L’oro della Banca d’Italia: ci farà uscire dalla crisi?
Alcune direttive indicate di recente dalla Commissione Europea potrebbero spingere alcune nazioni europee ad utilizzare oro come collaterale per garantire i debiti nazionali.
di Redazione Soldionline 30 nov 2011 ore 14:01Alcune direttive indicate di recente dalla Commissione Europea potrebbero spingere alcune nazioni europee ad utilizzare oro come collaterale per garantire i debiti nazionali.
Tali proposte sono contenute nel “Libro verde sugli stability bond” diffuso dalla Commissione per “strutturare ed informare” il dibattito sugli eurobond.
Le opzioni che il libro verde propone sono tre:
- Sostituzione completa dei bond di tutta l’eurozona con degli stability bonds
- Sostituzione parziale, secondo cui i paesi membri continuerebbero a prendere singolarmente una parte dei prestiti, e il resto sarebbe garantito su base comune da tutti i membri
- Sostituzione parziale, ma senza la garanzia comune
Per rendere possibile la terza opzione, la Commissione suggerisce che sarebbe necessario operare alcuni “miglioramenti al credito”, come per esempio impegnare oro fisico come collaterale, oppure offrire diritto di priorità rispetto ad altri debiti.
“Per assicurare che gli stability bond siano ripagati anche in caso di default, gli Stati Membri possono prendere in considerazione alcuni miglioramenti al credito” suggerisce il libro verde.
“Prima di tutto, agli stability bond deve essere applicato uno status di priorità. In secondo luogo gli stabiliti bond potrebbero essere parzialmente collateralizzati (utilizzando valuta, oro, quote di aziende a partecipazione pubblica, ecc.). Terzo, si potrebbero assegnare flussi in entrata specifici per coprire il debito degli stability bond. Il risultato sarebbe che gli stability bond raggiungerebbero così un rating AAA, anche se è probabile che i rating sui bond degli stati membri meno affidabili subirebbe un deterioramento.”
Il libro verde aggiunge che la maggior parte delle nazioni europee possiede più oro fisico di quanto sia necessario:
“Gli Stati Membri potrebbero fornire collaterale come valuta o oro fisico, quest’ultimo posseduto largamente in eccesso rispetto al necessario dalla maggior parte delle nazioni europee, e potrebbero assegnare specifici introiti da tassazione come garanzia per gli stability bond.”
L’Italia, per esempio, ha 2.415,8 tonnellate d’oro (del valore di circa € 100 mld), secondo i dati del World Gold Council. La Francia ha un totale di 2435,4 tonnellate, mentre la Spagna e il Belgio ne hanno ciascuno più di 200.
“Sono convinto che nei prossimi due anni l’Italia utilizzerà l’oro per tappare qualche buco nel budget, non sono possibili alternative” ha dichiarato lo scorso settembre Pierre Lassonde, presidente della compagnia mineraria Franco-Nevada, durante la conferenza della London Bullion Market Association di Montreal.
Alcuni commentatori credono da tempo che l’Italia si sarebbe prima o poi trovata ad utilizzare le riserve d’oro. “L’oro italiano rimarrà chiuso nelle camere blindate, non utilizzato e custodito gelosamente, fino a quando non servirà.”
Ci sono comunque delle complicazioni perché la maggior parte delle riserve d’oro dei paesi dell’Eurozona non sono controllate dai loro governi bensì dalle banche centrali. Nel 2009 per esempio la Banca d’Italia si è rifiutata di cedere l’oro dietro richiesta del governo.
In Germania, nel frattempo, Angela Merkel continua ad opporsi agli eurobond, giudicando il libro verde della Commissione “estremamente preoccupante” ed “inappropriato”.

TAG:
oro
Commenta
0
0


