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Pictet ribilancia la strategia

I gestori mantengono un peso maggiore nel settore informatico e sugli industriali, a cui si aggiungono le società attive nel settore farmaceutico

di Edoardo Fagnani 16 feb 2010 ore 16:55
Qualche piccola modifica alla strategia di investimento di Pictet a gennaio.

Da un estratto della “Nota di Strategia di Pictet Funds” datata 10 febbraio 2010, Andrea Delitala e Marco Piersimoni, Investment Advisory di Pictet Funds, hanno evidenziato che “il 2010 si annuncia subito complesso”. Secondo gli esperti “il ritorno della volatilità sui mercati è riconducibile ad azioni di policy, dalla stretta cinese sul credito alla maggiore severità dell’amministrazione Obama verso le banche e, soprattutto, alle apprensioni sulle dinamiche del debito governativo di vari paesi, in particolare quelli europei a partire dalla Grecia”. Tuttavia, i due gestori non ritengono questi elementi di gravità tale da rovesciare il quadro fondamentale, che resta ancora favorevole alle attività rischiose.
Secondo Delitala e Piersimoni “se la percezione del rischio PIGs, vale a dire Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna e i comportamenti correlati, sono destinati a rientrare spontaneamente o grazie al soccorso comunitario si può tatticamente comprare azioni Europee o vendere Bund e dollari, nelle fasi di alta tensione”. “Alternativamente abbiamo suggerito una diluizione del problema attraverso diversificazione nel paniere di titoli governativi di tutta l’area Euro”, hanno aggiunto i due gestori.

Scendendo più nel dettaglio della propria strategia di investimento, in questo mese Andrea Delitala e Marco Piersimoni hanno deciso di limitare l’esposizione azionaria sul settore finanziario, materiali di base e commodities e ai mercati emergenti, in seguito ai fattori di criticità emersi nel mese di gennaio. Di conseguenza, il peso dell’azionario è di poco sotto il benchmark.
A livello settoriale, i due gestori mantengono un peso maggiore nel settore informatico e sugli industriali, a cui si aggiungono le società attive nel settore farmaceutico. Al contrario, restano sottopesati il settore dei beni voluttuari, quello finanziario, delle telecomunicazioni e delle utilities.
A livello geografico tutte le aree restano neutrali, ad eccezione di Europa e Nord America, dove i due gestori consigliano un maggiore peso.

A livello obbligazionario, Delitala e Piersimoni hanno evidenziato che le obbligazioni governative resteranno sottopesate rispetto alle altre classi di attività, mentre restano sovrappesati sul Debito dei Paesi Emergenti (in valuta locale o forte, abbinato a monetario in valute).
I due gestori restano neutrali sui titoli indicizzati all’inflazione (20% del reddito fisso) e sulle obbligazioni societarie non speculative.

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