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A Morgan Stanley non piacciono i bitcoin

Solo uno specchietto per le allodole a fini speculativi. E poco di altro. E’ questa la considerazione di Morgan Stanley per il fenomeno bitcoin. E in particolare di James Faucette, executive director della banca d’affari.

di Marco Delugan 19 lug 2017 ore 10:46

Il problema è che non lo usa nessuno. O comunque in pochissimi. Negli ultimi 12 mesi, infatti, i negozi virtuali che negli Stati Uniti accettano i bitcoin si sono ridotti del 40%.

Mentre nello stesso periodo la quotazione in dollari della più famosa criptovaluta del mondo è salita del 250% circa. E il “circa” è d’obbligo, vista la forte volatilità che ne caratterizza l’andamento.

A sottolineare questi aspetti, spesso sottovalutati del fenomeno bitcoin, è stato un gruppo di analisti di Morgan Stanley, guidati da James Faucette, executive director della banca d’affari.

Ne ha scritto Sue Chang di Marketwatch.

In un report divulgato nei giorni scorsi, Morgan Stanley ha ridimensionato la portata potenziale della criptovaluta più famosa del mondo, definendola come una sorta di specchietto per le allodole a scopo speculativo.

bitcoin2"La distanza tra l’utilizzo commerciale e l’andamento della quotazione è impressionante,” ha osservato Faucette, aggiungendo che “l’ecosistema si è concentrato maggiormente sul fenomeno speculativo che su quanto il bitcoin fosse realmente accettato come moneta di scambio commerciale."

Lo stesso andamento finanziario, caratterizzato inoltre da una forte volatilità, può avere reso meno attraente l’utilizzo commerciale del bitcoin. E una grande quantità di bitcoin è stata rastrellata a fini di investimento finanziario. Senza contare altre questioni tecniche, come la lentezza con cui tipicamente avvengono le transazioni monetarie.

LEGGI ANCHE: Come investire in bitcoin

Anche come vero strumento di investimento, sostiene Morgan Stanley, il bitcoin è ancora poco affidabile. E per diventarlo dovrebbe accettare forme di controllo e regolamentazione pubblica, che non solo per ora non accetta, ma che potrebbero trasformarne profondamente la natura di moneta peer to peer. 

Nel frattempo, come osserva Sue Chang di Marketwatch, è molto probabile che il dibattito sul valore reale del bitcoin come moneta e come asset di investimento continui, ma senza arrivare a una vera conclusione condivisa.

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