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Forex, quale direzione per il dollaro?

La Fed ha fatto capire al mercato i piani futuri, che si possono riassumere in manterremo i tassi di riferimento tra 0-0.25% almeno ancora per due riunioni

di Redazione Soldionline 2 mag 2011 ore 08:53
Articolo a cura di FXCM.it

Venerdì l’unica valuta che ha chiuso in territorio negativo contro il dollaro americano è stato l’euro, in un momento di pausa dovuto probabilmente all’assenza della stragrande parte dei traders londinesi a causa del Royal Wedding, mentre sterlina, loonie, yen e commodity currencies hanno continuato la propria strada di rafforzamento. Come abbiamo avuto modo di notare, settimana scorsa la Fed tramite l’adozione di una politica trasparente di comunicazione delle proprie intenzioni, ha fatto capire al mercato i piani futuri, che si possono riassumere in “manterremo i tassi di riferimento tra 0-0.25% almeno ancora per due riunioni (l’”extended period” è stato specificato questa volta), non andremo a ridurre il bilancio della Fed e reinvestiremo i flussi di pagamenti che riceveremo dai titoli nelle nostre mani e termineremo il programma di acquisto di asset a fine giugno”. L’equivalente di dire, come abbiamo avuto modo di commentare venerdì: “Signori, il dollaro sta scendendo, perché non lo aiutiamo a scendere ancora un po’ di più? Grazie. Firmato Ben Bernanke”. E il mercato non si è lasciato pregare più di tanto. Ora, come anticipato, la questione da capire è se ormai la strada è segnata oppure qualcosa sarà in grado di interdirla. L’unico event che può frenare la corsa dell’EurUsd attualmente, crediamo sia la conferenza stampa che terrà il presidente Trichet dopo la comunicazione di aver mantenuto i tassi di interesse all’1.25%. Se i toni del presidente risulteranno meno awkish a causa della recentissima salita dell’euro, allora è possibile che un piccolo rally a favore di dollaro si verifichi, fino al raggiungimento dei livelli tecnici di medio periodo, passanti intorno ad area 1.4500. Il presidente Trichet si trova in una situazione particolare. Esattamente come il suo collega Bernanke, il numero uno della BCE ha ben presente l’effetto che alcune sue dichiarazioni potrebbero avere sull’EurUsd e vedremo se, sostanzialmente, darà la propria benedizione al raggiungimento ed eventuale superamento di 1.5100.

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Eurusd – grafico orario

Una frase diretta sulla forza della moneta unica contro il greenback è l’unica cosa che può far scendere il prezzo. Tutto il resto può solo farlo salire. Questo è quanto per quanto riguarda il maggior market mover del momento, ovvero i differenziali di tasso, ma non possiamo perdere di vista la situazione macroeconomica in quanto ci giungono parecchi dati dall’America. Le entrate personali ed i consumi personali sono crescitui maggiormente rispetto a quanto si attendevano gli analisti, ma l’attività manifatturiera della regione di Chicago, è rallentata. I personal income sono cresciuti dello 0.5% in Marzo, meglio dello 0.4% del mese precedente, mentre le Personal spending hanno rallentato la pripria ripresa, pur rimanendo in territorio positivo a +0.6% (precedente rivisto a +0.9%). Numeri buoni, ma non abbastanza per far muovere qualcosa all’interno della Federal Reserve. Rilasciato anche il PCE Deflator, salito dall’1.6% all’1.8%, dimostrando così che l’inflazione sta effettivamente facendo sentire i primi effetti, che ora come ora non sono sicuramente preoccupanti per l’economia a stelle e strisce rispetto a quello che staimo sentendo da questa parte dell’oceano.
TAG: dollaro , fxcm , forex

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