Per S&P in 75 rischiano il taglio di rating
Secondo l’agenzia di rating, il picco dei default dovrebbe essere stato toccato nel terzo trimestre del 2009, mentre dovrebbe stabilizzarsi nei prossimi trimestri
di Edoardo Fagnani 17 dic 2009 ore 15:15Guy Deslondes, responsabile per l’agenzia di rating nel settore Telecom, Media e Informatico, ha iniziato l’analisi partendo dall’attuale scenario a livello europeo, precisando che l’Italia non ha fatto eccezione al trend continentale.
Secondo l’analista, il picco dei default dovrebbe essere stato toccato nel terzo trimestre del 2009, mentre dovrebbe stabilizzarsi nei prossimi trimestri. Deslondes non esclude uno scenario simile a quello registrato nel corso della recessione del 2001.
Di conseguenza, per l’analista l peggio dovrebbe essere alle spalle. Secondo Guy Deslondes lo scenario più probabile è quello di una stabilizzazione nel primo semestre, per un ritorno a una crescita, seppure minima, a partire dal terzo trimestre. Tuttavia, il merito di credito nel settore industriale potrebbe deteriorarsi, in seguito alle prospettive di una lenta ripresa economica nel 2010.
L’agenzia di rating ha segnalato che nel 2010 potrebbe esserci un rischio di insolvenza per circa 55-75 società industriali europee, attualmente caratterizzate da un rating speculativo sul debito. Secondo S&P il tasso di insolvenza nel 2010 dovrebbe restare superiore al doppio della media storica, in seguito alla lentezza della ripresa economica, che dovrebbe penalizzare le aziende caratterizzate da margini risicati e livello di debito elevato.
L’agenzia di rating non esclude che, se lo scenario di base non dovesse reggere, è possibile aspettarsi azioni importanti sui rating delle società industriali europee.
Più nel dettaglio, secondo Guy Deslondes soffriranno quei settori che sono stati già penalizzati nel 2009, in particolare i comparti consumer (a causa di un previsto aumento della disoccupazione) e quelli capital intensive, che dovrebbero risentire di una persistenza di volumi deboli. Al contrario, i difensivi non dovrebbero subire un peggioramento del merito del credito, che dovrebbe confermarsi a livello non speculativo.
Guy Deslondes ha assegnato una nota di merito per il settore farmaceutico, fino ad oggi immune alla recessione.
Utilities e telecomunicazioni, invece, stanno mostrando una forte resistenza, anche se risentono dalla contrazione dei volumi. A questo proposito, S&P ha segnalato la riduzione dei programmi di spesa in conto capitale, dividendi e riacquisto di azioni proprie.
Infine, Deslondes ha evidenziato che settori a ciclo lungo quali infrastrutture, energia e sanità stanno tenendo meglio.
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stime 2010
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