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I risparmiatori stanno preparando una rivolta contro Governi e Banche Centrali

In settimana, la Bundesbank ha tenuto un'asta del Bund - scadenza gennaio 2019 - sulla classica durata di dieci anni - al tasso del 3.25%. L'importo d'asta era di 6 miliardi di euro. Incredibile a dirsi, l'asta è andata parzialmente deserta. Sono stati assegnati poco più dei due terzi dell'importo proposto.

di Emanuela Marino 12 gen 2009 ore 11:40

a cura di Natalino Bittanti di www.salex.it


L'emittente è il Governo della Repubblica Federale di Germania, non l'Irlanda che Standard & Poor's ha declassato in settimana (con outlook portato da stabile a negativo), non la Grecia che in questo periodo ha i suoi problemi. Non si trattava neanche dell'Italia, da sempre sotto osservazione. Ma della Repubblica Federale di Germania. Diciamo pure che il periodo non era tra i più indicati per una buona riuscita dell'esito dell'asta, diciamo anche che la disoccupazione in Germania ha superato i 3 milioni di unità, passando dal 7.5% al 7.6% della popolazione attiva. Diciamo infine che le esportazioni tedesche a novembre sono calate del 10.6% (massimo calo dalla riunificazione della Germania nel 1990). E, se proprio vogliamo dirla tutta, l'ingresso del Governo tedesco nel capitale di COMMERZBANK (seconda banca del paese) con una iniezione di 10 miliardi di euro non è piaciuta ad una gran parte del mercato. Con 10 miliardi di euro, il governo si è preso il 25% della banca, acquisendo 295 milioni di azioni al prezzo di 6 euro . Il restante, 8.2 miliardi di euro, si traduce in una partecipazione silenziosa che il Governo tedesco assume nella banca, in cambio di una remunerazione del 9%. La cosa è piaciuta assai poco ai mercati tanto che il titolo Commerzbank ha perso dal 1 gennaio ad oggi quasi il 30% del suo valore; di questo 30%, la flessione del 20% ha avuto luogo dopo l'annuncio. Ora che le Banche Centrali stiano per azzerare i tassi ufficiali di interesse, con ciò punendo i risparmiatori della giusta ricompensa al loro comportamento virtuoso, e i Governi o le stesse Banche Centrali prestino denaro ad un tasso di 'quasi' usura è cosa che ci scandalizza. Ecco perché i risparmiatori stanno preparando la loro vendetta contro Governi e Banche Centrali.
A questo punto mi nasce una domanda emblematica: stanno peggio gli Stati Uniti o l'Eurozona? Se nell'Eurozona la Germania comincia ad avere qualche problema serio, all'Euro verrebbe a mancare il cuneo di appoggio. Se a ciò si aggiungono alcuni fatterelli abbastanza clamorosi e curiosi al tempo stesso,  quali:

  1. il Presidente Vaclav Klaus ha dato ordine che non venga issata la bandiera dell'Unione Europea sul castello di Praga, accanto alla bandiera ceca; il castello di Praga sarà l'unico castello della Repubblica Ceca a non issare il vessillo dell'Unione Europea nel semestre a presidenza ceca;
  2. la Repubblica Ceca,  subentrata  alla Francia dal 1 gennaio 2009 nella conduzione del    semestre europeo, dichiara che il comportamento di Israele negli scontri con Hamas nella striscia di Gaza è perfettamente legittimo e giustificato in quanto puramente difensivo, laddove Sarkozy ritiene che Israele abbia invece ecceduto. E qui nasce anche un problema di lana caprina perché Sarkozy sino al 31 dicembre 2008 era lo speaker legittimo dell'Ue mentre la Cekia lo è solo dal 1 gennaio 2009. E le prime dichiarazioni su Israele sono state diramate da Praga il 28 dicembre 2008. In questo caso, a ridosso del change, la Repubblica Ceca parla a titolo personale o già a nome dell'Ue, dove è noto che sullo spinoso problema Israele - Gaza - Cisgiordania e territori occupati, le opinioni differiscono in un ventaglio sufficientemente esteso?
  3. L'euroscettico Klaus ha anche disertato la cerimonia di inaugurazione del semestre di presidenza;
  4. Se a Pechino o a Washington chiedete dell'Unione Europea, la risposta è alquanto sfumata ma il concetto di base è che si tratti ancora di un ectoplasma.

Il semestre europeo, a conduzione ceca, vedrà la caduta della moneta unica europea ?

 Mercato dei cambi  

Dicevamo nel titolo che i risparmiatori stanno preparando la loro vendetta contro Governi e Banche Centrali. Ma di quale vendetta, di quale rivolta stiamo parlando? Abbiamo già sottolineato, in alcuni recenti weekly reports, che l'obiettivo di alcuni Governi e delle rispettive Banche Centrali è quello di azzerare i tassi a breve (e quasi ci siamo) e di lavorare per ridurre i tassi a lungo, in modo tale poi da inondare i mercati con emissioni obbligazionarie a rendimenti bassissimi. Un alibi o una giustificazione di questo comportamento abnorme e quasi schizofrenico sta nel ventilare il rischio di una deflazione con tassi di inflazione negativi. Questo rischio non è da escludersi del tutto, ma il comportamento di Governi e Banche Centrali lascia sul terreno ampi sospetti. Il rischio è che i risparmiatori, tra un tasso di interesse dello 0.25% sui conti correnti e un tasso di interesse dell'1.75% sulla scadenza decennale o dell'1.95% sulla scadenza trentennale, a questo gioco proprio non ci vogliono giocare. E si asterranno. Si asterranno dal sottoscrivere obbligazioni a tassi così irrisori. Noi ci ripromettiamo di lanciare, a partire dall'inizio di marzo 2009, una doppia tabella, che riprodurrà le quotazioni dell'oro e dell'argento vis-à-vis delle quotazioni del petrolio e lo spread tra la scadenza dei due anni/e la scadenza dei dieci anni per le emissioni di Bonds e di Bund degli Stati Uniti e della Germania. Lo scopo dei dati esposti in tabella  sarà quello di fornire per tempo un avviso ai naviganti!

Con la settimana appena conclusa, ha termine il periodo di relativa scarsa significatività dei movimenti verificatisi sui mercati valutari; periodo  che grosso modo ha interessato le sedute dal 9 dicembre 2008 al 9 gennaio 2009. Dimentichiamoci l'andamento di questo periodo, ormai alle nostre spalle,  e prepariamoci a vivere le vicende del nuovo anno, che inizierà a partire da lunedì 12 gennaio.

Cina  - Goldman Sachs - Morgan Stanley e i nuovi investimenti

Sottotitolo: acquisto di terreni - riso basmati - allevamento di suini .

Federico Fubini su Il Corriere della Sera del 31 dicembre 2008 ci regala un bellissimo pezzo dal titolo: "La nuova globalizzazione: corsa alla terra, ultimo investimento". Sottotitolo: governi e banche acquistano milioni di ettari per produrre cibo; è una polizza anti-recessione.

In sintesi:

capitolo Stati

(1) il gruppo Bin Laden - agosto 2008 - ha siglato un accordo da 4.3 miliardi di dollari con l'Indonesia per poter disporre di 500.000 ettari di terreno da destinare alla produzione di riso basmati. Destinazione: Arabia Saudita.
(2) Qatar ha stretto accordi con la Cambogia
(3) Kuwait ha stretto accordi con lo Yemen per l'allevamento di pollami; ma anche con il Laos e con l'Uganda;
(4) La Cina ha cominiciato ad inviare alcune migliaia di contadini cinesi a coltivare terre in alcuni Paesi dell'Africa; non si tratta di emigrazione disordinata e scoordinata (Lampedusa) ma, in un certo senso, di collaborazioni guidate e coordinate;

capitolo banche

(5) Deutsche Bank e Goldman Sachs hanno stretto accordi con la Cina per investimenti in allevamenti di pollame e suini;

(6) Morgan Stanley ha acquistato un latifondo in Ucraina da 40.000 ettari.

(7) Infine, a suggello di quanto sta avvenendo in giro per ol mondo: l'India sta finanziando la giunta militare birmana per modernizzare i porti della Birmania, in cambio di un piatto di lenticchie: sì, per assicurarsi il 5% della produzione birmana di lenticchie.

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