Materie prime alle stelle
Bernanke ha dichiarato che la Fed monitorerà l’andamento delle commodities per evitare che le aspettative di rialzo dell’inflazione eccedano il 2%
di Redazione Soldionline 2 mar 2011 ore 08:30Ieri tutto il mondo era in attesa della relazione semiannuale di Bernanke sulla politica monetaria, tenutasi di fronte al Senato Usa. Risultato? Abbastanza deludente per chi si aspettava un colpo di spugna netto da parte del numero uno della Fed, che più che essersi comportato come un policy maker, che in un momento come questo, a nostro parere, dovrebbe dare la massima trasparenza possibile al mercato, si è comportato come un politico, ribadendo sostanzialmente i vecchi concetti, fin’ora ripetuti più volte. Cerchiamo di fare come nel gioco di trovare le differenze tra due vignette che sembrano, al primo sguardo, perfettamente uguali. Le stime di crescita sono state riviste a rialzo dalla Fed, con un Pil atteso in una forchetta tra il 3.5% e 4.0%, mentre l’aumento dei prezzi del petrolio, sembra per ora non preoccupare più di tanto la Fed. Anzi, sembra che essendo un aumento stimato come temporaneo, gli effetti potrebbero essere relativamente modesti e verranno palesati soprattutto nel breve periodo. Non dobbiamo dimenticare che la Federal Reserve tiene in considerazione, nelle sue analisi, l’indice dei prezzi al consumo core, ossia depurato dal paniere alimentare ed energetico, e le aspettative su di esso sono ancora stabili ed ancorate al di sotto dei target fissati dall’istituto centrale. Tuttavia, Bernanke ha dichiarato che la Fed monitorerà attentamente l’andamento dei prezzi delle commodities per evitare che le aspettative di rialzo dell’inflazione eccedano il 2%. Per quanto riguarda invece disoccupazione ed immobiliare, niente di nuovo: serve una stabilizzazione del mercato del mattone ed una creazione di posti di lavoro nel lungo periodo per sostenere la ripresa. Grazie per averlo ribadito, magari a qualcuno non era ancora chiaro. Il protagonista più atteso dell’appuntamento di ieri è mancato, ovvero un chiarimento sulle intenzioni della Fed circa le mosse relative alla fine del QE, che dovrebbe terminare a giugno. Non si è esplicitato né se vi sarà effettivamente il termine, né che mosse si prevede di fare una volta ritirato lo stimolo monetario.

EurChf – grafico 4 ore
La volatilità dei mercati è aumentata in seguito alle parole del presidente della Fed e le borse americane hanno accelerato il movimento a ribasso, causato anche dalle tensioni geopolitiche che non accennano a migliorare (anzi, il timore di possibili ulteriori peggioramenti sono sempre più dietro l’angolo). I prezzi del petrolio si sono riportati su soglie alte, con il WTI che ha toccato nuovamente quota 100 dollari al barile ed il Brent che ha invece raggiunto e superato 115.00. L’oro non accenna a fermare la sua corsa ed ha fatto segnare i nuovi massimi storici, con il maggior prezzo offerto toccato a 1.435.20 e l’argento che lo ha seguito di pari passo, andando a raggiungere 34.75. Le potenzialità di ulteriore salita dei metalli preziosi, ora che siamo nella terra di nessuno, sono concrete; prendiamo come riferimento gli ultimi massimi come livelli di resistenza oltre i quali poter cominciare a considerare entrate long.
Andiamo ora a compiere il solito sguardo ai cambi maggiormente utilizzati dal mercato.
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ormai e chiaro..
quello che si diceva 2 anni fa, di dove saremmmo andati a finire con la politica "espansiva" della FED.
cosi come è chiaro a tutti chi è lo speculatore mondiale n. 1.
cosi come è chiaro a tutti di che razza di truffa sia "il calcolo della inflazione depurata delle componenti cibo ed energia". forse alla FED si scordano che la gente deve mangiare, cucinare, acquistare derivati del petrolio.
Cosi come ormai è chiaro a sempre più persone il delirio della teoria Economica Keynesiana: Inflaziona e spendi a deficit.
Fino a quando il sistema economico non collassa, schiere di stolti "economisti" diranno che l'economia richiede un "aumento di offerta di moneta", naturalemnte stampata dal nulla.
E quando ci saremo schiantati, anche allora continueranno a chiedersi dove hanno sbagliato.