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Importante supporto per EURCHF: 1.1000

Rientriamo dopo la pausa dedicata a ferragosto e ritroviamo un euro che è riuscito a riportarsi sopra quota 1.4400, ma la nota di maggior rilievo va dedicata all’eurofranco

di Redazione Soldionline 16 ago 2011 ore 09:59
Articolo a cura di FXCM.it

Rientriamo dopo la pausa dedicata a ferragosto e ritroviamo un euro che è riuscito a riportarsi sopra quota 1.4400, ma la nota di maggior rilievo va dedicata all’eurofranco, che come sappiamo è da considerare come benchmark per valutare lo stato di fiducia sull’euro, il quale è riuscito a mantenersi sopra quota 1.1000, sulla scia della continuazione dei rumors provenienti dall’SNB circa un’eventuale ancoraggio della valuta elvetica alla moneta unica. Parole forti che fanno trasparire l’evedente preoccupazione di fronte all’eventualità di assistere ad un lungo periodo di overshooting (quando un cambio raggiunge livelli di squilibrio particolari e si mantiene su di essi per parecchio tempo) ed al contempo fanno capire che l’Istituto Centrale, nel momento in cui dovesse decidere di intervenire a salvaguardia dell’economia elvetica con lo scopo di indebolire il franco, lo farebbe andando ad agganciare il valore di esso ad un’altra moneta, al fine di non sperperare (è proprio il caso di dirlo) miliardi di franchi per non ottenere effetti duraturi e credibili. Ricordiamo come l’ultima serie di interventi a protezione del livello di 1.4000 contro l’euro hanno visti venduti una quantità di franchi pari a circa il 20% del Pil svizzero, intervento che secondo la sentenza dei posteri, non è da considerare proprio efficace. Intanto l’euro ha dimostrato una buona reattività anche di fronte agli acquisti di bond statali da parte della BCE, la quale ha ora reso noto l’entità dell’operazione. Si tratta di una cifra davvero importante, che ha sorpreso la maggior parte degli analisti: 22 miliardi di euro, contro le stime che si aggiravano intorno a 15 miliardi, ben 5,5 miliardi in più rispetto a quanto speso nel meggio 2010 per il rastrellamento dei bond greci. Con questo ulteriore step messo in atto con l’unico fine di alleviare le tensioni sui mercati obbligazionari dei Paesi in difficoltà (Italia in primis, trattandosi della terza economia dell’area euro) si è raggiunta la cifra di 96 miliardi investiti in bond dei cosiddetti Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna).

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EurUsd – grafico giornaliero

Parlando della seconda economia invece, quella francese, venerdì non sono arrivati dei buoni dati macroeconomici, ma questo non ha mosso in maniera particolare il mercato, contento di aver lasciato alle spalle la possibilità di vedere un downgrade imminente del debito francese. Dall’America arrivano invece le vendite al dettaglio per il mese di luglio, che hanno battuto le aspettative di 0.3% andando ad attestarsi a 0.5%, mentre il dato precedente è stato rivisto a rialzo a +0.3%, niente di che, ma pur sempre un dato positivo.

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