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Tango bond, in attesa dell'ok della Consob

Il Sole 24 Ore di domenica ha riportato le caratteristiche della nuova offerta di scambio promossa dalla Repubblica Argentina sui titoli andati in default nel 2001

di Edoardo Fagnani 23 apr 2010 ore 15:22
Gentili lettori,
per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che:
- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.


Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:


Tango bond
Il Sole 24 Ore di domenica 18 aprile ha riportato le caratteristiche della nuova offerta di scambio promossa dalla Repubblica Argentina sui titoli andati in default nel 2001. L’operazione prevede due offerte distinte: una per gli investitori istituzionali e una per i piccoli risparmiatori. Entrambe le offerte prevedono il taglio del 66,3% del valore nominale dei bond. La differenza tra le due operazioni riguarda la corresponsione degli interessi, pari all’8,75%, maturati dal 2003. Gli istituzionali otterranno gli interessi tramite un nuovo titolo denominato Global 2017, mentre i piccoli risparmiatori (coloro che hanno investito meno di 50mila dollari) otterranno gli interessi in contanti. La TFArgentina non ha fornito un parere su questa nuova offerta, precisando di aspettare le indicazioni che saranno fornite nel prospetto informativo.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che lunedì 19 aprile il Vice Ministro Giuseppe Vegas ha ricevuto una delegazione di sottoscrittori di bond Argentina. La delegazione ha illustrato al Vice Ministro le problematiche legate alla loro vicenda. Il Vice Ministro ha ribadito che il Governo italiano continuerà a tutelare i risparmiatori italiani.
Secondo quanto scritto su MF di giovedì 22 aprile, che ha riportato quanto segnalato sui quotidiani argentini, all’inizio della prossima settimana la Consob dovrebbe dare il via libera al prospetto informativo per la nuova offerta di scambio sui bond della Repubblica Argentina. Secondo la stampa del paese sudamericano, l’operazione dovrebbe ottenere l’adesione degli investitori istituzionali. In particolare, l’hedge fund statunitense Gramercy ha ufficializzato l’intenzione di portare in adesioni i bond in possesso, pari a 3 miliardi di dollari.

Lehman Brothers
Plus, l’inserto del sabato del quotidiano Il Sole 24 Ore, ha riportato la notizia che Banca Network ha chiuso una transazione con un cliente che aveva investito in una polizza Index Linked, che aveva come sottostante titoli emessi da Lehman Brotehrs. Al risparmiatore, che aveva citato in giudizio la banca ed era assistito dall’avvocato Angelo Castelli di Formia, sarà riconosciuto un rimborso di poco meno di 52mila euro.
Il Sole 24 Ore di sabato 17 aprile ha scritto che l’Airolb, l’associazione che raggruppa 350 sottoscrittori di obbligazioni emesse da Lehman Brothers, avrebbe segnalato all’Antitrust italiano e al corrispettivo europeo il comportamento del consorzio Patti Chiari e delle agenzie di rating in occasione del fallimento del colosso bancario statunitense. Secondo l’associazione, i soggetti in questione avrebbero messo in atto comportamenti lesivi alla concorrenza.

Parmalat
I principali quotidiani di mercoledì 21 aprile hanno riportato le dichiarazioni dell'ex patron di Parmalat, Calisto Tanzi. L'ex numero uno del gruppo di Collecchio, apparso davanti ai giudici della Corte d'Appello di Milano, ha puntato il dito verso le banche, colpevoli a suo dire di averlo fuorviato. Tanzi ha chiesto scusa ai risparmiatori, segnalando che i bond emessi dall’azienda sarebbero dovuti restare in carico alle banche. L'ex manager ha poi avuto parole per l'iter giudiziario, dicendosi incapace di capire perché i processi a carico del gruppo siano così frammentati. Una situazione che nuoce a chi vorrebbe capire cosa sia stata Parmalat e cosa sia davvero successo al gruppo di Collecchio.
La Consob ha comunicato che il 9 aprile UBS ha ridotto la partecipazione detenuta nel capitale della società alimentare, portandola dal 2,106% allo 0,965%. Inoltre, la banca svizzera ha dichiarato di avere una partecipazione potenziale in Parmalat del 2,083%, derivante da contratti di opzione e future da esercitare rispettivamente il 29 aprile e il 21 maggio.

General Motors – Ford
Il Sole 24 Ore di martedì 20 aprile ha riportato la notizia che Opel, la controllata europea di General Motors, ha raggiunto un accordo con i sindacati per la chiusura dello stabilimento di Anversa, in Belgio. In cambio i rappresentanti dei lavoratori hanno ottenuto incentivi fino a un massimo di 144mila euro per ogni lavoratore. Il quotidiano finanziario ha ricordato che General Motors è alla ricerca di un investitore che possa rilevare l’impianto. Nel caso in cui il colosso statunitense non riuscisse nell’intento, lo stabilimento sarebbe chiuso.
L’amministratore delegato di General Motors, Ed Whitcare, si è detto ottimista sul ritorno a Wall Street del colosso automobilistico statunitense. Il manager ha detto di essere al lavoro sulla questione.
MF di giovedì 22 aprile ha scritto che General Motors ha rimborsato in anticipo i 6,7 miliardi di dollari ottenuti dal Tesoro statunitense per salvare il colosso automobilistico. Il quotidiano finanziario ricorda che il Tesoro controlla il 60,8% del capitale di General Motors.

Alitalia
I vertici di Alitalia hanno comunicato che nel primo trimestre del 2010 il tasso di riempimento degli aerei ha superato il 65%, grazie a una crescita del 7% dei passeggeri trasportati. Il management ha anticipato che i primi dati di aprile segnalano un ulteriore miglioramento.
La Repubblica di mercoledì 21 aprile ha pubblicato un’intervista a Rocco Sabelli, amministratore delegato di Alitalia. Il manager ha dichiarato che la compagnia aerea italiana ha resistito meglio alla crisi che ha colpito il settore negli ultimi giorni, a causa delle polveri dovute all’eruzione del vulcano in Islanda. Sabelli ha precisato che l’attività operativa è in linea con i target fissati, che prevedono il pareggio operativo nel 2011. Per l’esercizio in corso il manager prevede una riduzione delle perdite, nonostante l’incremento del costo del carburante e le spese per il rinnovo della flotta.
Secondo un report elaborato dall’AEA, nei primi due mesi del 2010 Alitalia è stata la compagnia aerea europea più puntuale, con un tasso dell’84%.
Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha annunciato la vendita di 4 aerei a Bulgarian Air Charter.

Safilo
Gli analisti di Exane hanno migliorato il giudizio su Safilo, portandolo da “Underperform” (farà peggio del mercato) a “Neutrale”. Sulla stessa lunghezza d’onda gli analisti di Banca Akros, che hanno alzato il prezzo obiettivo sul titolo, portandolo da 0,54 euro a 0,64 euro. Gli esperti ora consigliano l’acquisto delle azioni.

It Holding
It Holding ha pubblicato il Disciplinare relativo alla procedura di cessione della controllata Malo. Il documento prevede che possano manifestare il proprio interesse all’acquisto enti, italiani o esteri, aventi ad oggetto l’esercizio di attività commerciale ovvero di impresa, oltre a persone fisiche che abbiano i requisiti indicati nel Disciplinare. Tali soggetti potranno essere anche legati da accordi o forme di cooperazione. I soggetti interessati devono far pervenire, entro le 18,00 (ora italiana) del 26 aprile 2010, la propria manifestazione di interesse non vincolante, secondo quanto previsto nel Disciplinare, indirizzata ai Commissari Straordinari. A coloro che abbiano correttamente formulato la manifestazione di interesse e firmato e siglato un apposito impegno di riservatezza, sarà consentito - nel periodo dal 30 aprile al 27 maggio 2010 lo svolgimento di un’attività di valutazione dell'azienda. Le offerte vincolanti per l’acquisizione del complesso Aziendale Malo dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12,00 del 3 giugno 2010. Le offerte vincolanti dovranno contenere, tra l’altro, un “Piano di prosecuzione delle attività imprenditoriali” riferito al complesso aziendale Malo.
Plus ha scritto che il fondo di investimento Investitori Associati sarebbe interessato a rilevare il controllo di Ittierre, azienda in amministrazione straordinaria, controllata da It Holding.
Secondo alcune indiscrezioni di stampa, Athena Consorzio sarebbe interessata a presentare un’offerta per Malo.
MF di venerdì 23 aprile ha riportato la notizia che anche il fondo di investimento Opera sarebbe interessata a rilevare il marchio Malo.

Piaggio
L'Assemblea degli Azionisti di Piaggio ha approvato il bilancio di esercizio 2009, chiuso con un utile netto in crescita del 9,4% a 47,4 milioni di euro. L'Assemblea ha deliberato la distribuzione di un dividendo di 0,07 euro per azione.
Gli analisti di Exane hanno migliorato il prezzo obiettivo sulla società motociclistica, portandolo a 2,9 euro.

Snia
Il Sole 24 Ore di domenica 18 aprile ha ricostruito la storia di Snia, che nello scorso secolo in Italia era stato sinonimo di chimica. L’azienda era stata fondata nel 1917, mentre lo scorso 15 aprile il tribunale di Milano ne ha decretato lo stato di insolvenza.
Secondo quanto scritto su MF di martedì 20 aprile, il piano di ristrutturazione di Snia sarebbe stato fermato dai 3 milioni di euro relativi alla quantificazione dei danni ambientali a carico della controllata Caffaro e non inseriti nel piano di ristrutturazione.

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