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Tango Bond, l'OPS supera il 70%

Lofferta di scambio sui bond andati in default nel 2001 ha raccolto adesioni per un ammontare di 12,86 miliardi di dollari. Superato l'obiettivo del 60%

di Edoardo Fagnani 2 lug 2010 ore 14:13
Gentili lettori,
per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che:
- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.


Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:


Tango bond
La Repubblica Argentina ha comunicato che la seconda offerta di scambio sui bond andati in default nel 2001 ha raccolto adesioni per un ammontare di 12,86 miliardi di dollari, pari al 70,26% dell’ammontare dei titoli oggetto dell’offerta (18,3 miliardi di dollari). Il risultato è stato superiore al target del 60% fissato dal governo argentino. La nota precisa che l’opzione discount ha avuto adesioni per 10,2 miliardi di dollari, mentre per l’opzione par le adesioni sono state pari a 2,65 miliardi.

General Motors – Ford
Il Sole 24 Ore di mercoledì 30 giugno è tornato sulla vicenda relativa al ritorno di General Motors a Wall Street. Il quotidiano finanziario ha riportato la notizia che i vertici del colosso automobilistico statunitense hanno incontrato la comunità finanziaria, presentando le strategie e le linee di sviluppo del gruppo. Nei prossimi anni General Motors punta a crescere nei mercati emergenti, azzerando l’indebitamento, pur con un piano pensione totalmente coperto. Il Sole 24 Ore ha evidenziato che al momento non si conoscono le caratteristiche della possibile IPO del gruppo automobilistico. Le prime indiscrezioni indicano la volontà del Tesoro USA di cedere il 20% del capitale, riducendo la partecipazione al di sotto del 50%.
Ford ha comunicato di aver ridotto di altri 4 miliardi di dollari l’indebitamento della società, in seguito al pagamento effettuato verso il fondo sanitario degli ex dipendenti. Il rimborso è avvenuto interamente in contanti. Considerando anche il pagamento di 3 miliardi di dollari effettuato nel mese di aprile, nel secondo trimestre dell’anno Ford ha ridotto l’indebitamento per una cifra di 7 miliardi, ottenendo un risparmio di interessi per 470 milioni. Al momento il debito di Ford ammonta a 27 miliardi di dollari.
Nel mese di giugno le vendite di autoveicoli di General Motors hanno registrato una crescita del 10,7%, passando da 176.571 unità a 195.380 unità. In forte crescita anche le vendite Ford, balzate del 13,3% a 175.895 unità.

Parmalat
Parmalat ha comunicato che il capitale sociale è cresciuto da 1.728.312.482 azioni a 1.728.394.362 azioni. La variazione è dovuta a seguito del procedimento di accreditamento delle azioni e dei warrant ai creditori di Parmalat.
Mediobanca ha incrementato il prezzo obiettivo sul gruppo di Collecchio, portandolo a 2,4 euro, dai precedenti 2,31 euro, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per l’esercizio in corso. Gli esperti hanno confermato il rating “Outperform” (farà meglio del mercato).

Alitalia
Il Sole 24 Ore di venerdì 2 luglio ha analizzato il bilancio di AirFrance-KLM e ha “scoperto” che la partecipazione detenuta in Alitalia-CAI è stata stimata 188 milioni di euro, il 41% rispetto al valore contabile di 323 milioni di euro. Questo significa che la valutazione dell’intera Alitalia è stimato in 752 milioni di euro, valore che si confronta con gli 1,29 miliardi fissati in occasione dell’ingresso della compagnia aera francese nel capitale del gruppo italiano. Il quotidiano finanziario ha scritto che il budget di Alitalia per il 2010 prevede per il 2010 un perdita vicina ai 200 milioni di euro. L’amministratore delegato della compagnia italiana, Rocco Sabelli, ha dichiarato che a fine maggio Alitalia poteva contare su disponibilità finanziarie nell’ordine dei 500 milioni di euro.
Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha comunicato che sono stati venduti quattro lotti del magazzino tecnico dell’azienda in amministrazione straordinaria.

Snia
L’avvocato Marco Cappelletto è stato nominato Commissario Straordinario di Snia nella procedura di Amministrazione Straordinaria, dichiarata aperta con decreto del Tribunale di Milano il 17 giugno 2010.
Snia ha fornito l’aggiornamento mensile sulla struttura patrimoniale dell’azienda. A fine maggio l’indebitamento netto della società ammontava a 24,9 milioni di euro, in aumento rispetto ai 24,1 milioni del mese precedente.
MF di venerdì 2 luglio ha riportato la notizia che Snia è finita in amministrazione straordinaria. A questo punto si aprono due strade. La ristrutturazione dell’azienda oppure il fallimento.

Piaggio
Il numero uno della società motociclistica, Roberto Colaninno, ha dichiarato di essere soddisfatto dai risultati ottenuti dal gruppo nel primo semestre del 2010. Il manager ha ribadito che il fattore chiave di successo dell’azienda sarà la crescita in Asia.

It Holding
Secondo quanto scritto su MF di martedì 29 giugno Maurizio Borletti e i quattro istituti stranieri obbligazionisti di It Holding sarebbero interessati a rilevare anche il controllo della maison Gianfranco Ferré, dopo aver presentato un’offerta per Ittierre.

Barilla
I vertici di Barilla hanno ribadito l’intenzione di non procedere con la quotazione a Piazza Affari, in quanto il gruppo alimentare vuole restare una società a guida familiare.

Wind
Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa Wind starebbe valutando la cessione della controllata Wind Hellas. La compagnia telefonica greca sarebbe costretta nuovamente a ristrutturare il debito.

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