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Grecia, ci siamo. Lunedì la verità!

Continuiamo con il rincorrersi di notizie, rumor e dichiarazioni che ci arrivano dalla Penisola Ellenica, con il Fondo Monetario Internazionale che ha dichiarato come la necessità di finanziamento complessive della Grecia ammontino a circa 50 miliardi da qui a fine 2018

di Redazione Soldionline 3 lug 2015 ore 10:16

A cura di FXCM

Continuiamo con il rincorrersi di notizie, rumor e dichiarazioni che ci arrivano dalla Penisola Ellenica, con il Fondo Monetario Internazionale che ha dichiarato come la necessità di finanziamento complessive della Grecia ammontino a circa 50 miliardi da qui a fine 2018. Tale fabbisogno richiederebbe lo stacco di nuovi fondi da parte dell’Ue per una cifra non inferiore ai 36 miliardi durante i prossimi tre anni e vi è la necessità, se non di tagliare il valore nominale del debito, per lo meno di ristrutturarne le scadenze.
grecia2_2 Questi gli ultimi sviluppi, con la presa di coscienza che tale situazione non può continuare a protrarsi nel tempo risultando insostenibile, con anche la dichiarazione che se si dovessero trovare soluzioni in tempi brevi il Paese potrebbe recuperare la perdita a livello di crescita che si sta verificando con la crisi attuale. L’unica cosa certa rimane che senza il ripagamento della prima tranche al FMI, nessun contirbuto verrà staccato. Adesso, stando attenti a potenziali dichiarazioni che potrebbero muovere il mercato da qui alla chiusura di stasera, ci concentreremo sui risultati del referendum che arriveranno verosimilmente domenica sera prima dell’apertura asiatica, per cui, prima di pensare alle opportunità che tale risultato potrebbe fornirci, pensiamo a gestire con oculatezza i rischi ad essi connessi. Se possibile, soprattutto pe r i trader intraday puri o per chi comunque risulta esposto sul breve periodo, l’idea di un professionista è quella di arrivare flat prima della chiusura, per poi valutare i nuovi punti tecnici che potrebbero formarsi tra domenica sera e lunedì mattina per poter valutare come i flussi di capitale sono andati a distribuirsi, prima di decidere come operare. Soprattutto sulle borse potrebbero realizzarsi dei gap importanti ed ora, che il referendum è visto da qualcuno come un refEURendum (ovvero una consultazione che potrebbe decidere l’appartenenza all’area monetaria comunitaria o meno), anche sul fronte valutario potrebbero verificarsi dei gap più ampi rispetto a quelli visti in apertura della scorsa settimana (non dimentichiamoci, tra l’altro, che oggi in America si comincerà a festeggiare l’Indipendence Day, per cui nel mpomeriggio la liquidità risulterà anche ridotta – qui gli orari di contrattazione). Sul fronte dai macro ieri abbiamo assistito alla pubblicazione dei Non Farm Payrolls, con un dato ruisultato inferiore alle attese ma comunque buono a nostro parere, con 223k nuovi posti di lavoro creati durante il mese di giugno e con il mercato che è andato a reagire con vendite di dollaro, soprattutto realizzatesi su quei cambi che avevano mostrato andamenti di breve periodo direzionali, facendoci così comprendere come tali vendite possano esere considerate delle prese di profitto. Il tassi di disoccupazione è risultato al 5.3%, in calo dal 5.4%, ma qui sappiamo come il mercato dia meno importanza a tale tasso in quanto il metodo di calcolo adottato risulta ancora discutibile. Oggi ci verranno consegnati i dati sui PMI europei e della Gran bretagna (con questi ultimi che potrebbero risultare dei buoni market mover), oltre alle vendite al dettaglio relative al mese di giugno dell’area Euro (qui il calendario); non dovremmo ricevere grosse sorpreese ma, considerando il fatto che molti trader professionisti potrebbero decidere di tirare i remi in barca, abbinato alla mancanza di liquidità attesa per il pomeriggio, non escludiamo che dei movimenti inattesi possano anche verificarsi, per cui presteremo maggior attenzione rispetto al solito.

NB. A partire dalla mezzanotte passata (quella tra ieri sera e questa mattina) sono state alzate le richieste di margini sul GER30. Per detenere 1 contratto di GER30 occorrono 24 eur di margine anzichè 6 eur.

ANALISI EURODOLLARO
Definire l’euro brutto tecnicamente sembra quasi un eufemismo.Il mercato si è comportato bene in mattinata per poi congestionare all’interno di pochi punti di mercato, con i prezzi che si trovano ora tra le medie orarie e sotto quelle a 4 ore, senza che siano avvenuti degli aumenti di volatilità importanti, tali per cui potremmo considerare gli indicatori come resistenze dinamiche. Preferiamo attendere delle rotture della congestione creatasi prima di pensare a posizionamenti a mercato, con le aree passanti per 1.1065 che se superate potrebbero condurre verso 1.1045, area da superare prima di poter pensare a tentativi interessanti di approfondimento verso i minimi relativi, ovvero con le aree di resistenza che si distribuiscono tra 1.1100 e 1.1120 sulle quali non lavoreremo se non prima di potenziali accelerazioni oltre 1.11 ¼. Cattivo R/R in entrambi i casi.

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ANALISI DOLLARO-YEN
Ottimo invece il UsdJpy che, dopo la tenuta delle aree di supporto studiate ieri ha raggiunto i primi target in area 123.70, prima di partire con le correzioni avvenute sui NFP (questo è uno di quei casi dove il mercato è stato direzionale e sono partite le prese di profitto di cui abbiamo parlato poc’anzi). Ci troviamo ora con prezzi in congestione, tra 122 ¾ e 123 ¼, e fino a quando non usciremo da tale congestione le nostre valutazioni saranno di attesa, con dei tentativi che si potrebbero ipotizzare (soltanto per chi risultasse ben propenso al rischio), di vendita in limit in caso di non superamento delle resistenze statiche, per ritorni verso la parte bassa della congestione, tenendo conto che in caso di superamento a rialzo di area 123.35 (che potrebbe avvenire nel momento in cui dovessero risultare ben acquistati i dollari ovvero se le borse dovessero ben performare) i prezzi potrebbero tentare delle nuove escursioni verso 123.55 e 123.70.

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ANALISI DOLLARO-STERLINA
Molto buona la tenuta delle resistenze statiche sul cable ieri mattina,le quali ci hanno fatto valutare delle vendite in limit. Ci troviamo ora in congestione, in una situazione di attesa simile a quanto visto sull’euro e con dati alle ore 10.30 che potrebbero condurre a movimenti di breve ben concertati. L’idea è quella di seguire l’eventuale tenuta dell’area di resistenza statica che si distribuisce tra 1.5635 e 1.5665 (con area potenzialmente operativa da considerare tra 1.5650 e 1.5665), per ritorni verso 1.5615, 1.5585 e 1.5560, considerando il fatto che se le quotazioni dovessero superare a rialzo l’area passante per 1.5695 potremmo assistere a tentativi di ripartenza che comunque non lavoreremo prima del raggiungimento di area 1.5725).


ANALISI DOLLARO AMERICANO - DOLLARO AUSTRALIANO
Ottime le rotture ribassiste studiate ieri mattina, con nuovi approfondimenti a ribasso durante la notte, sulla pubblicazione delle vendite al dettaglio (0.3% vs consensus di 0.5%) il che ci conferma come l’attenzione da riporre sui dati della mattinata europei ed inglesi non sia, probabilmente, mal riposta. Seguiamo la possibilità che i prezzi tentino dei ritorni verso le resistenze passanti tra 0.7610 e 0.76 ¼, dove potrebbe essere possibile, in caso di stocastico carico e girato a ribasso (indipendentemente se sia stata raggiunta la zona di ipercomprato o meno), ipotizzare degli acquisti di dollaro per ritorni verso 0.7590, i minimi della notte, ed eventuali estensioni nellì’ordine della ventina di punti, con l’idea che se i prezzi dovessero superare a rialzo l’area indicata potrebbero tentare delle escursioni verso 0.7650, che considereremo di lavorare soltanto in caso di vendita concertata di dollaro americano, altrimenti attenderemo l’eventuale superamento di area 0.7660 prima di valutare potenziali acquisti di dolalro australiano.

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