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Italia sotto attacco. Come reagirà l’euro?

Ultima giornata della settimana che non mostrerà nessuna pubblicazione di dati macroeconomici importanti ed in grado di muovere il mercato, per cui sarà possibile determinare il sentiment di mercato in maniera, diciamo, pulita

di Redazione Soldionline 13 lug 2012 ore 10:29
Articolo a cura di FXCM.it

Ultima giornata della settimana che non mostrerà nessuna pubblicazione di dati macroeconomici importanti ed in grado di muovere il mercato, per cui sarà possibile determinare il sentiment di mercato in maniera, diciamo, pulita. Le aspettative di apertura delle borse europee sono miste, con l’Italia osservato speciale (e con essa lo spread tra bund e btp) dopo il declassamento da parte dell’agenzia di rating Moody’s da A3 a Baa2, a due soli gradini dai bond spazzatura. Le motivazioni alla base di questa decisione risiedono nell’instabilità politica che si sta acuendo e che troverà il proprio apice nella prossima primavera, quando ci saranno le elezioni. Il governo Monti a suon di voti di fiducia sta andando avanti per la propria strada ed è opinione comune tra gli analisti che, inquadrando le scelte di Monti all’interno del più ampio disegno di ricostruzione delle condizioni che permetterebbero, almeno in teoria, la sopravvivenza della moneta unica e del progetto euro (condizioni che avrebbero dovuto esistere di fatto prima dell’entrata in vigore della moneta unica), tali decisioni possano essere corrette, ma che probabilmente cominceranno a non trovare più l’approvazione da parte dei diversi gruppi politici. Anche se le misure di austerity si muovono nella direzione giusta, è l’obiettivo che si cerca di perseguire che a nostro parere non è il principale, o meglio, non può essere marchiato con l’esclusività. Infatti, avere i conti a posto e poter continuare ad utilizzare un unico mezzo di scambio targato euro non può prescindere dal fatto di dover perseguire anche obiettivi di crescita economica, fattore fondamentale per il mantenimento di un tenore di vita consono agli europei, che rischierebbero soltanto di andare incontro a periodi di crisi ulteriore, dove si andrebbero a spendere euro con le lacrime agli occhi. Siamo sicuri che la gente voglia davvero soltanto questo?

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