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Parmalat, tutti la vogliono!

Lactalis ha acquisito una quota pari al 11,42% del capitale di Parmalat. Il colosso francese intende perseguire lo sviluppo di un progetto industriale di lungo periodo

di Edoardo Fagnani 18 mar 2011 ore 13:39
Parmalat
Il gruppo di investitori di lungo termine, costituito da Skagen, Mackenzie Financial Corporation, Zenit Asset Management, i quali detengono direttamente o indirettamente il 15,3% delle azioni di Parmalat, ha individuato i candidati della lista per l’elezione del Consiglio di Amministrazione di Parmalat che verrà presentata e votata alla prossima assemblea degli azionisti della società. Rainer Masera verrà proposto per la carica di presidente del Consiglio di Amministrazione e Massimo Rossi per la carica di vice presidente e amministratore delegato.
A sua volta, IntesaSanpaolo (azionista di Parmalat con il 2,15% del capitale sociale), come già anticipato dal suo amministratore delegato Corrado Passera, ha presentato una lista di candidati al consiglio di amministrazione e una lista di candidati al collegio sindacale di Parmalat, in vista del rinnovo di tali organi sociali che avrà luogo in occasione dell’assemblea ordinaria convocata per il giorno 12 aprile 2011 in prima convocazione e per il giorno 14 aprile 2011 in seconda convocazione. L’istituto ha confermato la fiducia a Enrico Bondi.
Inoltre, Lactalis ha comunicato di aver costituito una posizione complessiva pari al 11,42% del capitale sociale di Parmalat, in parte diretta ed in parte sottostante ad un contratto di scambio azionario. Con questa operazione il colosso francese intende perseguire lo sviluppo di un progetto industriale di lungo periodo, diventando azionista industriale di riferimento di Parmalat. Lactalis intende contribuire all’espansione di Parmalat e dei suoi marchi, sia in Italia sia a livello internazionale, anche attraverso acquisizioni strategiche. Il colosso francese non ha escluso la volontà di incrementare la propria partecipazione in Parmalat ma non intende raggiungere una partecipazione rilevante per il lancio di un'offerta pubblica di acquisto obbligatoria. Infine, Lactalis intende presentare una lista di candidati per la nomina di amministratori e sindaci all’assemblea di Parmalat.
Il Sole 24 Ore di venerdì 18 marzo ha riportato le dichiarazioni del presidente di Granarolo, Gianpiero Calzorari. Il manager si è mostrato scettico in merito alla costituzione di una cordata con Lactalis per rilevare il controllo di Parmalat.
Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di domenica 13 marzo la brasiliana Lacteos sarebbe vicina a un’alleanza con Parmalat. L’accordo sarebbe di natura commerciale,anche se non è esclusa un’intesa strategica. I vertici del gruppo brasiliano non hanno voluto commentare questa ipotesi.
Il Sole 24 Ore di martedì 15 marzo ha riportato le dichiarazioni di Massimo Rossi, il manager di scuola svedese che i fondi esteri vorrebbero alla guida di Parmalat al posto di Enrico Bondi. Il manager, che nella prossima assemblea del 14 aprile potrebbe raccogliere fino al 20% del capitale votante, entrerebbe eventualmente in carica a settembre. Rossi porrà tra le priorità il dossier Granarolo, che "va affrontato una volta per tutte".
Sempre Il Sole 24 Ore di martedì 15 marzo ha riportato le motivazioni della sentenza del tribunale di Parma, che ha condannato l’ex numero uno di Parmalat, Calisto Tanzi, a 18 anni di carcere. Secondo i magistrati, il crack del gruppo è il risultato di un sistema di falsi contabili, portato avanti per diversi anni.
Secondo MF di martedì 15 marzo l'obiettivo dei fondi azionisti di Parmalat è quello di portare la società di Collecchio tra i primi 5 operatori al mondo nel giro di 5 o 6 anni, dal 12esimo posto occupato in questi mesi. Il primo obiettivo è quello di rilanciare il marchio in Italia, anche attraverso mirate politiche di marketing e la scelta di prodotti di nicchia. Poi sarà la volta della crescita esterna.
Secondo MF di mercoledì 16 marzo sta entrando nel vivo l'ipotesi di una cordata italiana per Parmalat. Una cordata che avrebbe in IntesaSanpaolo una protagonista e che si formerebbe intorno all'integrazione tra la società di Collecchio e Granarolo, di cui la banca di Corrado Passera ha il 20% del capitale. Pronti ad entrare nell'operazione i fondi Mackenzie, Skagen e Zenit.
Gli analisti di Nomura hanno alzato da 1,9 euro a 2,05 euro il target price sulla società alimentare, in seguito al miglioramento delle stime sulla redditività per l’esercizio in corso. Tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio. Gli analisti di Intermonte, invece, hanno tagliato da 2,5 euro a 2,2 euro il target price su Parmalat e hanno peggiorato ad “Underperform” (farà peggio del mercato).
Parmalat ha comunicato che, in seguito al procedimento di accreditamento delle azioni e dei warrant ai creditori del gruppo di Collecchio, il capitale sociale è cresciuto da 1.735.386.326 azioni a 1.737.925.715 azioni. La modifica è datata 16 marzo.

Commenti dal 1 al 1
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pippo sabato, 19 marzo 2011

Unione Europea

Non ci devono essere barricate per società dell'Unione Europea

Al più presto dichiarazione dei redditi dell'UE e divisione dei tributi tra Unione , paese membro, regione e comune. Non importa chi sia il proprietario se c'è lavoro e buoni prodotti per i cittadini.

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