Pictet non cambia la strategia
Secondo i gestori, i mercati azionari hanno attraversato il passaggio dell’anno indenni da turbolenze raggiungendo nuovi massimi su tutti i listini
di Edoardo Fagnani 22 gen 2010 ore 17:03Da un estratto della “Nota di Strategia di Pictet Funds” datata 15 gennaio 2010, Andrea Delitala e Marco Piersimoni, Investment Advisory di Pictet Funds, hanno evidenziato che “nel complesso la convalescenza dell’economia americana in questa fase appare solida ancorché non rapida”. Se da una parte nel mese di dicembre vi è stata un’ulteriore perdita di 88mila occupati negli Stati Uniti, dall’altra c’è stato un insieme di dati incoraggianti, relativi sia all’economia reale sia allo stesso mercato del lavoro.
Delitala e Piersimoni ritengono che le forze deflazionistiche di tipo economico e finanziario saranno all’opera, come indicano svariati elementi, come la diminuzione degli aggregati creditizi. Tuttavia, secondo i gestori, “il quadro pericolosamente deflattivo generato da una catena di fallimenti o nazionalizzazioni tra gli intermediari finanziari sistemici e dalla spirale negativa degli asset finanziari appare oramai definitivamente scongiurato”.
Delitala e Piersimoni hanno ricordato che uno dei passaggi cruciali che attendono i mercati finanziari è quello relativo al ritiro delle misure straordinarie di politica monetaria adottate delle Banche Centrali per arginare la crisi finanziaria. I due gestori di Pictet ritengono che i mercati scontino probabilità di rialzo dei tassi identiche per Stati Uniti e zona euro, vale a dire lo 0,5% a partire da fine estate.
Scendendo più nel dettaglio della propria strategia di investimento, in questo mese Andrea Delitala e Marco Piersimoni hanno deciso, quindi, di non modificare l’esposizione nel segmento azionario.
A livello settoriale, i due gestori mantengono un peso maggiore nel settore informatico, nell’energia, nei materiali di base e sugli industriali, mentre restano sottopesati il settore dei beni voluttuari, quello finanziario, delle telecomunicazioni e delle utilities. A livello geografico tutte le aree restano neutrali, ad eccezione di Europa e Nord America, dove i due gestori hanno un’indicazione di sovrappesare. Secondo Andrea Delitala e Marco Piersimoni, “I mercati azionari hanno attraversato il passaggio dell’anno indenni da turbolenze raggiungendo nuovi massimi su tutti i listini”. Di conseguenza i due gestori ritengono che solo dall’attività azionaria sarà possibile ricavare rendimenti vicini alla doppia cifra nel 2010. Senza dimenticare che il profilo rischio rendimento sarà inevitabilmente meno invitante di quanto avvenuto l’anno scorso.
A livello obbligazionario, Delitala e Piersimoni hanno evidenziato che “i titoli governativi pur tornati vicini al loro giusto valore sono dunque esposti a più di una minaccia, per cui il rischio tasso deve essere contenuto strategicamente e semmai sfruttato tatticamente”.
Delitalia e Piersimoni hanno mantenuto la quota strategica di titoli indicizzati all’inflazione (20% del reddito fisso), quale assicurazione contro errori di politica monetaria. I due gestori si aspettano un buon contributo in termine di rendimento corrente dalle obbligazioni aziendali non speculative e dai bond dei Paesi Emergenti in valute forti. Delitalia e Piersimoni hanno ricordato di aver introdotto in autunno le valute dei Paesi Emergenti, che stanno iniziando a dare frutti effettivi dopo quelli “spuri” di fine 2009 connessi più che altro al rafforzamento del dollaro. Infine i due gestori hanno ribadito di togliere un po’di copertura sull’investimento in dollari.
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