Parmalat, le proposte dei fondi
Il patto tra MacKenzie, Skagen e Zenit candida alla presidenza l'ex presidente di SanPaolo Imi, Rainer Masera, mentre Massimo Rossi occuperebbe la poltrona di ad
di Edoardo Fagnani 11 mar 2011 ore 13:23I principali quotidiani di giovedì 10 marzo hanno riportato i nomi dei candidati dei fondi per la composizione del consiglio d'amministrazione di Parmalat. Il patto tra MacKenzie, Skagen e Zenit candida alla presidenza l'ex presidente di SanPaolo Imi, Rainer Masera, mentre Massimo Rossi occuperebbe la poltrona di amministratore delegato. Nel frattempo si starebbero muovendo anche i brasiliani di Lacteos e i transalpini di Lactalis. In particolare la società francese, che già controlla in Italia la Galbani, starebbe cercando basi e appoggi istituzionali per portare avanti il suo progetto di integrazione della società di Collecchio.
Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di sabato 5 marzo il gruppo brasiliano Lacteos potrebbe proporre un’Opa carta contro carta su Parmalat, con l’obiettivo di integrare le due aziende. Il colosso sudamericano avrebbe dato mandato a Banca Leonardo per sostenerla in questa operazione.
Il Sole 24 Ore di domenica 6 marzo ha dato ampio spazio all’attuale situazione di Parmalat. Il quotidiano finanziario ha ricordato che per alcuni ex obbligazionisti del gruppo di Collecchio il tasso di recupero è stato pari al 60% dell’investimento iniziale, mentre le percentuali più basse si aggirano intorno al 25%.
Il fondo Charme ha deciso di non procedere a un eventuale investimento in Parmalat, a causa dei tempi stretti a disposizione per la valutazione dell’operazione.
Gli esperti di Evolution Sec. hanno migliorato il target price sul gruppo di Collecchio, portandolo da 2,1 euro a 2,55 euro. Gli analisti ora consigliano di aggiungere le azioni in portafoglio. Il precedente giudizio era “Hold” (mantenere).
Il Sole 24 Ore di venerdì 11 marzo ripercorre la storia di Lacteos, la società brasiliana che potrebbe rilevare il controllo di Parmalat. Secondo quanto scritto sul quotidiano finanziario, il gruppo sudamericano è legato a doppio filo con l’azienda di Collecchio, attraverso la cessione di Parmalat Brasil, avvenuta nel 2006 a prezzi di saldo.
Nello spazio dedicato alle risposte ai quesiti dei lettori, il settimanale Il Mondo è tornato a parlare della class action americana su Parmalat. Un'azione che ha di fatto estromesso i tutti quelli che non erano azionisti statunitensi di Parmalat ai tempi del crack. Così gli azionisti extra americani e tutti gli obbligazionisti sono stati costretti ad accontentarsi delle somme messe a disposizione da Bnl, Crédit Suisse e dalla nuova Parmalat. Somme, però, decisamente deludenti: nel caso del lettore in questione poco meno di 215 euro su un investimento di 17.450 euro.
Alitalia
Alitalia ha raggiunto un accordo con i sindacati che prevede il ricorso alla cassa integrazione per 700 dipendenti.
Secondo quanto dichiarato dal presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, la compagnia aerea non ha intenzione di rivedere i suoi obiettivi, nonostante l’incremento del prezzo del petrolio, che andrà a impattare sul costo del carburante.
General Motors – Ford
Il Sole 24 Ore di sabato 5 marzo ha riportato la notizia che i creditori di General Motors hanno approvato il piano di ristrutturazione dell’azienda, con una maggioranza dell’86%. È stato decisivo il voto favorevole degli obbligazionisti. Il quotidiano finanziario ha ricordato che ora deve arrivare il via libera del tribunale, per poi passare alla fase di rimborsi. Il Sole 24 Ore ha precisato che il tasso di recupero non è stato ancora definito, anche se le prime stime indicano crediti per 37 miliardi di dollari rispetto ad attività per 11 miliardi.
Il Sole 24 Ore di domenica 6 marzo ha riportato le indicazioni dei vertici di General Motors in merito a Opel. Secondo il colosso statunitense la controllata europea è in anticipo rispetto ai target del piano industriale. General Motors prevede di arrivare al pareggio già nell’esercizio in corso, escludendo i costi di ristrutturazione.
Il responsabile finanziario di General Motors, Chris Liddell, ha rassegnato le sue dimissioni dalla carica a decorrere dal prossimo 1° aprile. Il successore di Chris Liddell, nella società di Detroit da inizio 2010 e traghettatore del gruppo in Borsa, sarà Dan Ammann, 38 anni, attuale vice presidente di General Motors.
CorrierEconomia, l'inserto del lunedì del Corriere della Sera, ha presentato la strategia che Ford vuole mettere in atto per "sbaragliare" gli avversari. Il suo amministratore delegato, Alan Mulally, vuole fare del gruppo un'azienda high-tech tramite lo sviluppo di alcune app come Sync, il sistema di comunicazione e intrattenimento presentato nei giorni scorsi che permetterà di soccorrere le vittime di un incidente tramite il lancio di una richiesta d'aiuto localizzata tramite un Gps, attivare un navigatore, telefonare, cambiare le stazioni radio, scegliere brani dall'iPod o dettare messaggi su Twitter. Le Ford che hanno a bordo questo sistema sono già 3 milioni.
Cirio
Il Giornale di sabato 5 marzo ha riportato la notizia che l’amministrazione straordinaria di Cirio ha richiesto un risarcimento di oltre 1,9 miliardi di euro agli imputati coinvolti nel crack della società alimentare, compreso l’ex numero uno, Sergio Cragnotti. La richiesta maggiore, avanzata nei confronti della ex Banca di Roma, è pari a circa 1,3 miliardi.
La Veggia
Nello spazio dedicato alle risposte ai quesiti dei lettori, il settimanale Il Mondo ha comunicato che ci sono ancora molte ombre sulle sorti delle obbligazioni La Veggia. Dopo che il Trustee si è opposto al piano di ristrutturazione del bond (che prevede la conversione in azioni) sembra che agli obbligazionisti non resti che valutare se intraprendere azioni nei confronti dell'operato degli intermediari che hanno ceduto loro le obbligazioni.
Cerruti
Nello spazio dedicato alle risposte ai quesiti dei lettori, il settimanale Il Mondo ha indicato che il curatore fallimentare del default Cerruti starebbe erogando il terzo riparto di fondi. Un riparto che porterà a un rimborso che si stima compreso tra il 13% e il 18%. Ulteriori pagamenti saranno possibili solo se le cause con Unicredit e Abaxbank avranno esito positivo a chi ha intentato l'azione.
It Holding
Il Sole 24 Ore di sabato 5 marzo ha scritto che l’operazione di cessione di Gianfranco Ferré da It Holding a Paris Group dovrà passare dal voto dei dipendenti dell’azienda. La decisione è stata presa dai sindacati della società.
Secondo quanto riferito dalle agenzie stampa, è stato siglato l’accordo con i sindacati per la cessione del controllo della maison Ferré.
Safilo
Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 28 febbraio FIL Limited ha ridotto all’1,963% la quota detenuta nella società attiva nel settore degli occhiali. In precedenza, il fondo di investimento era accreditato del 2,017% del capitale di Safilo.
Piaggio
Piaggio ha chiuso il 2010 con ricavi pari a 1,48 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il dato dell’esercizio 2009. Il margine operativo ha toccato i 197,1 milioni di euro, in lieve calo rispetto ai 200,8 milioni del 2009. In flessione l'utile netto, sceso a 42,8 milioni di euro dal 47,4 milioni di euro del 2009. L’indebitamento finanziario netto a fine 2010 era sceso a 349,9 milioni rispetto ai 352 milioni di euro di fine 2009. Il consiglio di amministrazione proporrà il pagamento di un dividendo di 0,07 di euro per azione. Lo stacco della cedola avverrà il 16 maggio. Inoltre, Piaggio ha approvato il progetto di ristrutturazione delle attività produttive attualmente realizzate in Spagna. Nel corso della conference call a commento dei risultati di bilancio i vertici di Piaggio hanno anticipato la possibilità di alzare le stime di vendita degli scooter in India nel 2012.
Il numero uno di Piaggio, Roberto Colaninno, ha dichiarato che la società delle due ruote di Pontedera "non è in vendita". A proposito del 2010, chiuso con un utile netto in lieve flessione rispetto al 2009, il manager ha ricordato che il peggioramento è dovuto all’aumento della pressione fiscale.
Risanamento
La Consob ha fornito l’aggiornamento sull’azionariato della società immobiliare al termine dell’aumento di capitale. La quota dell’ex numero uno, Luigi Zunino è scesa dal 73,437% al 24,682%. Nel capitale di Risanamento hanno fatto l’ingresso i principali istituti di credito. IntesaSanpaolo e Unicredit sono accreditati rispettivamente del 35,977% e del 14,401% del capitale della società immobiliare. La Popolare di Milano detiene il 6,677%, mentre il Banco Popolare e Monte dei Paschi di Siena sono accreditati di partecipazioni superiori al 3%.
Wind
Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di venerdì 11 marzo l’assemblea degli azionisti di Wimpelcom sarebbe orientata ad approvare il progetto di fusione con Wind Telecom. Il socio norvegese Telenor, infatti, non sarebbe riuscito a raccogliere deleghe a sufficienza per fermare l’operazione.
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Nota per il lettore
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