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Il rally dell'oro

Dopo una settimana poco movimentata, l’oro è riuscito a superare i $1.600 durante gli scambi di venerdì pomeriggio

di Redazione Soldionline 2 lug 2012 ore 13:55
Di Ben Traynor – BullionVault

Dopo una settimana poco movimentata, l’oro è riuscito a superare i $1.600 durante gli scambi di venerdì pomeriggio. Il rally è avvenuto dopo l’accordo dei leader europei sul fatto che i fondi di bailout possano essere utilizzati per ricapitalizzare le banche europee.
Anche l’argento era in rally venerdì anche se, così come l’oro, è rimasto significativamente al di sotto dei massimi di giugno.
Le aspettative riguardo il meeting di giovedì e venerdì erano piuttosto basse, e ciò si è riflettuto sul prezzo di inizio settimana, che non ha avuto variazioni importanti. Venerdì di primo mattino i leader europei hanno divulgato un comunicato secondo cui, dopo la creazione di un meccanismo di supervisione per le banche dell’Eurozona, i fondi di emergenza potranno essere emessi direttamente alle banche invece che essere incanalati attraverso i governi.
Ci sono inoltre state indicazioni relative al fatto che i fondi di bailout potrebbero eventualmente venir utilizzati per comprare bond dei paesi in difficoltà nel mercato secondario, con l’obiettivo di ridurre i costi del credito. Questo rappresenterebbe una sconfitta per il cancelliere Merkel, che si è ripetutamente opposta a tale ipotesi.
Dopo il rally di venerdì, il fixing pomeridiano di chiusura settimana, e di metà anno, è stato $1.598,50. Si tratta di un guadagno dell’1,5% in sei mesi. Su base trimestrale, l’oro quotato in dollari ha perso il 3,8%, la perdita trimestrale peggiore dal terzo trimestre del 2008.
L’oro in euro ha invece avuto un rialzo trimestrale dell’1,1%, e del 3,6% su base semestrale.
Uno sviluppo importante degli ultimi sei mesi è stata la caduta della richiesta dall’India, tradizionalmente il mercato più grande al mondo. La debolezza della valuta ha fatto sì che il prezzo dell’oro in rupie abbia toccato a giugno il record assoluto. Le autorità indiane nel frattempo hanno assunto provvedimenti  per scoraggiare l’acquisto di metalli preziosi, attività che esacerba il deficit commerciale dell’India. Il governo ha infatti aumentato le tasse di importazione su oro e argento per ben due volte dall’inizio dell’anno, e la banca centrale ha confermato che sta valutando di proibire la vendita di monete d’oro nelle banche indiane.
L’altro fattore che ha influenzato l’oro è stato la forza del dollaro, che tende a performare bene in momenti di stress dei mercati. In realtà, nonostante una performance che è stata debole di recente, l’oro ha comunque messo a segno dei guadagni anche quest’anno nelle valute che sono state messe in discussione dalla crisi.
La prossima settimana i mercati in USA saranno chiusi per la festività del 4 luglio, mentre giovedì la Banca d’Inghilterra deciderà su un’ulteriore tranche di alleggerimento quantitativo. Venerdì verranno divulgati gli ultimi dati sui non farm payroll negli US, che sono sempre un potenziale fattore in grado di muovere i prezzi, almeno sul breve termine.

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