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Mercati ancora incerti

Se prendiamo le borse come termometro per valutare la fiducia degli investitori dopo la comunicazione dello stacco del piano di aiuti da 130 miliardi alla Grecia ci rendiamo conto di come essa non sia ancora sufficiente per permettere delle forti partenze a rialzo

di Redazione Soldionline 22 feb 2012 ore 10:18
Articolo a cura di FXCM

Se prendiamo le borse come termometro per valutare la fiducia degli investitori dopo la comunicazione dello stacco del piano di aiuti da 130 miliardi alla Grecia, ci rendiamo conto di come essa non sia ancora sufficiente per permettere delle forti partenze a rialzo, in grado di andare a rompere i punti di resistenza (molto vicini per la maggior parte dei listini) ovvero capaci di far allungare gli strumenti che questi livelli di attenzione li hanno già passati. Se diamo uno sguardo agli indici americani, troviamo il Dow Jones che sta provando, per ora senza successo, ad oltrepassare l’area di 13,000 punti alla ricerca di quell’importante 13,130 visto nel meggio 2008, livello che tenterà di sbarrare la strada verso i 13,700/14,000 punti, lo S&P500 vicino a quel 1,375.0 che vuole impedire salite fino almeno a 1,400.0, mentre il Nasdaq, che ha già rotto l’importante area di 2,450 fatica a raggiungere il 2,760, livello di attenzione successivo. Le borse europee hanno chiuso in territorio negativo ieri, facendoci intendere che non è ancora arrivato il momento per sperare in forti rally, con il Dax ben al di sotto dei 7,000 punti, livello che se rotto prioetterebbe verso 7,250 ed il Ftse Mib sotto i 17,000, con ultimo livello di resistenza posto a 17,050. Soltanto i dati sui PMI europei – manifatturieri e dei servizi - che verranno rilasciati tra le 9 e le 10, potrebbero muovere il mercato in maniera significativa, nel momento in cui dovessero scostarsi dalle previsioni in maniera positiva o negativa. Qualsisi sorpresa positiva potrebbe essere propedeutica all’aumento della fiducia e quindi alla partenza di movimenti di attacco alle resistenze più importanti, su tutti e tre i fornti che seguiamo giornalmente (valute, commodity e indici), viceversa, notizie negative potrebbero portare a forti correzioni verso il basso. Verosimilmente i mercati in mattinata si affideranno alla pubblicazione  di questi dati, alla ricerca di un incipit in grado di far prendere decisioni direzionali, seppur di breve periodo, agli investitori che si ritrovano ancora nel turbine di incertezza dal quale non si riesce ad uscire in maniera definitiva.

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EurUsd – grafico orario

A costo di sembrare ridondanti e poco originali (anche se crediamo in tutta franchezza che l’originalità forzata ovvero il fatto di ricercare sempr una motivazione macroeconomica dietro ai movimenti di mercato siano poco costruttivi dal punto di vista operativo) ribadiamo che, molto probabilmente, da qui alla fine di marzo i mercati continueranno ad altalenare mossi da momenti di appetito per il rischio, scatenati da questa o quell’altra notizia a situazioni di fuga da esso, che vedono, per il momento, soltanto il dollaro americano come valuta rifugio in grado di accogliere tutti i flussi derivanti dalla vendita di rischio.

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