Tango bond, ecco le ultime novità
Entro la fine della prossima settimana, il governo dell'Argentina potrebbe chiedere alla SEC il via libera per procedere con la nuova offerta di scambio sui bond
di Edoardo Fagnani 30 dic 2009 ore 15:17per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che:
- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.
Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:
Tango Bond
Il Sole 24 Ore di martedì 24 dicembre ha ripreso quanto ha scritto El Cronista. Secondo il quotidiano argentino, entro la fine della prossima settimana, il governo del paese sudamericano potrebbe chiedere alla SEC il via libera per procedere con la nuova offerta di scambio sui bond andati in default nel 2001 e non consegnati nell’operazione effettuata nel 2005. L’offerta coinvolge titoli per un ammontare di 20 miliardi di dollari. Secondo il quotidiano argentino, l’operazione potrebbe partire entro la fine di gennaio.
Secondo quanto riportato dall’agenzia stampa Reuters, il governo argentino punta a chiudere il nuovo scambio di bond con un’adesione del 60% dei titolari delle obbligazioni. Tuttavia, gli analisti ritengono che le adesioni possano arrivare anche all’80%. Gli stessi esperti hanno precisato che alla Repubblica Argentina serve un’adesione superiore al 70% per poter tornare a finanziarsi sul mercato dei capitali.
Risparmio tradito
Il Sole 24 Ore di martedì 29 dicembre ha intervistato Filippo Cavazzuti, il presidente del consorzio Patti Chiari, voluto dai principali istituti di credito per dare informativa sui titoli finanziari. Il presidente ha ribadito che Patti Chiari non fornisce consulenza finanziaria, giustificando la presenza dei bond emessi da Lehman Brothers nella lista dei titoli a basso rischio. Cavazzuti ha precisato, infatti, che fino al momento in cui le agenzie di rating non declassano un emittente, i titoli non possono essere esclusi dalla lista. Il presidente di Patti Chiari è tornato sulla vicenda Lehman Brothers, ricordando che a questo proposito sono solo 15 le cause che hanno coinvolto il consorzio in seguito alla presenza dei bond dell’ex colosso finanziario statunitense nella lista Patti Chiari.
General Motors – Ford
I principali quotidiani di giovedì 24 dicembre hanno riportato la notizia che Ford ha ceduto la controllata Volvo al gruppo cinese Geely. L’operazione sarà perfezionata entro la prima metà del 2010. Non sono stati definiti i termini finanziari dell’operazione, anche se circolano cifre nell’ordine dei 2 miliardi di dollari. Il Sole 24 Ore ha ricordato che dieci anni fa Ford aveva pagato Volvo 6,4 miliardi.
Il Sole 24 Ore di domenica 27 dicembre è ritornato sul contenzioso relativo alle obbligazioni emesse da General Motors, i cui termini di registrazione al passivo erano scaduti a fine novembre. Il quotidiano finanziario ha scritto che il valore dei crediti registrati attraverso gli istituti di credito italiani ammonta a poco più di 1,2 miliardi di dollari. Le due banche italiane più esposte sono Unicredit e IntesaSanpaolo, per un ammontare rispettivamente di 285 milioni e 220 milioni di dollari. Il Sole 24 Ore ha ricordato che l’esposizione complessiva degli istituti europei verso General Motors è quantificabile in 3,2 miliardi di euro. Infine il quotidiano finanziario ha scritto che sul mercato grigio i crediti della compagnia automobilistica vengono scambiato al 20% del loro valore nominale.
Il Sole 24 Ore di mercoledì 30 dicembre ha riportato la notizia che General Motors ha lanciato una massiccia svendita dei modelli Pontiac e Saturn ancora in giacenza nei concessionari e non esclude la possibilità di procedere con un’operazione di questo tipo anche per la controllata svedese SAAB. Il quotidiano finanziario ha scritto che i sindacarti di Opel hanno respinto il piano di riorganizzazione messo a punto da General Motors sulla controllata tedesca. Il progetto prevede esuberi per 9mila lavoratori.
General Motors ha deciso di rinunciare al termine per la vendita della controllata svedese SAAB, termine fissato per il 31 dicembre. I vertici del colosso statunitense hanno ribadito l’intenzione di vendere l’azienda, anche se non escludono soluzioni alternative.
Alitalia
Il Sole 24 Ore di domenica 27 dicembre ha scritto che nel decreto legge mille proroghe è prevista la possibilità di riaprire fino al 31 gennaio del 2010 il termine per convertire le azioni e le obbligazioni emesse da Alitalia in titoli di stato con taglio minimo di mille euro.
Lehman Brothers
I principali quotidiani di mercoledì 30 dicembre hanno riportato la notizia che PWC, il liquidatore delle attività di Lehman Brothers, ha raggiunto un accordo con i creditori dell’ex colosso bancario statunitense, in merito al piano di rimborso relative agli asset europei del gruppo. I creditori potranno recuperare 11 miliardi di dollari dalle attività di Lehman Brothers nell’Unione Europea. I rimborsi prenderanno il via dopo il 19 marzo.
Risanamento
Il Sole 24 Ore di giovedì 24 dicembre ha intervistato il presidente di Risanamento, Vincenzo Mariconda. Il manager ha fatto il punto sulla situazione della società immobiliare, ripercorrendo le tappe che hanno portato al salvataggio dell’azienda. Mariconda ha ricordato l’impegno degli istituto di credito, che hanno messo sul piatto 500 milioni di euro, e l’importante ruolo svolto dalla procura di Milano.
Secondo quanto scritto sul settimanale Il Mondo, il gruppo indiano Zoom Property e la coreana Honua Group sarebbero interessati a rilevare l’area ex Falck di Sesto San Giovanni, al momento gestita da Risanamento.
Snia
Snia ha fornito l’aggiornamento mensile sulla situazione patrimoniale del gruppo. A fine novembre l’indebitamento netto dell’azienda era cresciuto a 24,6 milioni di euro, rispetto ai 23,6 milioni del mese precedente.
Inoltre, Snia ha comunicato che la situazione delle adesioni dei creditori al piano di ristrutturazione dei debiti risulta pari al 97,82% della massa creditoria prevista dal piano. Pertanto, Snia potrà procedere al deposito del ricorso presso il competente Tribunale di Milano solo a seguito della formalizzazione degli ultimi due accordi definitivi. La società prevede di poter presentare il ricorso entro il 15 gennaio 2010.
Safilo
Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 21 dicembre FIL Limited era diventato uno dei maggiori azionisti di Safilo. Il fondo di investimento è accreditato del 2,017% del capitale della società, quota detenuta in gestione del risparmio.
Safilo ha comunicato che le banche finanziatrici hanno concesso una proroga fino al 30 giugno 2010 del pagamento delle rate del finanziamento in scadenza al 31 dicembre 2009 e hanno rinunciato al rispetto dei parametri finanziari al 31 dicembre 2009, previsti dallo stesso finanziamento. Inoltre, Safilo ha ceduto al gruppo olandese HAL le catene di vendita al dettaglio non strategiche che comprendono i negozi Loop Vision in Spagna, Just Spectacles in Australia e quelli in Cina. Il controvalore della cessione è stato determinato in 13,7 milioni di euro.
Barilla
Nel corso di un’intervista rilasciata al Financial Times, il numero uno di Barilla, Pietro Barilla, ha ribadito che la società non si quoterà in Borsa, in quanto ha dimensioni sufficienti per poter operare in maniera autonoma. Barilla ha ribadito la volontà di mantenere la presenza in Germania, nonostante le difficoltà incontrate dopo l’acquisizione di Kamps.
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