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Pictet cambia l’azionario

Secondo i gestori Andrea Delitala e Marco Piersimoni, varrebbe la pena una scommessa sul dollaro. Modifiche minime in questo mese nel comparto obbligazionario

di Edoardo Fagnani 14 dic 2009 ore 11:49
Nel mese di dicembre la strategia di investimento di Pictet ha subito una piccola modifica, con riferimento alla parte azionaria.
Da un estratto della “Nota di Strategia di Pictet Funds” datata 10 dicembre 2009, Andrea Delitala e Marco Piersimoni, Investment Advisory di Pictet Funds, hanno evidenziato che nel mese di novembre ha sorpreso in positivo il dato sull’occupazione negli Stati Uniti, evidenziando una distruzione minima di posti di lavoro. Secondo i gestori “l’insieme dei dati sul mercato del lavoro autorizza a sperare in un arresto dell’emorragia per l’inizio del 2010 e una stabilizzazione della disoccupazione entro metà anno”.
Delitala e Piersimoni hanno fornito la propria opinione sulla crisi di Dubai, evidenziando che all’interno della zona euro “sono tornati ad ampliarsi i differenziali di rendimento, in particolare per Grecia e Irlanda e, in minor misura, per l’Italia”. Secondo i due gestori “l’Italia pur con il suo debito pubblico tradizionalmente elevato in rapporto al PIL è meno vulnerabile di Paesi in cui il debito bancario e privato rappresentano una minaccia per le finanze pubbliche”.

Scendendo più nel dettaglio della propria strategia di investimento, in questo mese Andrea Delitala e Marco Piersimoni hanno deciso di limare l’esposizione nel segmento azionario.
A livello settoriale, i due gestori mantengono un peso maggiore nel settore informatico, mentre resta sottopesato il settore dei beni voluttuari. A livello geografico tutte le aree restano neutrali. Tuttavia, secondo Andrea Delitala e Marco Piersimoni, varrebbe la pena una scommessa sul dollaro. “Considerando l’intera area geografica e valutaria del dollaro, è opportuno iniziare a utilizzare prodotti azionari esposti all’area dollaro e in dollari, pertanto non più coperti dal rischio di cambio come suggerito finora, siano essi geografici, tematici o settoriali”. I due gestori fanno notare che “la borsa statunitense tende a performare bene in presenza di un dollaro forte. In particolare, gli Stati Uniti iniziano a performare meglio dei listini mondiali prima del trend di rafforzamento del dollaro”.

Modifiche minime in questo mese nel comparto obbligazionario, dopo la scelta dei mesi scorsi di ridurre il peso dei titoli di stato con scadenze lunghe e dei bond societari.
Delitalia e Piersimoni hanno mantenuto la quota strategica di titoli indicizzati all’inflazione (20% del reddito fisso) e il debito dei Paesi Emergenti in valute forti e hanno aumentato la quota di valute dei Paesi Emergenti “il cui apprezzamento, per quanto frenato dalle autorità locali, è giustificato dai fondamentali e invocato dal FMI che per questa via auspica il riequilibrio della crescita globale”.

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