Soldionline giovedì, 15 maggio 2008 - 15:14

a cura di BullionVault (BullionVault.it) 

Poco meno di 12 mesi fa le grosse istituzioni e i grossi investitori finanziari si sono resi conto di non riuscire a convertire in denaro $1,3 miliardi delle loro attività. Nessuno le voleva comprare o prendere in prestito, a nessun prezzo. E un'attività che non si riesce a comprare o prestare, vale esattamente zero.

Il risultato? Il primo assalto agli sportelli di una banca britannica negli ultimi 130 anni, il crollo dei tassi di interesse negli USA e la vendita della quinta banca più grande di Wall Street per solo 16 centesimi per ogni dollaro.

La crisi è passata? La chiave principale dell'ansia degli investitori (il prezzo dell'oro) ha perso il 15% da quell'alto storico di metà marzo a fine aprile. Il precedente aumento l'aveva fatto passare da $650 all'oncia nell'agosto 2007 fino a $1.030 il giorno dopo che J.P. Morgan ha comprato Bear Stearns.

La causa di questo balzo dell'oro - e la successiva ricaduta - era la decisione della Fed di tagliare i tassi di interesse. L'oro si è impennato nel momento in cui la Fed ha iniziato con i tagli nell'agosto 2007, e ha rallentato quando ha concesso una pausa (anche se temporanea) sette mesi dopo.

Il denaro a tasso ribassato e l'inflazione causati rendono l'oro attraente: le banche centrali non possono stamparlo, e le banche di investimenti non possono incentivarlo fino a distruggerlo. Ma "oltre ad essere generalmente positiva per i prezzi dell'oro, la crisi creditizia ha portato con sé il rischio della controparte", precisa Nikos Kavalis, consulente presso GFMS.

Ecco perché "in molti casi gli investitori vendono le loro posizioni sia di oro non allocato che di prodotti derivati e comprano oro allocato", spiega Kavalis.

L'oro non allocato è il miglior trucco finanziario (ovvero "innovazione") sul mercato dell'oro: una semplice scrittura contabile (simile ad un conto bancario, ma senza l'assicurazione del deposito di oro vero e proprio) che rappresenta un prestito di un compratore ad un broker.

E il vantaggio dell'oro fisico per chi vuole avere oro in nome proprio? I future o le opzioni sull'oro comportano un grado di indebitamento, ovvero di leverage, che però non è di nessun vantaggio se la controparte è inadempiente.

L'oro fisico - ma solo se è posseduto in nome proprio - è un'attività unica tra quelle trattabili perché è quasi del tutto esente dal rischio della controparte.

Il possesso del metallo in nome proprio, sotto forma di monete custodite a casa o lingotti custoditi in camere blindate professionali e approvate dal mercato, elimina qualsiasi rischio di insolvenza delle banche e dei broker. Quello che rimane è un'attività fisica estremamente liquida che può essere valutata leggendo il prezzo dell'oro online e nei giornali.

"Mentre lo shock del subprime sta scemando", continua Giliant Tett nel Financial Times, "il problema è che mentre l'economia americana sta rallentando, vi è una grande probabilità che ben presto l'onda delle insolvenze arriverà dalle grandi aziende e dal debito dei consumatori".

"E più le banche sono obbligate a stringere il credito come conseguenza del subprime e di altre perdite, maggiore è il rischio che questa seconda onda di insolvenze emergerà creando un circolo vizioso".

Immaginiamo ora che tutto il patrimonio sia al sicuro al di fuori del circuito dei subprime. Una perdita della fiducia in un settore può comunque trasformarsi in una crisi sistematica globale.

Sempre più investitori privati preferiscono avere una parte del proprio capitale investita in un'attività liquida, trattabile e completamente libera dal rischio di inadempienze. E il valore dell'oro quale punto forte di un portafoglio rimane difficile da battere, anche se il prezzo è sceso del 15% dall'alto storico di metà marzo.

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