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AGENZIE DI RATING SUGLI SCUDI

Da qualche anno a questa parte abbiamo imparato a conoscere molto da vicino le agenzie di rating e abbiamo successivamente appreso quanto abbiano inciso sulla crisi le valutazioni da esse

di Redazione Soldionline 22 ago 2012 ore 09:51
Articolo a cura di FXCM.it

Da qualche anno a questa parte abbiamo imparato a conoscere molto da vicino le agenzie di rating e abbiamo successivamente appreso quanto abbiano inciso sulla crisi le valutazioni da esse provenienti, soprattutto in quelli che sono i noti downgrade e gli outlook sugli Stati, sulle banche, sulle aziende. Spesso le prime pagine sono state a loro riservate, in uno stucchevole meccanismo  cronologico, che riguardava soprattutto l’Europa, che vedeva in seguito ai loro report il ribasso delle Borse, il rialzo dei differenziali dei Titoli di Stato e massicce ondate di pessimismo sui mercati. Beh questa volta i titoli di apertura, tra cui il nostro, è comunque a loro riservato ma per una volta in un’accezione positiva, perlomeno per quello che concerne la situazione del Vecchio Continente. Ieri nella mattinata, infatti, uno studio di Moody’s sugli squilibri esterni dell’Eurozona, creando un parallelo con la situazione delle economie scandinave dei primi anni ’90, ha espresso grande apprezzamento per le impopolari riforme attuate soprattutto da Spagna e Italia, prevedendo per queste ultime, insieme al Portogallo, un’ uscita dalla crisi già a partire dal 2013; più cauto il giudizio sugli altri stati problematici dell’Eurozona, Irlanda e Grecia, per i quali invece sembra essere il 2016 l’anno di risoluzione delle difficoltà.  Più tardi è stata invece Fitch a pronunciarsi postivamente nei confronti dell’esecutivo Monti definito cruciale per la prosecuzione delle riforme e fondamentale per mitigare il rischio politico nel paese, che potrebbe invece acuirsi con la fine del suo mandato; inoltre la stessa agenzia americana ha precisato di non vedere la necessità di ulteriori provvedimenti di austerità per Italia e Spagna. Tutto ciò ha determinato importanti rialzo sui listini, soprattutto a Milano, regina d’Europa con un +2,40% dell’ITA40 arrivato nuovamente sui massimi di breve a 15350 e ad un generalizzato acquisto di rischio con Euro superstar contro praticamente tutte le valute. Tutto ciò sembrava proseguire con l’apertura di Wall Street che ha visto l’S&P500, Dow Jones e Nasdaq tornare ai massimi da 4 anni. Il quadro lusinghiero è stato però svilito dal giudizio dalla terza delle grandi agenzie di rating, Standard & Poor’s, la quale ha invece affermato che le chance di una nuova recessione sono aumentate, sottolineando di non ritenere che l’economia americana e quella europea miglioreranno il prossimo anno, soprattutto per via delle difficili condizioni di credito. Oltre al contagio dalla crisi del debito europea, i rischi per l’America proverrebbero dal rallentamento cinese e dal cosiddetto fiscal cliff, ovvero la possibilità che all’inizio del prossimo anno  vi saranno in maniera congiunta tagli alla spesa e aumento della pressione fiscale. Gettando uno sguardo invece al futuro più immediato, oggi il premier greco Samaras inconterà il presidente dell’Eurogruppo Juncker per la discussione del piano di risanamento che vedrebbe il paese ellenico impegnato per tagli alla spesa di 13,5 miliardi di euro.

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