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Rialzi dei tassi a fine 2010?

Con cadenza periodica (l’ultimo aggiornamento è stato il 24 novembre) proponiamo ai nostri lettori un’analisi sulle aspettative dei mercati finanziari rispetto ai futuri movimenti dei tassi di riferimento da parte delle principali Banche Centrali

di Redazione Soldionline 17 mar 2010 ore 14:06
Articolo a cura di JCAssociati.it

Con cadenza periodica (l’ultimo aggiornamento è stato il 24 novembre) proponiamo ai nostri lettori un’analisi sulle aspettative dei mercati finanziari rispetto ai futuri movimenti dei tassi di riferimento da parte delle principali Banche Centrali, il cui ruolo, lo ricordiamo, è assolutamente rilevante soprattutto in un contesto di incertezza come quello attuale.
Se infatti gli effetti della crisi finanziaria dovessero essere ormai alle spalle (come alcuni indicatori sembrano segnalare), sarà necessario interrompere la politica di “quantitative easing” e le Banche Centrali dovranno procedere invece verso la cosiddetta “exit strategy”; ovvero verso la riduzione di liquidità e l’innalzamento dei tassi di riferimento, riducendo quindi eventuali pressioni inflazionistiche derivanti dalla ripresa economica.
Il timing d’azione però sarà di fondamentale importanza; se questa valutazione infatti dovesse essere errata, l’innalzamento dei tassi di riferimento potrebbe compromettere una ripresa economica già debole, innescando probabilmente uno scenario “giapponese” con crescita bassissima e deflazione.

Per gli investitori obbligazionari è di fondamentale importanza riuscire a prevedere il comportamento delle Banche Centrali al fine di definire la corretta posizione sulla curva dei tassi. L’attuale differenziale (molto ampio) tra tassi a lunga e breve scadenza, può determinare scelte d’investimento molto diverse tra loro, a seconda che in futuro si ritenga che tale differenziale possa aumentare o diminuire.

Come sempre, per identificare le aspettative del mercato relativamente al possibile comportamento delle Banche Centrali, utilizziamo i contratti future su Euribor, Eurodollaro e £ Libor. Questi contratti indicano quale dovrebbe essere il rendimento di un deposito bancario a tre mesi con partenza ad una determinata data futura.
Nelle tre seguenti tabelle riportiamo il rendimento attuale dei contratti future con scadenza trimestrale compresa tra marzo 2010 e marzo 2012 e i rispettivi differenziali coi rendimenti calcolati sei mesi fa.

depositi_euro

depositi_usd

depositi_gbp

Per tutti e tre i mercati, è evidente che le attese di rialzo dei tassi si sono ora concentrate per la parte finale del 2010, confermando uno “slittamento” che va avanti ormai da un anno. A inizio 2009 p.es. ci si attendeva i primi rialzi proprio in questi mesi (cioè a inizio 2010).
E’ inoltre evidente come il differenziale di rendimento sia decisamente negativo sia nel caso della Banca Centrale Europea, sia della Federal Reserve americana sia della Bank of England.
Nel caso della BCE questo slittamento è forse da ricondurre alle difficoltà relative alla crisi derivante dall’eccessivo indebitamento della Grecia, così come di altre numerose economie dell’Eurozona.
Nel caso di USA e (soprattutto) Regno Unito, la diminuzione delle aspettative di rialzo dei tassi di riferimento va soprattutto legato alle difficoltà delle rispettive economie domestiche.
In generale comunque, emerge un massiccio riposizionamento verso uno scenario di in crescita assai più lenta rispetto a quanto si riteneva qualche mese fa. Il mercato dei tassi quindi, non sembra credere molto ad uno scenario di ripresa, che invece appare più plausibile guardando all’andamento dei mercati azionari.
Paradossalmente più le aspettative sui tassi (e quindi i tassi stessi) continueranno a scendere, più questo potrebbe alimentare ulteriori rialzi sui listini azionari. Questa “divergenza” trai i due mercati potrebbe quindi continuare ad aumentare, finché uno dei due mercati sarà costretto a rivedere bruscamente le proprie aspettative e: o i tassi subiranno una brusca impennata, o i listini azionari soffriranno una forte correzione.

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