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Siamo in trappola di liquidità

La maggior parte dei politici oggi si chiede per quale motivo le politiche di allentamento monetario adottate dalla Banca del Giappone e dalla Banca d’Inghilterra dalla Fed e dalla Banca Centrale Europea (BCE) non siano riuscite a incrementare la produzione e le aspettative inflazionistiche

di Redazione Soldionline 12 giu 2012 ore 14:13
Articolo a cura di Andreas Utermann, Global CIO di Allianz GI

La maggior parte dei politici oggi si chiede ossessivamente per quale motivo le politiche di allentamento monetario adottate dalla Banca del Giappone negli ultimi 15 anni e più recentemente dalla Banca d’Inghilterra, dalla Fed e dalla Banca Centrale Europea (BCE) non siano riuscite a incrementare la produzione e le aspettative inflazionistiche. La risposta a questa domanda è che molte economie che fanno parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) sono bloccate in una trappola della liquidità.
Gli economisti Paul Krugman e Michael Woodford hanno condotto un’analisi aggiornata sulla trappola della liquidità e hanno dedotto che la politica monetaria può evitarla creando aspettative inflazionistiche in grado di far scendere i tassi di interesse reali. La definizione di un obiettivo di Pil nominale si fonda su questo concetto; sostanzialmente si tratta di una regola politica che obbliga la banca centrale a definire un obiettivo di inflazione più alto durante le fasi di depressione.

Cosa possiamo aspettarci nei prossimi mesi (e anni) sul fronte politico?
La maggior parte degli osservatori concorda sul fatto che il rischio inflazionistico sia stato sostituito dal rischio di deflazione nell’OCSE, come hanno scritto anche McCulley e Poszar in un recente articolo. Inoltre, l’indebitamento
del settore privato ha iniziato a diminuire solo lentamente in queste economie, mentre il debito del settore pubblico sale rapidamente a seguito dell’assunzione di parte del debito del settore privato (immobiliare, banche) e della riduzione del gettito fiscale (causato dal rallentamento della crescita economica e dall’aumento della disoccupazione).
Le autorità sono in disaccordo sull’approccio politico corretto necessario per uscire dalla trappola della liquidità. Molti (in particolare in Germania ma anche negli Stati Uniti e nel Regno Unito) continuano a invocare l’austerity fiscale in abbinamento a una politica monetaria relativamente accomodante ma vigile.

Altri sostengono che l’unico modo per sfuggire alla trappola della liquidità sia una politica fiscale estremamente accomodante. In un contesto caratterizzato da tassi di crescita costantemente inferiori alla media probabilmente assisteremo a interventi politici su diversi fronti: continuerà la politica dei tassi di interesse intorno allo zero, con tassi di interesse reali negativi (e quindi probabilmente anche tassi di interesse nominali negativi), mentre proseguirà la monetizzazione del debito pubblico su più vasta scala.
Potremmo assistere persino a un indebolimento dell’indipendenza delle banche centrali per consentire l’introduzione di un obiettivo di Pil nominale insieme alla monetizzazione del debito.

L’andamento recente del prezzo dell’oro, che ha perso buona parte dei guadagni dello scorso anno, potrebbe essere il segnale che gli operatori del mercato hanno compreso il rischio di interventi estremi da parte del governo che potrebbe anche bandire il possesso di oro da parte di privati cittadini per impedire l’emergere di una riserva di valore parallela. Comunque la stretta fiscale probabilmente continuerà a tempo indefinito. Più a lungo continuerà la politica dei tassi di interesse pari a zero, maggiori saranno le preoccupazioni degli operatori economici sul futuro, e più difficile sarà convincerli ad assumere un rischio più alto. È tempo di agire. La posizione attuale di Allianz Global Investors privilegia le società globali con una forte rete di distribuzione che pagano un dividendo e privilegiano l’esposizione su valute non OCSE e in obbligazioni cinesi.
Tutti gli articoli su: bce , fed
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