Zona Euro: andiamo verso il crash, come Lehman Brothers!
Lo pensa John Velis, responsabile della divisione di Capital Market Research Europe di Russell Investments. Il rischio di contagio globale di una crisi bancaria europea è maggiore oggi che non ai tempi di Lehman
di Mauro Introzzi 22 set 2011 ore 14:32Questa è la view di John Velis, Head of Capital Market Research Europe di Russell investments, società statunitense leader mondiale in soluzioni efficienti nell’ambito della gestione di patrimoni, con cui abbiamo colloquiato a margine di un incontro riservato agli investitori professionali.
In Russell sono dell’idea che si rimane in un periodo di Risk-off: è ancora presto decidere di prendersi rischi sui mercati finanziari, occorre prima una qualche catarsi sui mercati europei. L’opinione dell’economista è che la crisi europea sia destinata ulteriormente a peggiorare. Lo scetticismo è sui leader politici: Parigi e Berlino in particolare, e fin quando l’elite radicale bavarese continuerà a fare richieste non solo di cash ma anche di output industriale greco, stile spartizione di Versailles 1918, si andrà a peggiorare giorno dopo giorno.
E’ allora necessario evidenziare ai politici tedeschi che la Germania non deve fare sacrifici per puro spirito solidaristico verso gli ospitali paesi baciati dal sole, ma per salvare Deutsche Bank, Commerzbank così come le banche cugine francesi. La ricapitalizzazione coatta delle banche europee, cosi come è stato fatto in USA allo scoppio della crisi nel 2008, è la prima misura che si dovrebbe intraprendere. La questione sta proprio in ciò: non si vuole ammettere che ci sia un problema sul sistema bancario europeo.
Occorre spiegare ai tedeschi tutti, industriali, banchieri, politici e contribuenti che la Grecia, e l’Italia pure, a suo tempo si fecero entrare nell’area euro (erroneamente sottolinea Velis) a un tasso di cambio non certo favorevole ai “meridionali” e che ha avuto l’unico effetto di beneficiare la Grande Germania a livello economico, politico, culturale. Basti ricordare che nel 2010 le esportazioni tedesche verso il mercato italiano sono state superiori a quelle verso la Cina, ed in generale il 40% delle esportazioni tedesche è derivato dall’area dell’Euro.
Dunque, oggi, se fallisse la Grecia in modo non controllato o se uscisse dall’euro chi ci perderà veramente? Der Spiegel è ancora molto approssimativo nell’evidenziare i veri pericoli all’opinione pubblica tedesca e infatti la Merkel perde le elezioni…
Il rischio di contagio globale di una crisi bancaria europea è maggiore oggi che non ai tempi di Lehman. Ora, la soluzione si intravede solo se ci sarà il definitivo default della Grecia o di una banca? L’analista è sicuro che si debba arrivare fino a questo punto per avere una svolta definitiva: ucciderne uno per salvarne mille…film già visto tre anni fa!
Conformemente a questa visione, nel mese di agosto, in Russell hanno continuato il de-risking delle posizioni liquidando tutta la parte dei bancari europei, aumentando il cash dove possibile, portandosi a benchmark. Velis ha tenuto a sottolineare la sua cautela su tutte le asset class che incorporano minimamente il concetto di rischio e ha anticipato che diversi gestori sono dell’idea che molti emerging market bond (Indonesia, Brasile, ecc.) possano essere portati quasi a Investment grade; questi paesi hanno infatti fondamentali ottimi: un debito pubblico molto basso, la bilancia commerciale positiva e la crescita economica quasi a doppia cifra. Ecco il nuovo risk free!
Dunque, meglio fare l’errore di non prendere i minimi del mercato che non decidere per l’equity sia pure a sconto, ma ancora oggi in trend ribassista intatto…il punto di svolta l’analista ancora non l’intravede: per chi ci segue la promessa è di essere puntuali nel segnalarlo!
Nel video ecco il portafoglio prudenziale consigliato da Russell (fare click sull'immagine):

Per informazioni: info@mfzresearch.com
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