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Tango bond, offerta fino il 22 giugno

Il ministro dell’Economia argentino ha annunciato di aver esteso per altre due settimane il periodo di adesione sull'offerta di scambio dei bond

di Edoardo Fagnani 4 giu 2010 ore 12:51
Gentili lettori,
per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che:
- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.


Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:


Tango bond
Il ministro dell’Economia argentino, Amado Boudou, ha annunciato di aver esteso per altre due settimane il periodo di adesione sulla seconda offerta di scambio promossa dalla Repubblica Argentina, per la parte riservata ai piccoli risparmiatori. Lo swap, quindi, terminerà il 22 giugno, mentre il precedente termine era stato fissato per il 7 giugno. La richiesta di allungare i termini dell’offerta sarebbe arrivata dalle banche italiane. Anche la Consob ha dato l’ok alla proroga fino al 22 giugno dell’offerta lanciata dalla Repubblica Argentina.
Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani argentini l’adesione dei piccoli risparmiatori all’offerta promossa dalla Repubblica Argentina fino a oggi ammonta a 500 milioni di dollari. La parte riservata agli investitori istituzionali è terminata nei giorni scorsi e ha raccolto adesioni pari al 46% dei titoli oggetto dell’offerta.
Secondo quanto scritto su MF di venerdì 4 giugno le adesioni totali all’offerta promossa dalla Repubblica Argentina ammontano a 9,55 miliardi di dollari, pari al 52% dei titoli oggetto dell’operazione.
Plus, l’inserto del sabato del quotidiano Il Sole 24 Ore, ha fornito un breve aggiornamento sulla situazione della seconda offerta dei bond della Repubblica Argentina. Il settimanale ha ricordato le diverse alternative a disposizione dei risparmiatori, che vanno dalla possibilità di perdere tutto a recuperare gran parte dell’investimento, anche se nel giro di diversi anni.

Parmalat
Il Sole 24 Ore di sabato 29 maggio ha riportato la notizia che Citigroup presenterà appello contro la sentenza del tribunale di Parma, che aveva revocato i contratti derivati stipulati nel 2003 con la vecchia amministrazione Parmalat. La banca statunitense ha ribadito di non essere a conoscenza dello stato di insolvenza del gruppo di Collecchio.
Parmatour, la società attiva nel settore turistico controllata dalla vecchia amministrazione Parmalat, ha proceduto al pagamento del primo piano di riparto a favore dei creditori, per un ammontare complessivo di 82,5 milioni di euro. La società ha precisato che sono stati soddisfatti integralmente i creditori ammessi in prededuzione e quelli privilegiati (per un ammontare complessivo di 27 milioni), mentre i creditori chirografari sono stati rimborsati nella misura del 15,6362% dei crediti. Parmatour ha comunicato che non è stato possibile individuare 205 creditori, per i quali non è stato possibile effettuare i pagamenti. La società ha segnalato che l’elenco dei creditori non identificati, con i relativi importi, è consultabile sul sito www.ripartiparmalatAS.it. Inoltre, il tribunale di Parma ha fatto sapere che a breve ci sarà un secondo riparto a favore dei creditori che non hanno ricevuto la somma complessiva richiesta.
Il Sole 24 Ore di martedì 1° giugno ha riportato la sentenza del tribunale di Parma, che ha respinto la richiesta di risarcimento di 254mila euro avanzata da Parmalat nei confronti di ABN Amro. Secondo i giudici l’istituto olandese poteva essere all’oscuro della difficile situazione finanziaria in cui versava il gruppo di Collecchio nel 2003. Parmalat ha annunciato che presenterà appello contro la sentenza.
Nel corso di un’intervista rilasciata al settimanale Oggi, l’avvocato difensore di Calisto Tanzi, Gian Piero Biancolella, ha spiegato i motivi per cui l’ex patron di Parmalat è considerato nullatenente.

Alitalia
Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha dichiarato di aspettarsi un’offerta irrevocabile per le attività di AMS, la società che si occupa delle attività di manutenzione. Fantozzi ha precisato che le attività della vecchia compagnia ammontano a circa 100 milioni di euro.
L’ADUC ha segnalato che Alitalia ostacola le richieste di rimborso dei voli cancellati. L’associazione a tutela dei consumatori ha precisato che dopo la propria denuncia, l'Antitrust ha aperto un'istruttoria, per verificare la rilevanza dei fatti segnalati.

General Motors – Ford
Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di martedì 1° giugno Ford potrebbe decidere di tagliare il marchio Mercury, in quanto le vendite e il numero dei modelli prodotti non giustificherebbero i costi della struttura.
Il Sole 24 Ore e MF di mercoledì 2 giugno hanno riportato la notizia che il governo tedesco sembra essere orientato a non concedere le garanzie finanziarie per 1,9 miliardi di euro per Opel, la controllata tedesca di General Motors. La Germania, infatti, è alle prese con i tagli al budget, a cui si aggiunge il miglioramento della situazione finanziaria del colosso statunitense, che non renderebbe più necessario l’intervento statale.
Le principali case automobilistiche statunitensi hanno comunicato i dati sulle vendite nel mese di maggio. Lo scorso mese le vendite di Ford sono state pari a 192.253 unità, in aumento del 23% rispetto a maggio del 2009. Da inizio anno la società ha venduto 783.845 veicoli. Per il trimestre in corso Ford punta a produrre 640mila unità. Sempre a maggio, le vendite di General Motors sono cresciute del 16,6% a 223.822 unità.

It Holding
Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa, il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, avrebbe firmato il decreto che autorizza gli amministratori straordinari di It Holding a vendere l’azienda.  
I commissari straordinari di It Holding hanno comunicato che sono arrivate quattro offerte vincolanti per rilevare il marchio Malo. Le offerte sono tutte di soggetti italiani.

Snia
Snia ha fornito l’aggiornamento mensile della struttura patrimoniale. A fine aprile l’indebitamento dell’azienda ammontava a 24,1 milioni di euro, in leggero calo rispetto ai 25,4 milioni di marzo.

Piaggio
Il Consiglio di Amministrazione di Piaggio ha approvato il progetto che prevede la costruzione in India di un nuovo stabilimento con capacità produttiva di 150.000 unità l’anno e il lancio entro il 2012 della Vespa, nella versione LX 125. La società motociclistica investirà complessivamente 30 milioni di euro negli esercizi 2010 e 2011, con l’obiettivo di raggiungere nel 2015 – esercizio in cui è previsto il pay-back dell’investimento – un fatturato nell’ordine dei 70 milioni di euro, corrispondenti a circa 110.000 scooter venduti. I vertici di Piaggio hanno anticipato che nel periodo gennaio-maggio 2010 i ricavi sono cresciuti del 5,8%, pari a 654,1 milioni di euro, rispetto ai 618,5 milioni di euro dell'analogo periodo dello scorso anno.


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Silvano giovedì, 10 giugno 2010

Comunicato Stampa del Codacons

www.codacons.it - BANCA09/06/2010. COMUNICATO STAMPA Codacons ... E' attesa per i prossimi giorni la pronuncia del Tar del Lazio sul ricorso presentato dal Codacons contro la ...
09/06/2010
COMUNICATO STAMPA


BOND ARGENTINA: IL CODACONS CHIEDE DI SOSPENDERE LA PROCEDURA DI SCAMBIO PROPOSTA DALLO STATO ARGENTINO
IL TAR DECIDERA' TRA POCHI GIORNI SUL RICORSO CONTRO LA CONSOB COLPEVOLE DI AVER APPROVATO UNO SCAMBIO "BUFALA'
I RISPARMIATORI NON DEVONO RINUNCIARE ALLA POSSIBILITA' DI RIAVERE TUTTI I SOLDI INVESTITI FACENDO CAUSA DIRETTAMENTE ALLE BANCHE

E' attesa per i prossimi giorni la pronuncia del Tar del Lazio sul ricorso presentato dal Codacons contro la Consob, lo Stato Argentino e la Presidenza del Consiglio in merito all'offerta di scambio proposta a chi sfortunatamente possiede i c.d. tango bond. Le colpe della Consob e della Presidenza del Consiglio, sul fronte della vigilanza del mercato e della tutela degli investitori, sono evidenti, e ampiamente descritte nel ricorso dell'associazione.
La Consob - spiega il Codacons - ha violato il dovere di vigilare sulla trasparenza dei mercati finanziari, sulla correttezza e sulla trasparenza dei comportamenti degli intermediari finanziari, ma anche sulla correttezza delle informazioni che riguardano il mercato, in base a quanto stabilito dal Testo Unico Finanziario. Inoltre, la tutela del risparmio in tutte le sue forme è garantita costituzionalmente ed è pertanto tra i doveri di tutti gli organi dello Stato e soprattutto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L'offerta avanzata dallo Stato argentino poi non rispetta le caratteristiche, previste dal Tuf, per l'appello al pubblico risparmio. Pertanto l'Autorità garante avrebbe dovuto sospendere in via cautelare l'offerta, così come prevede la legge. Il prospetto informativo, autorizzato dalla Consob, appare nullo poichè basato su una condizione meramente potestativa. Non è accettabile, infatti, che la circostanza del pagamento o meno dei titoli esistenti dipenda esclusivamente dalla volontà dell'offerente. La proposta della Repubblica Argentina è inaccettabile, inoltre, perchè non rispetta i criteri di equità di trattamento tra i creditori, non garantisce ai risparmiatori la certezza del conseguimento del titolo scelto, e non rispetta le effettive capacità di rimborso del Paese che mostra allo stato attuale dati economici positivi. "E' inaccettabile che le autorità preposte non forniscano, agli investitori che hanno preso una bufala clamorosa con i tango bond, indicazioni corrette sulla proposta dello Stato argentino e su come debbano comportarsi - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - I risparmiatori devono sapere che anche le banche sono responsabili. Queste hanno consapevolmente venduto prodotti finanziari marci e hanno fatto perdere i risparmi di una vita ai loro clienti. Chi ha acquistato questi titoli deve essere informato circa la possibilità di fare causa alla propria banca, e riavere indietro tutti i soldi persi. Sono già numerose le sentenze dei Tribunali che in tal senso danno ragione agli investitori, disponendo rimborsi integrali'.

n° 3
fdele venerdì, 4 giugno 2010

l'unica vera garanzia un'arma

avevo i titoli e per mia fortuna vendetti ad -18 per cento recuperando 82 su 100,sono truffe legalizzate,il fatto stesso che la consob ammetta tali porcate è vergognoso,poiche le obbligazioni sono contratti veri e propri,ed la definizione è stabilita nel momento della collocazione e non puo variare dopo ed inoltre senza contraddittorio,ma ove la sola parte Argentina decida
tutte le nuove condizioni senza che la controparte abbia chance,ma lo stato italiano,cosa fa per i suoi cittadini!!!e la consob!!!!!!!provate voi piccoli a fallire e poi vedrete cosa vi succede,ma in fondo è giusto che sia
cosi poiche siamo in Italia,un paese ove per una squadra di calcio che fa la coppa campioni si sta 48 ore svegli si riempie le piazze in 120.000 persone si va al bagarino si spende 1200 euro per un biglietto di tale partita,si uccide una persona per un diverbio calcistico,ma se ti rubano
dal c.corrente ti tassano il c/c una tantum,ti frodano con le obbligazioni
all'Italia,Parmalat,Cirio,Argentina etc etc tutti zitti e buoni,che paese di
m---a chi vuol capire capisce è cosi assurdo!!!!!!!

n° 2
marino maronati venerdì, 4 giugno 2010

owner

sti bastardi di argentini che credono di farla franca col loro debito dovrebbero essere puniti su cio' che e' caro!
per esempio se chi fa' default sul debito pubblico viene escluso da qualsiasi manifestazione sportiva vedrai come quelli pagano tutti subito pur di partecipare ai mondiali di calcio! ... se non si puniscono continueranno a farsi e c....acci loro!!
marino
PS: non ho nessuna obb argentina e mai avuta ... mi metto nelle condizioni di quei poveretti che han patito.

n° 1
marino venerdì, 4 giugno 2010

R: owner

Edoardo, poi per cortesia mi spiegheresti come fanno a creare nuovo debito pubblico se non hanno pagato il precedente??? e' una cosa cosi' assurda!!
chi glieli compra? sicuramente posizioni filtrate di soldi altrui!!!
grazie
marino

da

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