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No ai posizionamenti di medio periodo

Ci stanno arrivando conferme di come gli investitori a livello globale non appaiano ancora pronti a concentrarsi sull’analisi macroeconomica pura per prendere posizionamenti strategici sui vari mercati

di Redazione Soldionline 2 apr 2012 ore 09:54
Articolo a cura di FXCM

Ci stanno arrivando conferme di come gli investitori a livello globale non appaiano ancora pronti a concentrarsi sull’analisi macroeconomica pura per prendere posizionamenti strategici sui vari mercati. Certo, ci verrebbe da dire, i problemi e le variabili che potrebbero influenzare ancora l’andamento della congiuntura sono talmente numerosi che nessuno è ancora pronto a rischiare nulla, d’altronde lo sappiamo che il mercato (che per quanto riguarda il valutario si muove per circa il 70% del tempo in laterale) ‘può portare grossi benefici (o al contrario grosse perdite) nel momento in cui parte un movimento direzionale, che va a spostare sostanzialmente gli equilibri di medio periodo intorno ai quali si svilupperanno i momenti di congestione e questo è un rischio che deve essere evitato, in quanto poco prevedibile e gestibile. Molto meglio, secondo gli operatori, concentrarsi sul breve periodo ed affidarsi all’analisi dei livelli tecnici più importanti per prendere decisioni di investimento. E anche quando passiamo al macro, la concentrazione degli attori di mercato è rivolta alla politica monetaria dei diversi Paesi, piuttosto che sui dati rappresentativi degli andamenti economici. Con gli emergenti e la Cina che sembra abbiano la rotta disegnata e già scontata dagli analisti, le altre economie degne d’attenzione risultano essere in una situazione da “mal comune mezzo gaudio” che non è in grado di farne preferire una all’altra mentre a livello di decisioni critiche e non convenzionali a sostegno dell’economia, da speculare (a livello di analisi) ce n’è e questo sembra essere il vero market mover del momento, che probabilmente potrà continuare ancora per diverso tempo. Dal meeting dell’Ecofin che si è tenuto durante il week end i ministri finanziari hanno in sostanza confermato la volontà di aumentare il firewall europeo, ma dal ministro tedesco sono arrivati ammonimenti secondo i quali non sarà sufficiente questo per ridare fiducia agli investitori, ma serviranno riforme strutturali serie in grado di veicolare la fiducia di imprese, consumatori ed investitori.

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EurUsd – grafico 240 min

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