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Tango Bond, ancora un risarcimento

I risparmiatori sono stati assistiti da FederConsumatori. L'associazione ha ricordato che eventuali azioni legali vano attivate entro l’autunno

di Edoardo Fagnani 1 apr 2011 ore 13:43
Tango bond
Il Corriere della Sera di mercoledì 30 marzo ha riportato la notizia che il Banco di Brescia è stato condannato a risarcire 70mila euro ad alcuni risparmiatori che avevano investito in obbligazioni emesse dalla Repubblica Argentina e andate in default nel 2001. I risparmiatori sono stati assistiti da FederConsumatori. L'associazione ha ricordato che eventuali azioni legali vano attivate entro l’autunno.

Parmalat
Lactalis ha esercitato la facoltà per la consegna fisica anticipata delle 260.688.000 azioni Parmalat (pari al 15% del capitale del gruppo di Collecchio) sottostanti i tre contratti di scambio azionario, annunciati la scorsa settimana. A seguito di questa operazione, Lactalis detiene una partecipazione effettiva complessiva pari al 28,97% del capitale sociale di Parmalat.
Nel corso di un'intervista rilasciata a Radio 24, Giovanni Tamburi, presidente di Tamburi Investment Partners, ha dichiarato di essere pronto a investire in una cordata italiana, interessata a rilevare il controllo di Parmalat. Secondo Tamburi, 350 milioni di euro sarebbero una cifra possibile per un investimento. Tuttavia, Tamburi avrebbe smentito questa possibilità. I vertici del fondo Clessidra hanno dichiarato che stanno valutando la possibilità di partecipare a una cordata italiana per rilevare il controllo di Parmalat.
I principali quotidiani nel week-end hanno riportato la notizia che la procura di Milano sta indagando su ipotesi di aggiotaggio, nell’ambito dell’operazione che ha permesso a Lactalis di rilevare il 29% del capitale di Parmalat. Anche la Consob ha acceso un faro sull’operazione. I vertici del colosso francese hanno precisato di avere sempre agito con correttezza.
Il Sole 24 Ore di domenica 27 marzo ha dato ampio spazio alla situazione in casa Parmalat. Il quotidiano finanziario ha scritto che il colosso francese Lactalis avrebbe speso circa 1,2 miliardi di euro per rilevare il 29% del capitale del gruppo di Collecchio. Il Sole 24 Ore di sabato 26 marzo ha scritto che su Lactalis Italia gravano debiti per 800 milioni di euro.
Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa, il gruppo Ferrero sarebbe ancora interessato a partecipare a una cordata italiana pronta a rilevare il controllo di Parmalat.
Secondo Il Sole 24 Ore di mercoledì 30 marzo sarebbe allo studio un piano di riserva per evitare che le attività di Parmalat finiscano nelle mani della francese Lactalis. Potrebbe, infatti, prendere corpo l’ipotesi di uno “spezzatino” così strutturata: le attività italiane potrebbero essere rilevare da una cordata italiana composta da IntesaSanpaolo, da alcuni fondi di private equity e dal gruppo industriale Granarolo, mentre Lactalis potrebbe tenersi gli asset internazionali del gruppo di Collecchio.
Il Sole 24 Ore di giovedì 31 marzo ha analizzato le modalità attraverso cui Lactalis si è finanziata per prepararsi alla scalata a Parmalat. Riflettori accesi su un aumento di capitale da un miliardo di euro deliberato nel luglio del 2010 da Nethuns, la holding della famiglia Besnier. Lo stesso quotidiano ha riportato le motivazioni con le quali la Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di carcerazione per l’ex numero uno di Parmalat, Calisto Tanzi. Secondo i giudici, Tanzi non avrebbe manifestato la volontà di espatriare.

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