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Quale futuro per Parmalat?

I fondi azionisti consigliano di sfruttare la liquidità per staccare un dividendo , mentre i sindacati suggeriscono di finanziare acquisizioni

di Edoardo Fagnani 3 dic 2010 ore 13:56
Gentili lettori,
per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che:
- la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default;
- la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni;
- la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia.



Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso:


Parmalat
CorrierEconomia, l’inserto del lunedì del Corriere della era, ha dedicato ampio spazio alle future strategie di Parmalat, con il numero uno, Enrico Bondi, che punta a ottenere il terzo mandato alla guida dell’azienda. Il gruppo di Collecchio può sempre contare su una ricca cassa. I fondi azionisti della società consigliano di sfruttare la liquidità per staccare un dividendo straordinario, mentre i sindacati suggeriscono di utilizzarla per finanziare acquisizioni.
Nel corso del processo in corso a Milano agli istituti stranieri per il crack Parmalat, il pubblico ministero, Francesco Greco, ha evidenziato che il procedimento aiuta a capire i rapporti esistenti tra banche e imprese. Il pubblico ministero ha ribadito l’ipotesi che gli istituti di credito siano corresponsabili nel fallimento di Parmalat. 
Parmalat ha comunicato che, in seguito al procedimento di accreditamento delle azioni e dei warrant ai creditori del gruppo di Collecchio, il capitale sociale è cresciuto da 1.732.806.471 azioni a 1.732.867.403 azioni. La modifica è datata 25 novembre.

Tango Bond
Il Corriere della Sera di venerdì 3 dicembre ha scritto che gli istituti italiani hanno sbloccato i bond della Repubblica Argentina emessi in occasione della seconda operazione di scambio con i titoli andati in default nel 2001. Il quotidiano ha evidenziato che i bond sono stati accreditati sui conti degli obbligazionisti italiani, retrodatando l’operazione al 24 settembre.

Risparmio tradito
il Sole 24 Ore di martedì 30 novembre ha riportato la notizia che l’antitrust starebbe valutando il comportamento del consorzio Patti Chiari, in occasione del crack di Lehman Brothers. L’organo di vigilanza, infatti, avrebbe chiesto alle banche di dettagliare l’esposizione verso l’ex colosso bancario statunitense nei due anni precedenti al default e sulla quantità dei titoli venduti ai clienti. L’antitrust vuole capire se le banche aderenti al consorzio abbiano venduto i titoli in modo da limitare le perdite. Il quotidiano finanziario ha ricordato che i bond emessi da Lehman Brothers erano presenti nell’elenco dei titoli a basso rischio anche poco prima del fallimento della banca. 

Lehman Brothers
Jp Morgan ha fatto causa a Lehman Brothers, accusando l’ex colosso finanziario statunitense di averla convinta a prestare 70 miliardi di dollari, poco prima del crack della banca. Jp Morgan si aspettava di essere rimborsata dopo la vendita della divisione brokeraggio a Barclays. Inoltre, il giorno del fallimento di Lehman Brothers, la stessa Jp Morgan si è trovata in portafoglio 25 miliardi di dollari di prestiti garantiti da attività tossiche.
Il Sole 24 Ore di giovedì 2 dicembre ha scritto che in Belgio Citigroup è stata multata per aver venduto titoli e prodotti finanziari emessi da Lehman Brothers poco prima del crack dell’ex colosso bancario statunitense. L’ammenda è di 165mila euro, mentre Citigroup ha venduto titoli Lehman Brothers per un ammontare di 128 milioni.

General Motors – Ford
Nel mese di novembre le immatricolazioni di General Motors negli Stati Uniti sono state pari a 168,704 unità, in aumento del 21% rispetto allo stesso mese del 2009. Molto bene anche Ford, che ha registrato un incremento delle vendite del 24% a 147.338 vetture. Da inizio anno le vendite di Ford hanno registrato una crescita del 21%.
Il Sole 24 Ore di giovedì 2 dicembre ha riportato la notizia che entro la fine del mese General Motors rimborserà una linea di credito per un ammontare di un miliardo di euro.
La scorsa settimana S&P Equity ha iniziato la copertura su General Motors con un prezzo obiettivo di 36 dollari e un giudizio “Hold” (mantenere). Gli esperti prevedono che il colosso automobilistico possa realizzare un utile per azione di 2,78 dollari nell’esercizio in corso.
Fiat e Opel, la controllata europea di General Motors, hanno concluso le trattative e firmato un accordo nell’ambito del quale Fiat fornirà veicoli a Opel a partire da dicembre 2011. I veicoli, basati sulla stessa piattaforma dei modelli Fiat Doblò, saranno prodotti nello stabilimento Tofas a Bursa in Turchia.
Ford prevede un andamento record delle vendite del gruppo in Cina nell’esercizio in corso. 

Alitalia
L’amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli, ha ribadito l’obiettivo di chiudere il 2010 con una perdita operativa dimezzata rispetto al rosso di 274 milioni di euro registrato lo scorso anno. Il manager ha segnalato un rallentamento sul mercato italiano nei mesi di ottobre e novembre, anche se la quota di mercato è cresciuta. Sabelli ha precisato che un’eventuale integrazione con AirFrance-KLM non è all’ordine del giorno, mentre è fiducioso di poter risolvere in bonis la controversia relativa ai 17 milioni di euro debiti vantati da SEA nei confronti della vecchia AirOne.

Safilo
Citigroup ha incrementato il target price di Safilo, portandolo da 9,5 euro a 13 euro, in seguito al miglioramento delle stime sulla redditività per il triennio 2010/2012. Gli esperti hanno confermato il rating “Hold” (mantenere).

Piaggio
Piaggio ha comunicato che nel mese di novembre la quota di mercato del gruppo in Italia nel segmento delle due ruote è cresciuta al 35%, rispetto al 31,9% dello stesso periodo del 2009. Secondo i vertici dell’azienda, questo risultato è stato ottenuto grazie all’ottimo andamento registrato nel comparto degli scooter.

Wind
I vertici del gruppo telefonico russo Vimpelcom puntano a chiudere l’acquisizione di Weather Investments, la holding che controlla Wind, entro la prima metà del 2011.

Snia
Il Mondo, rispondendo alla domanda di un obbligazionista Snia, ha dettagliato le modalità per instaurarsi al passivo dell’azienda e cercare di recuperare parte dell’investimento.


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