Il giorno delle banche centrali
La giornata di ieri è stata caratterizzata dalle notizie provenienti dalla banche centrali di Inghilterra, Svizzera e Stati Uniti
di Redazione Soldionline 17 feb 2011 ore 08:49La giornata di ieri è stata caratterizzata dalle notizie provenienti dalla banche centrali di Inghilterra, Svizzera e Stati Uniti. Ma andiamo in ordine cronologico. Nella mattinata la BoE ha manifestato un minore ottimismo riguardo le aspettative di crescita: tale prospettiva si è palesata in conseguenza al rallentamento inaspettato mostrato nel quarto trimestre del 2010. Nonostante ciò, l’economia reale dovrebbe gradualmente migliorare nel corso dell’anno con i prezzi che dovrebbero rimanere stabili almeno fino alle seconda metà del 2012 (seppur al di sopra del 2%). Come sottolineato dal Governatore King, i rischi di un riscaldamento dei prezzi si concentrano sul fronte energetico ma le autorità monetarie si attiveranno per prevenire il propagarsi dell’inflazione e per agevolare una crescita sostenibile dell’economia. Ovviamente, lo stesso King, nell’ipotizzare nel futuro un rialzo dei tassi, ha evidenziato come l’incertezza sulla crescita non consenta di mosse troppo azzardate e che la normalizzazione dei tassi stessi avverrà in parallelo con un’economia in maggior salute. In questo senso, non dovrebbero esserci cambiamenti nella politica monetaria inglese nel primo semestre di quest’anno.
Anche la banca centrale svizzera è intervenuta ieri, sottolineando nuovamente come un rafforzamento eccessivo del franco non sia visto con favore dall’autorità monetaria elvetica.
In serata, invece, sono state rilasciate le minute del FOMC, dalle quali esce un’economia americana in crescita (le previsioni per l’anno in corso sono migliorate e vedono un PIL attesta starsi tra il 3.4% ed il 3.9%) anche se la disoccupazione desta ancora preoccupazione (è vista tra 8.8% ed il 9%). Anche i prezzi dovrebbero restare sotto controllo (tra 1.3% e l’1.7%, al di sotto della forbice della FED) nonostante il recente aumento dei prezzi energetici ed alimentari. La FED ha confermato che continuerà ad acquistare titoli di Stato (per almeno 600 miliardi di dollari) e che ogni revisione di tale politica dovrà essere confermata da dati macroeconomici in miglioramento. La ripresa è comunque in atto, anche se ad un tasso non sufficiente da comportare una ripresa del mercato del lavoro.
Nella giornata di oggi ci aspettano alcuni dati macroeconomici importanti: il primo è il CPI americano (Consumer Price Index), poi alcuni indici di fiducia USA (Leading indicators e Philadelphia FED).
Passiamo ora all’analisi grafica.
Commenta
0
0


