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Il Dollaro consolida, in attesa di 1.4

Il dollaro non può e non deve scendere velocemente, perché causerebbe panico su mercati che non accetterebbero di vedere crollare la valuta di riferimento, e al contempo la discesa lenta e costante consente agli States di sostenere la bilancia commerciale

Sarah Piglia martedì, 17 luglio 2007 - 08:14

Qualche giorno orsono in uno dei nostri report, avevamo ipotizzato il fatto che per qualche tempo, che indicavamo in qualche settimana, avremmo visto il dollaro oscillare all'interno di un range trading ben definito vicino ai minimi storici. Ebbene, sta succedendo proprio questo sia contro Euro, sia nei confronti del Franco Svizzero.
La sensazione molto forte che abbiamo, è che non è ancora arrivata la fine della caduta del biglietto verde e questa fase si possa considerare come un momento importante di consolidamento prima di un ultimo strappo che dovrebbe portare i prezzi intorno a 1.4000 dollari per Un euro.
Naturalmente, come avevamo scritto, il dollaro non può e non deve scendere velocemente, perché causerebbe panico su mercati che non accetterebbero di vedere crollare la valuta di riferimento, e al contempo la discesa lenta e costante consente agli States di sostenere la bilancia commerciale unitamente al mantenimento positivo dei flussi di capitali di investitori che credono anche nei mercati finanziari Usa.
Pertanto la situazione attuale è sostenibile anche se il mercato dei cambi è su dei livelli pericolosi, nel senso che alcune valute sono arrivate su massimi o minimi degli ultimi 30-40 anni.
Il dato di ieri dagli States, il Ny Empire Manufacturing Index è salito a 26.46 in Luglio rispetto al 25.8 di Giugno, ma già oggi attendiamo altri dati tra cui il Tics, ovvero quello sui flussi di capitali da e verso gli Stati Uniti. Le attese sono per un numero intorno ai 70 miliardi di dollari, ancora sufficiente eventualmente a coprire il buco dato dal deficit commerciale. Intanto dal vecchio continente sono usciti i dati sui prezzi al consumo, usciti inferiori alle attese (+1.9%), a dimostrazione che forse per il vecchio continente si arriverà alla fine del ciclo di rialzo dei tassi, e quindi forse l'Euro potrà correggere qualcosa, ma prima di questo crediamo che il livello di 1.4000 possa essere visto nelle settimane a venire.
Dal Regno Unito giungono conferme di rallentamento del mercato immobiliare, che dovrebbe causare uno stop del rialzo dei tassi con il massimo che dovrebbe essere al 5.75%.
Tra le valute legate alla commoditites Nzd e Cad sono su livelli incredibili, a 0.7925 il dollaro neozelandese e a 1.0430 il dollaro canadese.



UsdCad Daily

Il grafico daily del UsdCad mostra la forza del trend anche se gli obiettivi della trendline ribassista passano intorno ai prezzi attuali in area 1.0420.
La presenza di stop loss in quest'area è stata la principale causa dell'ultimo declino e a breve sosteniamo la necessità di una correzione anche significativa.
Ma dobbiamo, per vedere questo, osservare delle inversioni sui grafici di breve che non sono ancora visibili, pertanto preferiamo attendere conferme in tal senso prima di buttarci nella direzione della correzione.


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Buona giornata

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