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Nervosismo. L’oro ne è testimone

Ieri, sono arrivate ulteriori conferme che vanno a solidificare le preoccupazioni del presidente della Federal Reserve

di Redazione Soldionline 5 set 2012 ore 10:04
Articolo a cura di FXCM.it

Chi è nostro lettore abituale si ricorderà come abbiamo cominciato questo mese di settembre. Non ci riferiamo al fatto che, come ogni settembre, si parte con il primo lunedì del mese con l’America chiusa a causa della festività dedicata al Labour Day, bensì alla presa di coscienza che abbiamo manifestato su queste pagine, circa il ritorno dell’importanza dei dati macroeconomici come potenziali market mover più incisivi rispetto a quanto successo negli ultimi mesi (quando parlavamo di effetto traslazione delle buone o cattive notizie sull’appetito/avversione al rischio in generale). Situazione che potrebbe durare fino a metà della prossima settimana, quando la Fed potrà pronunciarsi su un ulteriore quantitative easing, per decidere il quale avrà comunque bisogno di analizzare attentamente le ultime rilevazioni economiche che stanno mostrando un, non ancora brusco, ma abbastanza pronunciato, rallentamento della ripresa a stelle e strisce, risultato anche di tutti gli squilibri che si stanno vivendo a livello mondiale, Europa in testa. E ieri, sono arrivate ulteriori conferme che vanno a solidificare le preoccupazioni del presidente della Federal Reserve, in quanto, oltre alla mercato del lavoro in forte stallo e molto lontana dalla soglia ottimale di piena occupazione, anche i dati sul settore manifatturiero hanno continuato a rimanere lontani dai lidi che portano ottimismo agli analisti ed al mercato, mantenendosi in, se così possiamo definirlo, territorio negativo. O per lo meno, percepito tale, in quanto esiste una soglia che viene considerata lo spartiacque tra espansione e contrazione economica e questa è rappresentata dal 50. L’ISM, giratosi negativo nel mese di luglio, ha accelerato nuovamente a ribasso, attestandosi a 49.6, sotto quella soglia che, per il mese corrente, rappresentava anche l’aspettativa degli operatori di mercato.

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EurUsd – grafico H4
   

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