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Prospettive dei mercati nel secondo semestre. Qual è lo scenario italiano?

Crisi dell’euro, motori della crescita giù di giri e mercati dominati dalla politica: ecco i fattori che caratterizzeranno la seconda metà dell’anno

di Redazione Soldionline 26 giu 2012 ore 15:19
Articolo a cura di Banca Julius Baer & Co. SA

L’ombra della crisi dell’euro si sta allungando sempre più sull’economia globale e ha raggiunto anche i mercati in crescita che finora avevano trainato l’espansione. La situazione aggrava le difficoltà economiche dell’Italia poiché all’inasprimento delle condizioni del credito si accompagnano forti segnali di stretta creditizia. Alla luce di scenari d’investimento quanto mai estremi, gli analisti di Julius Baer raccomandano agli investitori di concentrarsi sulle strategie di trading a breve termine, adottando un atteggiamento attendista o allocando solo in titoli di qualità.

Italia: le riforme strutturali mettono alla prova la capacità di resistenza, soprattutto in un contesto di austerità
Le riforme sulle pensioni e le tasse sono ormai state varate, mentre quella del mercato del lavoro è in dirittura d’arrivo, ma i loro effetti si paleseranno per lo più con un notevole scarto temporale. Il primo ministro del governo tecnico, Monti, porta avanti un discorso in cui l’impegno nazionale deve essere affiancato dagli sforzi compiuti a livello dell’eurozona, ovvero ampie riforme strutturali e disciplina fiscale a lungo termine associate a programmi sovranazionali a favore della crescita. Al momento l’economia italiana continua a risentire della rigidità del mercato occupazionale, con le sue regole severe per i licenziamenti e barriere elevate all’ingresso dei giovani e un conseguente aumento del tasso di disoccupazione nella popolazione di fascia inferiore ai 25 anni. L’incertezza che pervade la gestione della crisi del debito dell’eurozona non fa che esacerbare la situazione. Si esita a investire e l’inasprimento delle condizioni del credito produce forti segnali di stretta creditizia. Ovviamente questo malessere economico ostacola il raggiungimento dei requisiti di bilancio concordati. Secondo Christian Gattiker, Capo strategia e ricerca di Julius Baer, «qualche barlume di speranza potrebbe venire dal calo del prezzo del petrolio e dall’indebolimento dell’euro nei prossimi mesi, uniti ad una politica monetaria della BCE ancora più espansionista».

Eurozona: l’anello più debole nella catena dell’economia mondiale e probabilmente la principale fonte di pericolo per l’attività congiunturale globale
Nel secondo trimestre 2012 vaste aree della periferia meridionale dell’eurozona si sono completamente staccate dall’economia mondiale e sono scivolate in una profonda recessione, aggiungendo una nuova dimensione alla crisi istituzionale a Bruxelles e alle difficoltà incontrate sul fronte della fiducia nell’euro: banche stracariche di prestiti in sofferenza sono alla vana ricerca di sostegno da parte dei governi nazionali fortemente indebitati e in bilico, e sperano allo stesso tempo in un aiuto immediato dal fondo di salvataggio o direttamente dalla BCE. Secondo gli analisti di Julius Baer, solo l’intervento dell’istituto centrale europeo consentirà ai mercati dei capitali di evitare un crollo in stile Lehman, persino se la Grecia dovesse uscire dall’euro. I finanziamenti illimitati concessi dalla BCE vanno quindi nella giusta direzione.

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