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Occhi puntati sull'Italia

Oggi potrebbe essere un giorno importante per le sorti del Governo italiano. Il Parlamento, infatti, si appresta a votare il rendiconto di bilancio alla Camera, voto sul quale il Primo Ministro Berlusconi molto probabilmente chiederà la fiducia

di Redazione Soldionline 8 nov 2011 ore 10:16
Articolo a cura di FXCM.it

Oggi potrebbe essere un giorno importante per le sorti del Governo italiano. Il Parlamento, infatti, si appresta a votare il rendiconto di bilancio alla Camera, voto sul quale il Primo Ministro Berlusconi molto probabilmente chiederà la fiducia. Se il Governo non la otterrà ci sarà un passaggio di mano (anche se al momento è difficile esporsi su quale personalità potrebbe guidare un nuovo esecutivo), altrimenti si continuerà (per quanto?) come nelle ultime settimane (e questo scenario non è molto confortante). Quello che appare evidente è che in questa fase, a torto od a ragione, gli investitori pensano che chiunque possa essere di maggior aiuto all’Italia di Berlusconi e che la battaglia politica o l’incertezza sul futuro prossimo richiedano un premio per i detentori di bondo governativi (e da qui l’innalzamento dello spread dei nostri BTP contro i Bund tedeschi). In questi giorni è ancora più importante monitorare tale variabile anche per chi fa trading sulle valute. I Titoli di Stato hanno raggiunto un rendimento massimo del 6.5% che per molti osservatori è un livello molto vicino al punto di non ritorno. Ma dov’è posizionato questo punto di non ritorno? C’è chi dice al 7%, c’è chi propende per l’8%. Certamente, quando e se uno di questi due livelli verrà toccato, è legittimo aspettarsi un’escalation della speculazione che venderà i titoli italiani nel timore che il Governo non sia più in grado di ripagare gli interessi sul debito, a meno di un aiuto da parte degli altri partner europei. Il voto di oggi può determinare volatilità sul mercato dei cambi e dei bond: se il Governo otterrà la fiducia è lecito aspettarsi un innalzamento dello spread ed un ripiegamento della moneta unica. Un anticipo di tale scenario si era palesato già ieri quando sulle voci di dimissioni di Berlusconi avevamo visto l’euro e la borsa in recupero.

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La price action di ieri può essere un buon termometro di quello che ci aspetta in questa settimana: con la mancanza di dati macroeconomici importanti provenienti dagli Stati Uniti, è logico aspettarsi una maggiore concentrazione sulle notizie provenienti dal Vecchio Continente.

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