Parmalat, IntesaSP si defila
Nei giorni scorsi il gruppo di Collecchio ha comunicato che l'azionista IntesaSanpaolo ha ritirato la lista di candidati per la nomina del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale
di Edoardo Fagnani 3 giu 2011 ore 13:43Parmalat ha comunicato che l'azionista IntesaSanpaolo ha ritirato la lista di candidati per la nomina del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, “in ragione dell’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie della società promossa dal gruppo francese Lactalis”.
Milano Finanza ha dedicato la storia di copertina ai retroscena relativi all’opa lanciata da Lactalis su Parmalat. Secondo quanto scritto sul settimanale finanziario, tra febbraio e marzo il numero uno del gruppo di Collecchio. Enrico Bondi, avrebbe trattato un arrivo amichevole dell’azienda francese, accompagnata dalla propria ricandidatura a capo di Parmalat. Tuttavia, Bondi avrebbe cambiato la propria strategia all’arrivo di Giulio Tremonti.
I principali quotidiani di venerdì 3 giugno hanno dato ampio risalto alla sentenza del Tar del Lazio, secondo cui il comune di Roma dovrà riprendersi la Centrale del Latte, venduta alla Cirio di Sergio Cragnotti e poi passata alla Parmalat di Calisto Tanzi. La perdita di questa attività, iscritta a bilancio per 104 milioni di euro, avrebbe un impatto diretto sull’opa lanciata da Lactalis e sul valore di mercato del gruppo di Collecchio. Anche perché la risalto alla sentenza del Tar del Lazio, secondo cui il comune di Roma dovrà riprendersi la Centrale del Latte di Roma garantisce ricavi per 145 milioni di euro e un margine operativo lordo di 17 milioni di euro. A Parma la questione non sembra destare preoccupazioni. Il gruppo di Collecchio, infatti, avrebbe diritto a un risarcimento, in seguito al valore creato nell’azienda negli ultimi anni.
Il Corriere della Sera di venerdì 3 giugno ha segnalato che nel prospetto informativo dell’opa lanciata da Lactalis su Parmalat è evidenziata la possibilità di procedere con l’emissione di prestiti obbligazionari per finanziare l’attività del gruppo. Il quotidiano ha ricordato chel’ultimo bond emesso da Parmalat è datato settembre 2003, qualche mese prima del crack dell’azienda.
Borsa Italiana ha comunicato che, nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto lanciata da Lactalis su Parmalat, fino a giovedì 2 giugno sono state portate in adesione 2.970.330 azioni, pari allo 0,23% dell’ammontare dei titoli oggetto dell’offerta.
Nel corso del festival dell'economia in corso a Trento, l'ex numero uno di Unicredit, Alessandro Profumo, ha dichiarato che dall'esterno era difficile scorgere le criticità di Parmalat prima del fallimento dell'azienda.
General Motors – Ford
Nel mese di maggio General Motor ha venduto 221.192 veicoli negli Stati Uniti, in leggera contrazione rispetto alle 223.822 vetture messe sul mercato nello stesso mese dello scorso anno. Stessa tendenza per Ford, le cui vendite a maggio sono passate in un anno da 192.253 a 192.102 unità.
Il Sole 24 Ore di giovedì 2 giugno ha riportato le dichiarazioni del ministero russo dello Sviluppo economico, secondo cui il tandem Sollers-Ford avrebbe messo sul piatto impegni per 1,2 miliardi di dollari in Russia, mentre il colosso General Motors potrebbe investire un miliardo nel paese europeo.
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